Mancate capacità, confusione universitaria

Inviata da Bianca · 29 set 2021

Buonasera,
Sto vivendo un periodo di confusione,
ho finito la triennale in ritardo e ora ho cominciato la magistrale, sento di non aver acquisito un vero e proprio metodo in questi anni, pur avendo raggiunto una media soddisfacente (il ritardo è di un paio di anni e mi è pesato veramente tanto sapere di essere indietro).
Sono sempre stata lenta rispetto gli altri, quindi andando avanti si è consolidata l’idea che qualsiasi cosa faccia, tutti intorno a me saranno più veloci, o nello stesso tempo arriveranno a conclusioni a cui il mio intuito non arriva. Vivo con il pensiero costante di non pensare abbastanza, e mi chiedo sempre cosa gli altri pensino nel loro tempo, a volte questo mi porta anche a sopravvalutare le situazioni e le persone, pensando a chissà che ragionamenti.
Fondamentalmente, non voglio rendermi conto troppo tardi di vivere una vita che non avrei voluto vivere in quel modo solo perchè non ho pensato abbastanza a come viverla.

Ho paura di perdere tutto quello ottenuto, non sono mai stata una persona da buoni voti, mi sono sforzata per ottenerli, e la mia paura è quella di non riuscire più a sforzarmi per ottenere dei risultati e seguire la mia indole, finendo a fare il minimo.
Infine, mi rendo conto che c’è sempre qualcuno che parte dalle mie stesse conoscenze o addirittura da conoscenze minori e poi se la cava sempre, io invece vedo sempre mille problemi e ho difficoltà, nonostante gli sforzi. Facendo un esempio, io se devo seguire un corso in un’altra lingua, pur conoscendola, non mi trovo subito a mio agio, poi invece vedo gente che ha il mio stesso livello o inferiore, che arriva e sa adattarsi, così come quando il piano di studi prevede materie in più, per me è veramente difficile gestire tutto, gli altri riescono ad adattarsi e non capisco perchè.

Spero di risolvere questi dubbi grazie al vostro supporto
Saluti

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Miglior risposta 1 OTT 2021

Cara Bianca,
Il periodo che stai attraversando coincide con un momento complesso per moltissimi studenti. Il passaggio dalla triennale alla magistrale, il carico di insicurezze, il senso di inadeguatezza rispetto alla formazione ricevuta e le incertezze relative alle scelte future. Sarà il percorso giusto? Sarò io all'altezza delle aspettative mie e altrui? Mi pentirò delle scelte intraprese? Continuerò ad avere paura?

La cosa più importante è che tu, in questo momento, non ti senta sola.
Non è facile essere uno studente universitario, non è facile essere giovani oggi, non è facile essere consapevoli e sicuri di ciò che si desidera, e men che meno esserlo delle proprie capacità. E' importante normalizzare tutto questo, perché non siamo automi e non siamo scevri da imperfezioni - (ed aggiungerei: 'per fortuna'!)

Io credo che questo momento di forte introspezione, carico di emotività e dubbi, sia da cogliere come occasione per far luce e chiarezza su alcuni aspetti della tua vita e della tua personalità. In tal senso, un percorso psicologico adeguato ti sosterrebbe e supporterebbe nella ricerca di nuove consapevolezze su te stessa e nella costruzione di un equilibrio.

Per qualsiasi dubbio o necessità, sono a disposizione.
Effettuo consulenze online.
Un caro saluto

Dott.ssa Germana Scoppio - Psicologa ad indirizzo clinico

Dott.ssa Germana Scoppio Psicologo a Bari

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1 OTT 2021

Ciao Bianca,
quello che percepisco dalle tue parole è tanta ansia per il futuro, tristezza e stanchezza di fronte a preoccupazioni che probabilmente ti accompagnano da troppo tempo e ti impediscono di vivere la tua vita di ragazza con la serenità che ti meriti.
Provo a darti qualche spunto per guardare alla tua situazione da un'altra prospettiva, anche se uno scambio di questo tipo non può neanche minimamente cogliere la complessità di una fase di vita e di una persona.

Parto dal tuo riferimento al metodo di studio (pur essendo convinto che non sta qui il nucleo del problema) perché forse è il più veloce e concreto da affrontare. Se sei convinta di non averne uno, questo è un aspetto concreto da cui puoi partire: potresti chiedere un aiuto a studenti più esperti, leggere libri specifici che aiutano a svilupparne uno o chiedere supporto al servizio per gli studenti dell’università, se è presente. Pensa in che cosa consiste con più precisione il problema: ti distrai spesso mentre studi? Non sai come prepararti a un esame? Come prendere gli appunti? Come organizzare un ripasso? Quando definisci meglio un problema, è più semplice anche provare (e trovare) delle soluzioni. Ad esempio, esistono molte tecniche e strategie mirate per rendere più efficace lo studio.

Scrivi anche di fare tanti ragionamenti su quanto sei lenta rispetto agli altri, a cosa pensino loro nel loro tempo, e subito dopo del timore di pensare poco. Ho la sensazione che da un certo punto di vista pensi forse fin troppo! O meglio, che dedichi molto tempo ed energie a “rimuginare” su quanto dovresti essere performante, veloce, efficace nello studio o cose del genere. Questo tipo di attività mentale (che non è per nulla strano e anzi si presenta spesso in chi si soffre emotivamente) anche se in genere è attuato come strategia risolutiva, finisce per diventare parte del problema perché amplifica le emozioni dolorose e blocca i cambiamenti positivi. Tant'è vero che nel lavoro clinico si cerca spesso di "alleggerire" queste ruminazioni mentali, tra le prime cose.

Probabilmente questa convinzione di essere sempre meno efficace degli altri è anche tenuta in vita da un "modo" di usare la tua attenzione. E' possibile che, nello stato ansioso in cui ti trovi, ti sia “abituata” a orientare l’attenzione agli altri in un modo particolare, magari selezionando gli studenti che ti sembrano più veloci, spigliati, performanti negli esami. Questa attenzione selettiva deriva da uno stato di minaccia, ma la fregatura è che porta a focalizzarsi solo sui casi che confermano le convinzioni di partenza (nel tuo caso ad es. che tu hai sempre difficoltà e problemi, che gli altri se la cavano sempre meglio) trascurando invece gli esempi contrari, con l’effetto di confermarla sempre di più anche laddove questa idea fosse un po’ troppo rigida e severa.

Mi fermo qui, ma ti consiglio caldamente di condividere questa tua sofferenza con le persone che hai intorno, se sono in grado di sostenerti, e magari di chiedere aiuto a un professionista che potrà aiutarti a trarre nuova consapevolezza e forza da queste difficoltà (se fossi interessata, sono a disposizione a fare colloqui a distanza).

Buona fortuna!

Dott. Michele Storti Psicologo a Osimo

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30 SET 2021

Cara Bianca,
seguo con attenzione la tua preoccupazione.
Ti consiglierei di intraprendere un percorso psicologico per cercare di migliorare la tua immagine senza fare confronti e paragoni costanti con gli altri.
Ti serve rafforzare la tua autoefficacia e sentirti in grado di sapere fare le cose perché lo sei.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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30 SET 2021

Cara Bianca, il periodo universitario porta con se molti dubbi e difficoltà legate al nostro futuro e alla nostra riuscita: si tratta senza dubbio di un investimento di energia a lunghissimo termine. In passato le sue tempistiche di studio l'avevano già messa in difficoltà o questa sensazione è arrivata alla conclusione del periodo della triennale? Da ciò che racconta emerge un forte confronto con gli altri da cui si sente uscirne inevitabilmente in difetto. Emerge anche una forte autocritica che spazza via tutti i suoi sforzi, il suo impegno ed i traguardi raggiunti. A prescindere da quale sia il percorso e l'andamento universitario dei suoi compagni, sembra che il nucleo del problema sia la percezione che ha di se stessa rispetto agli altri. Le consiglio di intraprendere un percorso che le permetta di capire da dove viene questa sfiducia e questa autocritica per poi lasciarla andare e tornare a scegliere per se stessa secondo i suoi tempi e desideri, a prescindere dal passo degli altri.

Resto a disposizione e le auguro il meglio!
Un caro saluto

Dr.ssa Arianna Buttafuoco Psicologo a Perugia

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30 SET 2021

Buongiorno Bianca,
ad oggi il fare frequenti confronti con gli altri è un' "abitudine" molto diffusa. Dal confronto si potrebbero trarre spunti positivi, ad esempio nel prendere ispirazione da altri e arricchire le nostre ambizioni: purtroppo invece, soprattutto a causa delle nostre insicurezze o dell'ansia da prestazione ( che sia al lavoro o che sia negli studi), ne usciamo sempre vinti, traendone spesso un motivo per svalutarci. Ognuno necessita del suo tempo, ognuno di noi ha punti di forza e punti di debolezza, differenti da quelli altrui, ognuno, al pari con il percorso di studi o con la vita lavorativa, porta avanti una vita personale, che può ovviamente essere influente sui nostri risultati. Concentrarsi in primis su di sé e sui propri obiettivi può essere un modo per impiegare tutte queste energie e questo tempo sui propri punti di forza, piuttosto che su quelli altrui: rifletta su come raggiungere questo nuovo obiettivo universitario, impiegando le SUE capacità, rispettando i SUOI tempi, rispettando in generale sé stessa e la sua individualità.

Rimango a disposizione ( anche online)

Dott.ssa Laura Romano

Dott.ssa Laura Romano Psicologo a Roma

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30 SET 2021

Carissima Bianca,
l'ansia di cui si sovraccarica è tangibile anche dalle poche righe che scrive. Abbiamo sempre l'impressione di essere o rimanere indietro rispetto ad altri o di non fare abbastanza o di fare più fatica ma spesso sono solo percezioni nostre, giudizi che diamo a noi stessi.
Un sostegno con un professionista potrebbe aiutarla a gestire prima di tutto questo forte giudizio che ha nei suoi confronti, a lavorare sul recupero di autostima e a gestire l'ansia e questa sua propensione a paragonarsi sempre agli altri senza vedere quello che sicuramente lei ha già fatto e fa quotidianamente.
Sono a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Barbaro
(ricevo anche on line)

Dottoressa Stefania Barbaro Psicologo a Milano

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30 SET 2021

Buongiorno Bianca
la sua sofferenza è palpabile nelle sue parole e mi sembra di comprendere che da un lato la sua volontà sia quella di proseguire gli studi ma che, dall'altro, la sua energia per concentrarsi su di essi sia attirata invece dal "pensare i pensieri" su di sé e sugli altri, su quanto questi altri siano più o meno in grado e sulle scelte che deve compiere, o sul come studiare.
Le consiglio di intraprendere un percorso con un professionista, per orientare in maniera strategica i suoi pensieri per farle raggiungere i suoi obiettivi efficacemente e con soddisfazione personale.
A disposizione anche online

Dr.ssa Maria Beatrice Brancati

Dott.ssa Maria Beatrice Brancati Psicologo a Padova

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