disturbi della sessulaità

Inviata da sandro il 12 giu 2012 Terapia di coppia

Ho 33 anni e per motivi di lavoro mi trovon lontano da casa dall'inizio di Gennaio. Sono sposato da 4 anni e mezzo e la vita di coppia con mia moglie non ha problemi o meglio non ne aveva fino a circa tre mesi fa. Generalmente torno a casa nei weekend per stare con lei che è rimasta dove risiediamo.
Circa tre mesi fa mi è capitato per la prima volta di non avere un'erezione e questa cosa si è ripetuta, con fasi alterne anche nei weekend successivi.
Quando mi capita di approcciare mia moglie vengo colto da crisi di ansia, sudore, e credo da ansia di prestazione, come una specie di blocco che non mi fa fare quello che desideriamo fare:l'amore.
Durante le festività di Pasqua sembrava che la cosa si fosse normalizzata,eravamo felici, abbiamo avuto rapporti sessuali tranquillamente e senza prendere alcun farmaco, sembrava davvero che fosse tutto passato. Invece, successivamente, la cosa si è si ripete con fasi alterne e dopo mille difficoltà
Questa cosa mi sta davvero distruggendo e lo stesso sta facendo con mia moglie che ad essere sincero è sempre stata comprensiva e ben disposta verso di me nel calmarmi ma talvolta anche lei colta da "disperazione" per la situazione reagisce male (lei stessa poi se ne pente e magari in quei momenti dice cose che non vorrebbe dire che non pensa).
Questa situazione mi sta logorando, non faccio altro che pensarci e mi sta quasi portando ad avere paura del contatto fisico con mia moglie poiché penso e mi chiedo nella mia mente cosa accadrà li sotto e vado in panico con un risultato ovviamente immaginabile anche perchè immagino le sue aspettative e che la faro stare male di nuovo se non riesco a lasciarmi andare, csa che spesso non sta accadendo.
Abbiamo pensato possa essere un periodo di stress, il fatto di tornare per 2 gg a settimana a casa genera nella mia testa l'idea di "doverlo fare per forza".
In questi mesi ho iniziato a fare attività fisica con maggiore regolarità, sono migliorato fisicamente (quindi dovrei essere più sicuro di me stesso), ho smesso di fumare (cosa che prima facevo molto), sono dimagrito.

In casi di autoerotismno il problema non accade ma non saprei dire se con un'altra donna potrebbe andare tutto bene in quanto essendo fedele a mia moglie non ho avuto modo di provare le mie reazioni.

Davvero non so cosa fare e da dove cominciare.

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Caro Alex,
le suggerisco di effettuare in primis un accertamento andrologico da un medico per escludere problematiche di carattere organico. Ad ogni modo credo che la componente ansiogena giochi un ruolo importante, quasi come se fosse un'ansia da prestazione nei confronti di sua moglie, anche perchè con l'autoerotismo non ci sono problemi. Poichè la natura del problema mi sembra soprattutto di tipo ansiogeno le suggerisco comunque un confronto con uno psicoterapeuta.
Cordiali saluti
Dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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Il fatto che con l' autoerotismo le cose funzionino bene, mi porta ad escludere problemi di natura fisica. Lei ha descritto con chiarezza come la sua sia una forma di ansia da prestazione. Sua moglie, pur mostrandosi paziente e comprensiva, ha purtroppo aggiunto con le sue crisi "responsabilità" alla sua performance. E lei ora teme il fallimento, creando la "profezia che si autoverifica". Il problema si tratta e si risolve in psicoterapia breve con estrema velocità e in una percentuale che rasenta la totalità dei casi, ma l' intervento in questi casi deve essere fatto anche su sua moglie, trattandosi di un di problema di coppia.

Centro Di Terapia Strategica Psicologo a Roma

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Non sono uno specialista, provo comunque a dare un consiglio amichevole. Escluderei problemi fisici, proprio per la descrizione che dai di quello che ti succede. Se con l'autoerotismo o la mattina presto funziona tutto, direi che non vale la pena andare dall'andrologo. Lo psicologo potrà aiutare, soprattutto se non riesci a parlare con tua moglie. Bisogna parlarne, solo così si può risolvere, con spirito aperto e disponibile da parte di entrambi, prima che si aggiungano altri danni da mancanza di comunicazione.. Magari fai qualcosa per il tuo lavoro, non riesci ad avvicinarti? In bocca al lupo..

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Buongiorno Alex.
Lei scrive:"...il doverlo fare per forza". Bene la nostra mente funziona per associazione e ancore. Cosa vuol dire? Vuol dire che c' e' un primo episodio, che al di la' del perché' l'ha condizionata, facendole creare inconsciamente, un 'immagine di lei che a letto non ce l'ha fatta. Bene, tale immagine condiozioba le successive esperienze, poiche' l'ha ancorata quell' esperienza. E' opportuno disancorare il primo episodio con un episodio, sempre passato, in cui il ricordo di se stesso, mentre fa sesso e fa l'amore, sia diverso e positivo.
Cordiali saluti

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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Gentile Alex...concordo con i colleghi nel consigliarle un accertamento medico per poter escludere un eventuale problema di tipo fisiologico. Allo stesso tempo credo che possa esserle utile, fin da subito, richiedere una consulenza presso un collega psicoterapeuta. Dalle sue parole si percepisce il malessere e il carico d'ansia che questa situazione le sta creando. L'ansia è poi davvero una "cattiva amica": ci ruba spazio, ci toglie il fiato e ci fa credere, a volte, di non avere vie d'uscita, ma in realtà una via d'uscita c'è. La percorra al più presto Alex e si conceda uno spazio di accoglimento e sostegno psicologico a prescinedere da quelli che saranno gli esiti dei vari consulti medico-andrologici. Perchè al di là delle difficoltà oggettive legate alla sua intimità sessuale, al di là del disagio e dell'ansia ad esso concomitanti e/o conseguenti c'è lei e il suo prendersi cura

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Salve Alex, immagino che sia molto difficile vivere con serenità la sessualità con sua moglie se la carica di aspettative, ansie, paure... credo anch'io come i colleghi che sia molto plausibile si possa trattare di un problema d'ansia dovuto alla distanza e a quello che la distanza comporta. La invito a contattare uno psicoterapeuta che possa alleggerire la sua situazione e ridarle la possibilità di vivere con serenità la sua sessualità.
Cordiali saluti
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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Carissimo Alex,
da quanto mi sembra di apprendere da quello che hai scriito, la tua problematica mi sembra strettamente di tipo psicologico, ma come hanno fatto i miei colleghi ti invito prima a fare degli accertamenti per escludere possibili ed eventuali cause organiche. Comprendo benissimo il tuo stato di malessere e a tal proposito ti suggerisco di contattare uno psicoterapeuta per affrontare con lui la tua situazione. Mi sento di rassicurarti a tal proposito, dicendoti che questi problemi sono all'ordine del giorno e facilmente superabili. Per qualsiasi tipo di chiarimento rimango a tua disposizione.
Cordiali saluti, Dott.ssa Irene Olivi.

Irene Olivi Psicologo a Seravezza

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Ho la sensazione che l'ansia si sia impadronita della situazione, comunque potresti contattare un andrologo per escludere eventuali cause organiche. In caso di somatizzazione dell'ansia non ti sarà difficile risolvere il problema con una breve psicoterapia. Dott.ssa Carla Panno -psicoterapeuta- Milano

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Salve, è molto probabile che la causa del disturbo sia lo strees, ma solitamente è consigliabile fare accertamenti medici, che quasi sicuramente daranno esito negativo. Nel qual caso è necessario che Lei anche insieme a sua moglie, se lo ritiene opportuno, contatti uno psicologo. a volte l'ansa da prestazione, la paura del può accadere di nuovo porta a far si che la situazione tenda a peggiorare.
saluti.
dott.ssa C. Di Blasio

Psicologa Psicoterapeuta Naturopata Di Blasio Carmela Psicologo a Pescara

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Gentile Alex
nel suo scritto evidenzia lo stree per il lavoro e il ridotto periodo che trascorre con sua moglie.
La invito pertanto a non sottovalutare questo aspetto.
Lei scrive, che teme di provare il dovere di doverlo fare per forza.
la mente sotto queste sollecitazioni va nella direzione indicata ed ecco attivarsi il freno fisico.
Viva i momenti di intimità come il massimo dei piaceri non forzandosi ad avere rpporti ad ogni suo rientro a casa, piuttosto concedetevi una intimità fatta di coccole e attenzzioni, se da queste ne deriva una maturata intimità moto bene altrimenti comunque vi siete amati.

un caro saluto
Dottoressa Barbara Camilli
https://www.guidapsicologi.it/psicologia-utile-dottoressa-barbara-camilli-vpsicologi-119905.html

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Caro Alex, io procederei con ordine. In primis le consiglio di procedere con un accertamento medico- andrologico in modo da escludere la possibilità di un disturbo di carattere organico/ fisiologico! Dopodiché valuterei di intraprendere un percorso di psicoterapia per capire cosa le sta succedendo! Un grande in bocca al lupo!

Dott.ssa Cecilia Cimetti Psicologo a Verona

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Caro Alex,
capisco il suo turbamento, il disorientamento e l'ansia.
Il fatto che sia la prima volta che si verifica questo problema è già un indice importante. Lei non ha problemi in sè e per sè con l'atto sessuale.
Aggiungiamo poi che questa difficoltà è nata dopo il suo trasferimento lavorativo e che durante le vacanze di Pasqua (magari con più giorni a disposizione) tutto è filato liscio,
Bhe fatti due conti, mi sembra abbastanza plausibile pensare che la situazione contingente stia creando quest'intoppo.
Il fatto che voi lo abbiate già pensato in sè non risolve il problema,perchè probabilmente questo stile di vita mina profondamente il suo equilibrio emotivo, l'idea che ha di sè, l'immagine che fornisce agli altri, i doveri, i piaceri, ecc.
Insomma, quest'intoppo forse è anche più di quello che sembra, nel senso che non credo ci sia un problema sessuale in sè e per sè, ma che ci sia un bisogno di rivedere sè, il proprio modo di sentirsi, di aspettarsi da sè, il modo di imporsi doveri, ecc. Forse lei è molto duro con sè, è abituato a pensarsi come una "macchina" efficente, che porta avanti tutto ciò che si prefigge.
Ma non è così, anche lei ha sentimenti, desideri, paure, fatiche, che non possono essere messe da parte. Capisco che il fatto di vivere fuori casa, porti poi a pensare che quando torna, si debba fare l'amore, ma il desiderio, la passione, l'emotività non obbediscono ai doveri e agli ordini, per fortuna!
Altrimenti in questo modo, diventerebbe il lavoro del fine settimana!
lei sta rivoluzionando la sua vita, si sta prendendo cura di sè, ha smesso di fumare, è dimagrito, fa attività sportiva, questo è una buona cosa, ma ci dice anche che qualcosa dentro sè è scattata, è successo un movimento che la porta da qualche parte, questo evidentemente include anche il rapporto totale con sè, con le proprie emozioni, col corpo, con le relazioni. C'è poi il lavoro che la porta fuori, forse si pone delle domande sul suo futuro, su ciò che progetta, che desidera, su dove la vita la porterà. Forse si fa delle domande su come conciliare sè, il lavoro, la relazione e tutto il resto.
Non viva questo intoppo con angoscia, spesso capita che si abbia bisogno di un segno forte per ascoltarsi e la sessualità è uno dei canali preferenziali per il sesso maschile, perchè è incontrovertibile e assolutamente visibile.
E' un invito a guardarsi e prendersi cura di sè, anche dal punto di vista emotivo.
Ci stia dentro Alex, vedrà che sarà occasione di ulteriore crescita.
Si chieda quanto è soddisfatto, cosa le fa paura e cosa desidera per la sua vita!

Sabrina Costantini Psicologo a Pisa

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Buongiorno Alex,
da quello che scrive si potrebbe ipotizzare che il problema sia prevalentemente di natura psicologica, tuttavia credo sia meglio iniziare escludendo le patologie mediche; a tal proposito sarà opportuno rivolgersi ad un andrologo che potrà prescriverle specifici esami.
Se da tali esami non emergeranno valori in grado di spiegare le difficoltà di erezione, allora sarà bene approfondire con uno psicoterapeuta i motivi che le rendono attualmente difficoltoso condividere con sua moglie certi momenti; approfondimento che, come ben comprenderà, non può realizzarsi con una consulenza on line.
Con la speranza di esserle stata di aiuto
la saluto cordialmente
Dr.ssa Alessia Serra

Dott.ssa Alessia Serra Psicologo a Santa Maria delle Mole

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Salve Alex,
da quel che ci dice sembra proprio ansia legata alla prestazione. Visti i pochi momenti intimi che potete avere, il non avere la libertà di poter fare l'amore quando effettivamente se ne ha voglia ha reso l'atto quasi come meccanico e caricato di aspettative sue e di sua moglie.
Queste crisi d'ansia si manifestano solo durante il weekend oppure anche durante la settimana? Oltre al trasferimento in altra città è accaduto qualcosa di diverso in questi ultimi 3 mesi? Lei ha fatto riferimento a un farmaco che non c'è stato bisogno di prendere a Pasqua quando invece i vostri rapporti sono stati completi e soddisfacenti, altre volte invece le è capitato di dovere prendere quanche aiuto?
Sicuramente lo stress e la lontananza da casa possono avere influito sulla vostra sessualità, però lei ci racconta di essersi messo a dieta e avere inziato con costanza attività fisica ed avere smesso di fumare, come se il "vecchio Alex" non le piacesse più ed avesse bisogno di un cambiamento. Le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico di coppia o se preferisce individuale che vi aiuti a comprendere cosa è cambiato da gennaio e cosa sta sotto a quest'ansia da prestazione che mi pare di capire sta coinvolgendo anche sua moglie. Le auguro di risolvere presto.
Saluti
Dott.ssa Lorico Psicologa Psicoterapeuta Familiare a Piacenza.

Dott.ssa Concetta Lorico Esposto Psicologo a Piacenza

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Caro Alex,
dal suo scritto emerge davvero tutto il malessere che sta coinvelgendo lei personalmente e la coppia. Apparentemente non sembrerebbero esserci cause organiche (ci dice che la funzionalità durante l'autoerotismo è rimasta invariata) e che i problemi sono iniziati dopo un primo episodio in cui la prestazione non è stata come al solito. L'aspetto cognitivo ha in questo caso un'importanza fondamentale: le aspettative, il sentirsi forzato ad avere rapporti nel week end quando torna a casa e soprattutto la paura della paura la stanno bloccando. Non esiti a rivolgersi ad uno psicoterapeuta della città dove lavora, se non altro per approfondire meglio la situazione e capire con un professionista il percorso migliore da seguire. Cordialisaluti, Dott.ssa Francesca Zoppi

Dott.ssa Francesca Zoppi Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Verona

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