Devo andare da un nuovo psichiatra?

Inviata da kiarina · 24 ago 2020

Sono una ragazza di 22 anni.
Oggi sono stata dal mio psicologo. È da un po di tempo che sono bloccata, non riesco a parlare con lui e quando riesco ad affrontare dei problemi con lui sono molto in ansia.
Il problema non è lui, perché mi trovo bene con lui, lo stimo e provo affetto, è l'unica persona con cui vorrei parlare, ma spesso non ci riesco per i mille giudizi che ho nella mente e che lui conosce.
La voglia di farmi male non cessa, ultimamente cerco di trattenermi dall'impulso di ferirmi fisicamente bruciandomi o tagliandomi, per evitare le maniche lunghe con questo caldo. Tuttavia, per non pensare a niente bevo e oggi sono arrivata alla seduta stordita sia dal caldo sia per l'alcol: lui si è accorto che c'era qualcosa che non andava, perché non riuscivo a tenere gli occhi aperti e lo sguardo fisso, mi mancava l'aria e parlavo a fatica, non riuscivo a parlare senza fare errori, né concludevo facilmente le frasi. All'inizio ha pensato che mi ero fatta una canna e poi che era la solita mia ansia e io ho detto che ero stanca.

Nelle ultime sedute data la situazione mi ha riproposto la possibilità di andare da uno psichiatra diverso per farmi aiutare anche con medicine, il fatto è che non mi ero trovata bene con quello precedente e non ero stata costante con le medicine infatti avevo smesso di prenderle e non mi ero fatta più viva con lui.

Ecco non so se dire al mio psicologo la verità su oggi ovvero il fatto che avevo bevuto. Non so se dirgli la verità. Non so se andare da un nuovo psichiatra, ho paura.

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Miglior risposta 25 AGO 2020

Buongiorno,
Faccio prima chiarezza sui titoli professionali. Lo psicologo, per Poter fare terapia-che è quella che serve a lei- deve essere anche psicoterapeuta. Se il suo ha entrambe t titoli e lei si trova bene, può continuare.
Non le dirò che cosa deve fare , ma le dirò perché non è stata sincera con il suo psicologo: se lui è una persona che lei stima e a cui tiene, fa fatica ad ammettere di aver bevuto perché vuole che lui abbia una buona impressione di lei. Insomma, lei mente perché teme che dicendo la verità potrebbe perdere la benevolenza del suo terapeuta nei suoi confronti.
Per gli psicofarmaci: è sempre difficile accettare che una pastiglia alteri la nostra mente, ma quando si trova il farmaco giusto, tutto cambia in meglio
dottoressa Giuliana Gibellini, psicologa psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologo a Carpi

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26 AGO 2020

Buonasera kiarina, tornare da uno psichiatra, dopo che altre esperienze sono andate male, capisco sia difficile. Una possibile soluzione a questo è, se si fida molto del suo terapeuta, di farsene suggerire uno con cui lui collabori. Spesso, infatti, noi psicologi-psicoterapeuti collaboriamo con uno psichiatra con cui condividiamo un modello teorico. Ad es., ci sono molti psichiatri che fanno una formazione ulteriore (di uno, due o 4 anni) su un modello psicoterapeutico specifico in quanto, anche loro, possono condurre una psicoterapia. Inoltre, sembrano emergere temi di sensibilità al giudizio esterno e, di conseguenza, di potersi fidare ed affidare a qualcuno. Pur non essendo facile, dovrebbe iniziare a decidere di focalizzarsi su un punto fermo (ad es., prova a fidarsi solo del terapeuta, inizialmente, o qualcun altro, per poi, nel tempo, potersi fidare di altre figure importanti per lei).
Ricapitolando, provi a capire quanto davvero si fida ancora del suo terapeuta, poi può chiedergli un aiuto nello scegliere uno psichiatra e, in terapia, dovrebbe approfondire (se ancora non sia stato fatto, ovviamente), a mio parere, queste ipotesi di lavoro: temi di giudizio, sensibilita' all'invadenza esterna, temi di etero ed autovalidazione, temi di riconoscimento, temi di perfezionismo e di timore di solitudine da distacco. Sono tutti temi abbastanza continui e coerenti tra loro, ed hanno tutti una radice comune in quanta importanza sia stata data all'esterno (famiglia, amici, partner, etc.) rispetto all'interno (emozioni, pensieri, valori e significati personali).
Ribadisco, in quanto molto importante, le prenda solo come ipotesi, dovendo noi rispondere tramite un mezzo virtuale.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista/Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo a Roma

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25 AGO 2020

Buongiorno, dovresti assolutamente parlarne con il tuo psicologo, anche dei dubbi circa la possibilità di rivolgersi ad uno psichiatra.
E poi perché dovresti sottoporti anche ad una terapia farmacologica? Quale è la diagnosi e chi l'ha fatta?
Dott. Masucci A.

Dott. Armando Masucci Psicologo a Avellino

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