Come posso risolvere i problemi con mio padre?

Inviata da Viola · 10 giu 2021

Salve,
le spiego la mia situazione in famiglia. Purtroppo con mio padre le cose non vanno bene, a dirla tutta non sono mai andate bene. Non siamo mai riusciti ad instaurare un rapporto padre-figlia… ci ho provato in tutti i modi ma essendo che siamo simili caratterialmente è sempre stata dura. Inoltre mi ha sempre reso le cose difficili soprattutto per quanto riguarda la libertà. Il punto è questo, sono una ragazza di 20 anni che ha bisogno di vivere la propria vita come è giusto che sia. Sono sempre stata vincolata dalle sue regole da quando avevo 13 anni ad oggi. Fino ai 18 ho cercato di sopportare questa situazione però adesso credo di essere adulta e vaccinata a 20 anni e ho il pieno bisogno di vivere la mia vita, di fare esperienze, di non avere il coprifuoco a mezzanotte.. insomma tante cose. Purtroppo non subisco più questo suo modo di essere nei miei confronti, non capisco proprio perché lui faccia di tutto per vincolarmi, sono sempre stata una persona tranquilla, non ho mai portato problemi a casa eppure lui col passare degli anni ha assunto sempre lo stesso atteggiamento nei miei confronti. Purtroppo l’unica vera soluzione sarebbe andarmene da casa, ma sono una studentessa universitaria e non ho la possibilità di andare a vivere da sola al momento. Pensavo che dopo un anno e mezzo di clausura a causa del Covid mio padre avrebbe capito che la vita è una e bisogna viverla nel migliore dei modi, ma lui è una testa dura e non cambia le sue opinioni. Davvero non so cosa fare.. le chiedo cortesemente dei consigli su come affrontare la cosa perché sono davvero esausta e non so più cosa fare..
La ringrazio in anticipo,
Cordiali saluti.

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Miglior risposta 11 GIU 2021

Gentile Viola,
se lei è caratterialmente simile a suo padre (testa dura) e non le piace la di lui eccessiva severità e rigidità, non dovrebbe commettere lo stesso errore tanto più che non è ancora economicamente indipendente in quanto studentessa.
Sarebbe inoltre da capire meglio in quali modi suo padre limita la sua libertà a parte il vietarle di stare fuori casa dopo la mezzanotte (orario peraltro ragionevole).
Si dovrebbe anche capire cosa realmente intende lei quando dice che la vita è una sola e bisogna viverla nel migliore dei modi...
Pertanto, a mio parere, è preferibile evitare un inutile e controproducente scontro frontale con suo padre ma chiedergli con educazione una maggiore flessibilità in considerazione del fatto che lei è una persona responsabile che non ha creato mai problemi.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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OGGI, 14 GIU 2021

Buongiorno Viola,
talvolta, chi si occupa di psicologia definisce scherzosamente il periodo che tu stai attraversando come "il periodo delle guerre di indipendenza". Perché? Perché, come sta succedendo a te, alcuni genitori tendono a considerare i figli come dei bambini da proteggere sempre contro i pericoli del mondo esterno anche quando non ce n'è più bisogno. Allora cosa fa il figlio che si sente costretto nelle maglie di un controllo genitoriale troppo paralizzante? "Dichiara guerra", appunto. Questo non vuol dire uno scontro ad oltranza con il genitore, ma porgli il problema in modo esplicito, chiaro, aperto e propositivo: "caro papà, ormai sono grande e ho bisogno che rivediamo le regole che tu mi imponi, in modo da renderle adeguate alla mia età, come succede alle mie amiche". Naturalmente questa richiesta difficilmente verrà accettata, però serve per aprire un negoziato nel quale cercare di ridiscutere le rispettive posizioni mettendoci tutte le argomentazioni possibili. Nel fare questo negoziato può essere prezioso il coinvolgimento di altri familiare, amici, preti ecc. disposti a sostenere la tua richiesta. Dopo di che, se la posizione del papà resta sempre troppo rigida è possibile "aprire le ostilità" cioè dichiarargli che ti concederai da sola le libertà che trovi giusto avere e sostenerne le conseguenze. Purtroppo, a volte, diventare grandi richiede anche questo tipo di decisioni e di sacrifici. Come prova del nove puoi porti questa domanda: "cosa succederà nella mia vita se continuo a chinare il capo e ad accettare le imposizioni del papà?" Se proprio non riesci ad venirne fuori chiedi aiuto ad uno psicologo.
Un cordiale saluto.
Dott. Gabriele Andreoli - Isola della Scala (Verona)

Dott. Gabriele Andreoli Psicologo a Isola della Scala

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11 GIU 2021

Cara Viola,
si sente "lacerata" dentro suppongo in quanto, a detta sua, in questi anni nonostante si sia sforzata molto non è riuscita ad avere una buona relazione con suo padre.
Inoltre, non le dà fiducia e supporto nella sua costruzione dell'identità/autonomia.
Questa identità che doveva iniziare a costruirsi gradualmente, durante l'adolescenza. E' ancora in tempo nella costruzione della sua identità e autonomia. Si dia la forza e la calma, attraverso una comunicazione assertiva di parlare di come si sente, che emozione prova a suo padre. Cerchi un compromesso con lui in maniera tale che possiate andarvi in contro.
Che tipo di relazione ha con gli altri componenti della famiglia? Cerchi supporto e aiuto in loro.
Resto a disposizione ( anche online).
Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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11 GIU 2021

Cara Viola,

in famiglia ha degli alleati, ad esempio un fratello o sorella, che la sostengono in relazione alle sue esigenze di indipendenza? Sarebbe importante che si sentisse supportata da qualcuno in famiglia per avere l'opportunità di ottenere maggior libertà rispetto alle sue scelte, senza sentirsi costantemente controllata e vincolata alle regole che suo padre le impone. Sua madre come si posiziona in merito? La pensa come suo padre, oppure si discosta da questa mentalità? In caso non abbia nessuno dalla sua parte, prenda suo padre a tu per tu e con estrema calma, ma risolutezza, gli faccia capire che nell'arco degli anni i suoi bisogni sono cambiati e che dovrebbe gradualmente accettarlo, altrimenti quello che rischia di ottenere è una maggiore trasgressione e ribellione da parte sua che nessuno di voi due ha l'interesse che si manifesti.
Rimango a sua completa disposizione, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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11 GIU 2021

Carissima Viola,
sono tanti gli aspetti da approfondire: com'è stato il vostro rapporto nel tempo, la sua situazione familiare (non menziona sua mamma ad esempio o se ha fratelli o sorelle), come sono stati costruite le relazioni all'interno della sua famiglia, ecc.
Certamente una figlia che cresce può creare degli scompensi, i genitori tendono a vedere i figli sempre piccoli e alcuni possono non accettare il cambiamento.
Un aiuto potrebbe esserle utile in questo momento per capire meglio le dinamiche, i comportamenti che vengono messi in atto e le motivazioni dietro ai comportamenti.
Sono a disposizione
un caro saluto
Dott.ssa Stefania Barbaro
(ricevo anche on line)

Dottoressa Stefania Barbaro Psicologo a Milano

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11 GIU 2021

Cara Viola,
leggo che ha provato in “tutti i modi” a cambiare Le cose ma senza ottenere risultati. È proprio sicura di averle provate proprio tutte?
Alle volte, senza accorgercene, riproponiamo versioni diverse di soluzioni già applicate. Ciò porta inevitabilmente ad ottenere gli stessi risultati. Forse Suo padre ha bisogno di capire in modo diverso che Lei sta diventando una donna, sta maturando, che ha bisogno di maggiore autonomia, ecc.
Per iniziare a far luce, potrebbe procedere così.
Le faccio una domanda come esempio: Suo padre ha bisogno di fidarsi di più? Prenda in esame questo aspetto e risponda alla domanda. Se la risposta è affermativa allora inizi ad affinare il modo per farlo fidare, tenendo conto esattamente di come lo intende lui.
Può continuare così con altre domande su molteplici aspetti, fino a cambiare le cose in maniera granulare.
Se ha bisogno di una guida e un supporto mi contatti pure in privato.
Le auguro di riuscire ad ottenere presto ciò di cui ha bisogno.
Buona giornata,
Dr.ssa Annalisa Signorelli

Dott.ssa Annalisa Signorelli Psicologo a Belvedere Marittimo

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