Capire se sono stata la causa della fine della mia relazione con il mio ex

Inviata da Vale04 · 28 dic 2020

Salve, sono una ragazza di 19 anni e quando ho conosciuto il mio ex ne avevo meno di 18. Non avevo mai avuto relazioni prima ed ero una ragazza molto chiusa e timida. Conobbi il cugino di una mia amica, un ragazzo di 23 anni che viveva a Catania e che conduceva un tipo di vita dissoluto fatta di serate in discoteca e in locali notturni. Inizialmente mostrò un lieve interesse nei miei confronti, tuttavia sua cugina e anche mia cara amica, mi avvisò che lui non fosse il tipo di persona che voleva farmi credere fosse, inoltre mi disse anche che contemporaneamente si sentiva con un'altra ragazza. Ci incontrammo due volte, in cui comunque mi ammaliò facendomi credere di essere una persona assolutamente interessante ed affascinante, al seguito di queste due uscite sparì e torno a vivere a Catania, io ci rimasi male ma ripresi tranquillamente la mia vita. Dopo due mesi tornò, cominciò a cercarmi e mi propose dopo pochissimi giorni di metterci insieme. Dubbiosa di questo improvviso, scoprii che aveva avuto problemi durante una serata organizzata da lui in una discoteca e che dovette allontanarsi da Catania per un po' di tempo. Gli dissi allora che non era tornato per me ma perché costretto, tuttavia mi assicurò di essersi innamorato di me, di voler cominciare una vita tranquilla e serena lontano da quel mondo. Mi fido di lui, ci mettiamo insieme e automaticamente litigo con sua cugina che continuava a dirmi di stargli lontano. Lui mi pone tantissimi limiti: non potevo andare a danza, non potevo uscire con le mie amiche, andare alle gite di mezza giornata con la scuola, alle scampagnate, ai compleanni dei miei compagni e non posso utilizzare i social, inoltre ha libero accesso al mio telefono che controlla quasi ogni sera. Lui comunque sembra amarmi sul serio, mi invia lettere d'amore, rose, si prende cura di me e mi regala un anello dicendomi che mi ha scelta come la compagna della sua vita. Mi innamoro vedendo lui come la persona più importante della mia vita, l'unica con cui mi vedevo in futuro. Noto però che ha tantissimi lati negativi: si vanta davanti alle persone, crede di essere un illustre politico in carriera, cerca applausi e ammirazione, sta ore e ore al bar facendo finta di fare politica e trascurando lo studio pur essendo abbastanza fuori corso, tantissimi amici avevano litigato con lui perché dicevano ci avesse provato in precedenza con le loro fidanzate, mi obbliga a conoscere sua madre dopo 2 settimane e fa di tutto per parlare con i miei , non rispettando il fatto che io voglia andarci con calma. Sua madre mi lascia intendere chiaramente che è stata lei a indirizzarlo verso di me perché in paese si diceva fossi una brava ragazza di buona famiglia e noto che ha una forte influenza sul figlio. Scelgo l'università in cui iscrivermi e lui e sua madre cercano in tutti i modi di fare credere a me e ai miei genitori che sia pessima (in precedenza lui stesso frequentava quell'università ma l'aveva lasciata perché aveva avuto problemi con professori e amici). Decido comunque di iscrivermi dove dico e di continuare la relazione con lui per il forte amore che provavo nei suoi confronti. Lo supporto psicologicamente sempre (aveva tanti problemi con il padre). Non appena gli chiedevo la minima libertà (come andare ad una scampagnata di classe) si metteva a piangere perché in passato era stato tradito e aveva paura di perdermi, io lo consolavo e alla fine non andavo (successe tantissime volte). Durante una festa di adulti ci prova spudoratamente sotto i miei occhi con una ragazza e sua madre (attratta dalla posizione sociale dei genitori di lei) comincia a farle complimenti e mi presenta come l'amica di suo figlio. Ci rimango malissimo, ho pianto per un giorno intero, alla fine l'ho perdonato ma per fargliela "pagare" (atteggiamento bambinesco lo so) rispondo ai messaggi di un collega universitario (tengo a precisare che la conversazione fu molto breve, 8 messaggi, e trattò di temi unicamente universitari). Ovviamente gliela feci vedere, lui si arrabbiò ma poi gli passò. Io cominciai a prendermi qualche piccola libertà (uscii tre volte il pomeriggio con le mie amiche) e cominciai ad avere un atteggiamento più aggressivo nei suoi confronti quando lo vedevo menefreghista nei miei. Sentendosi autorizzato dal fatto che io seguissi le lezioni universitarie pretende ogni libertà possibile, come organizzare associazioni politiche, viaggi fuori per politica (che poi politica inesistente perché in realtà non aveva nessun ruolo reale), scampagnate serali con gli amici. Erano tutte cose normali ma a me non erano mai state concesse, quindi perché io dovevo concederle a lui? Inoltre io avevo sempre avuto un atteggiamento integerrimo nei confronti di altri ragazzi, lui tutt'altro. Quindi anche io non accettai che lui facesse queste cose ma solo per un problema di equità. Due mesi fa mi lasciò dicendomi che io gli avevo tarpato le ali e che per colpa mia aveva rinunciato ad un lavoro al ministero alla regione e ad importanti incarichi politici (tutto frutto della sua fervida fantasia). Piango al telefono cercando di farlo ragionare, lo imploro di non prendere decisioni affrettate, gli dico che con il dialogo sistemeremo tutto ed io stessa ero pronta a concedergli ogni libertà. Lui comincia ad urlare, ad insultarmi pesantemente mentre io piangevo, disse che ero solo una bambina che deve crescere e che non sopportava le persone che piangono (dimenticandosi di tutte le volte in cui lo consolai) . Oltre ai suoi insulti, sua madre mi dice di non farmi più sentire. Inoltre mi lasciò ogni senso di colpa dicendomi di aver distrutto la nostra relazione e che a causa mia non voleva più relazioni. Dopo tre giorni lo vidi mano nella mano con una ragazza di cui in precedenza aveva parlato malissimo in mia presenza e vidi che se la stava portando a casa. Inutile dire come mi senta, ho i sensi di colpa e sono ancora legata al nostro rapporto, ho 19 anni, una famiglia amorevole (contentissima della fine del rapporto) e tanti ragazzi che mi vengono dietro ma io ancora non mi spiego come possa una persona che mi aveva promesso che non mi avrebbe mai lasciata, che ero la persona della sua vita, che mi amava follemente, abbandonarmi con tanto odio e cattiveria. Vorrei sapere se ha ragione, se ho sbagliato io e dove perché mi sembra di stare annegando in un vortice senza via d'uscita, era la mia prima storia e il vuoto che mi ha lasciato non penso possa essere colmato in alcun modo. Vorrei solo ritrovare la gioia di vivere e liberarmi dai sensi di colpa

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Miglior risposta 28 DIC 2020

Carissima, piú che cercare di darsi colpe che non ha, si concentri e rifletta sul come sarebbe stata, come si sarebbe sentita, se avesse continuato una relazione nel modo in cui l'ha descritta fino ad ora. Lei merita e deve cercare il Suo benessere, ciò che davvero Le possa dare amore e armonia, facendoLa sentire amata e al sicuro. Quindi metta al centro se stessa, raggiunga il Suo equilibrio indipendentemente dalla vicinanza di questa persona o anche di un'altra. Lei é il valore, il primo valore che deve curare.
Le auguro buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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