Amicizia controversa

Inviata da Max78 · 31 lug 2022 Relazioni sociali

Buongiorno, sono un ragazzo che sta attraversando un periodo complesso per problemi di salute che hanno inevitabilmente alterato la vita di tutti i giorni. Ho un buon rapporto di amicizia da un anno con un ragazzo a cui ho spiegato la situazione e con cui mi sono spesso confidato circa paure e difficoltà annesse, riponendo piena fiducia in lui. Con grande rammarico,tuttavia, a fronte di un periodo di iniziale forte interessamento da parte sua per le mie condizioni, ora, forse anche per l'aggravarsi della situazione, ho notato un cambiamento notevole nel suo modo di comportarsi. Mi chiede molto più raramente come stia, cerca con meno frequenza i contatti con me, sia dal vivo che attraverso la messaggistica, mentre nei primi tempi si era addirittura offerto di accompagnarmi alle visite e altre manifestazioni di vicinanza. Ieri sera, approfittando di una occasione in cui su mia richiesta ci siamo incontrati, ho cercato di chiedere le motivazioni di questo mutamento, assicurandomi innanzitutto che non gli fossero nel frattempo insorti problemi personali che avrebbero potuto giustificare questo cambiamento. La sua risposta, tuttavia, si è semplicemente limitata a negare che si stia rapportando diversamente nei miei confronti. Inoltre, sostiene di aver iniziato ad accettare il fatto che il mio quadro clinico possa non essere destinato a migliorare.
Mi chiedo se stia soltanto cercando di proteggersi dalla sofferenza per questa condizione, magari anche prendendo le distanze, oppure se abbia progressivamente perso interesse nella nostra amicizia, nel momento in cui le cose sono peggiorate.
Ho provato a porgli queste domande ma evita in ogni modo di rispondere e non credo sia corretto insistere ulteriormente. Sono profondamente dispiaciuto perché ci eravamo legati molto. Cosa potrei fare? Vi ringrazio molto.

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Miglior risposta 7 AGO 2022

Caro Max78,
la salute che vacilla non crea problemi solo al tuo fisico, crea problemi anche alle tue relazioni. Perchè?
Perchè nel tempo il peso emotivo della vicinanza alla malattia si fa sentire pesantemente anche in chi ti sta vicino.Tutto sommato è più facile lo slancio eroico di qualcuno che, avuta la brutta notizia, decide di aiutarti a portarne il peso e a combattere per raggiungere la meta della guarigione, che non la paziente vicinanza di qualcuno che nel quotidiano della malattia deve prendere atto del tuo malessere, delle cose che non puoi fare, del dolore e della rabbia per quello che è accaduto, del sentimento di impotenza di fronte al mancato miglioramento etc. etc.
Da quello che scrivi mi sembra molto onesto l'atteggiamento del tuo amico che ti dice di "aver cominciato ad accettare il fatto che il tuo quadro clinico possa non essere destinato a migliorare". Perchè la possibilità che tu possa non migliorare cambia inevitabilmente il suo atteggiamento verso di te: non può più incitarti a tener duro perchè "vedrai che ce la fai, che ce la faremo" ma deve trovare dentro di sè la forza per restarti vicino anche con la consapevolezza che le cose forse non cambieranno. E probabilmente non ha ancora idea di quale può essere il giusto atteggiamento e nemmeno se lui avrà la forza di metterlo in atto.
Credo che il tuo amico, ma anche tu, dobbiate ancora capire (ma siete così giovani, mio Dio, per una prova come questa!) che quando la malattia è più forte di qualsiasi azione, di qualsiasi cura, non significa che allora la presenza di qualcuno vicino a noi è inutile perchè tanto non può fare niente, ma è invece molto, molto utile perchè consente a chi è malato di non attraversare da solo una zona dolorosa e dal senso molto incerto. E questo, credimi, fa una grandissima differenza.
Naturalmente io ti auguro che il miglioramento possa arrivare, anche se si fa aspettare parecchio (troppo!), ma se così non fosse ti consiglio di avere pazienza con il tuo amico, anche lui ha parecchio lavoro da fare, non quanto te naturalmente ma in ogni caso ne ha parecchio anche lui.
Ti saluto meraviglioso ragazzo che conservi lucidità e tenerezza anche in circostanze così difficili!
dott.ssa Rinalda Sabbadini

Dott.ssa Rinalda Sabbadini Psicologo a Arese

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6 AGO 2022

Carissimo Max,
Mi sembra che la sua analisi e le sue riflessioni possano portare a comprendere che il suo amico, così legato a lei, sia in difficolta proprio magari per il suo aggravarsi della situazione.
Alle volte chi è vicino ad una persona che soffre non sa per primo come comportarsi e vorrebbe fare di più ma non sa come.
Se siete riusciti ad uscire insieme e ha negato la sua volontà ad allontanarsi il mio consiglio è di pensare ora che attività potreste fare insieme e provare ad organizzarle.
Potrebbe essere lei per primo a fare proposte e a valutare cosa fare (e con chi) in questo periodo non facile ma reale.
Se volesse proseguire questo confronto rimango a sua disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Elisabetta Bonazzi

Dott.ssa Elisabetta Bonazzi Psicologo a Pianoro

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3 AGO 2022

Caro Max,
innanzitutto volevo dirle che mi dispiace tanto per la sua salute e spero andrà tutto per il meglio.
Riguardo la sua richiesta specifica, si, è possibile che il suo amico si stia proteggendo, come è possibile qualsiasi altra cosa che potrebbe non sapere mai se lui non è chiaro e non le da risposte.
Non ci sono cose giuste o sbagliate da fare. Faccia ciò che sente sia meglio per lei in questo momento. Se crede che il suo amico non le stia davvero vicino, dedichi il suo tempo a chi lo è in questo momento e magari si prenda da lui ciò che le da, anche se poco, senza troppe domande, se per lei è una persona importante che vuole al suo fianco.
Delle volte, per quanto brutto, bisogna accettare che da alcune persone non avremmo le risposte, soprattutto quelle che speravamo di ottenere.
La sua salute viene prima di tutto e se può esserle utile parlare di questo e altro, resto a sua disposizione.

Un caro saluto,
dott.ssa Allegra Mancini

Dott.ssa Allegra Mancini Psicologo a Minturno

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2 AGO 2022

Caro Max, mi spiace molto per la situazione che sta vivendo, sia personale che relazionale. Dal suo racconto mi sembra di capire che questo amico, nel tempo, è diventato per lei un punto di riferimento e di supporto, comprendo il suo dispiacersi nel cogliere un allontanamento. Sarebbe utile approfondire i vissuti qui riportati per poterle essere utile in qualche modo.
Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Sara Manzoni

Dott.ssa Sara Manzoni Psicologo a Treviglio

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1 AGO 2022

Buongiorno Max,

hai fatto bene a cercare spiegazioni ed aprirti con curiosità nei suoi confronti cercando di capire cosa stava vivendo lui.
Lui ha negato che è cambiato nei tuoi confronti, forse tu speravi in suo avvicinamento più intimo.
Sarebbe da aprrofondire i tuoi e i suoi bisogni emotivi del momento.
Resto disponibile se vorrai crearti uno spazio tuo personale di ascolto e supporto per gestire al meglio ciò che hai esposto(compresa la malattia).

Cordiali saluti.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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1 AGO 2022

Salve Max,
sono molto dispiaciuta per i suoi problemi di salute di cui accenna, che le stanno influenzando la percezione e la qualità delle sue relazioni sociali. Le sue interpretazioni riguardo il cambiamento del suo amico possono essere legittime e corrette, o forse anche una proiezione delle sue stesse paure. Non possiamo rispondere in merito a ciò che può pensare o provare l'altro, ma siamo responsabili dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Per questo la invito a riflettere sulla possibilità di concedersi uno spazio d'ascolto, soprattutto in merito al suo complesso quadro clinico, che la possa aiutare a riappropriarsi dell'appellativo di "persona" e liberarsi di quello di "malato". Non sottovaluti i fattori psicologici che possono influenzare il decorso della malattia, oltre che la qualità della vita. Sono a disposizione se ne vorrà parlare. Spero comunque di esserle stata utile. Un caro saluto.
Dott.ssa Myria Laghi

Dott.ssa Myria Laghi Psicologo a Porto d'Ascoli

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1 AGO 2022

Caro Max, le persone possono dare o non dare risposte, e le stesse possono essere più o meno soddisfacenti, ciò però che alla fine conta di più è come si comportano. Occorre capire che non possiamo costringere/forzare gli altri né a comportarsi come vorremmo né a fornirci le risposte che attendiamo, per quanto legittime. Il suggerimento è di prendere quello che arriva, soprattutto nella difficile situazione in cui ti trovi, il rischio è, involontariamente, quello di sovraccaricare gli altri (ovviamente in base alla tolleranza individuale) che poi si allontanino per paura di non farcela, di non essere abbastanza, o altri motivi...

Dott. Matteo Mossini Psicologo a Parma

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