Disturbi specifici dell'apprendimento: se studiare è faticoso

Spesso si sente parlare in contesto scolastico di "Disturbi specifici dell'apprendimento", conosciuti anche con l'acronimo D.S.A. Vediamo da vicino quali sono e che caratteristiche hanno.

18 AGO 2015 · Tempo di lettura: min.

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Disturbi specifici dell'apprendimento: se studiare è faticoso

DSA: cosa e quali sono? La dislessia è un Disturbo specifico dell'apprendimento (conosciuto anche come DSA) che comporta una difficoltà nel leggere fluentemente e correttamente.

La principale caratteristica del disturbo è la specificità; riguarda, infatti, uno specifico dominio di abilità: la lettura, e in questo caso parliamo di Dislessia, di scrittura (Disortografia), di calcolo (Discalculia) e di cattiva resa grafica (Disgrafia). I DSA non dipendono da fattori esterni come scarsa scolarizzazione, svantaggio socio-culturale o da condizioni di disabilità sensoriale e perdurano nel tempo.

La diagnosi e i segnali

La diagnosi è un momento importante, ma quali sono i segnali a cui i genitori dovrebbero fare attenzione? Se un bambino presenta nei primi due anni di scuola primaria un'eccessiva lentezza nella lettura e scrittura, se sembra che nel leggere inventi le parole o lavori di anticipazione, se presenta difficoltà nell'associare grafema e fonema, se fa molta difficoltà nel produrre le lettere scritte in stampato minuscolo invertendole tra loro ("b" al posto di "d", "q" al posto di "p") o se non riesce a copiare dalla lavagna, è bene rivolgersi ad uno specialista per comprendere, attraverso test standardizzati, se siamo in presenza o meno di un Disturbo Specifico dell'Apprendimento.

Più la "diagnosi" è precoce, migliori saranno i risultati ottenibili, sia in termini scolastici che di stati d'animo (autostima, senso di auto-efficacia, motivazione).

DSA: disturbo, non malattia

La dislessia, come anche gli altri disturbi specifici dell'apprendimento, non è una malattia né una patologia, ma è semplicemente un disturbo di natura neurobiologica. Non parliamo, quindi, di cura, ma di possibilità di miglioramento e potenziamento delle proprie abilità, trattandosi di una caratteristica individuale del soggetto.

La legge e i contesti di applicazione

L'8 ottobre 2010 è uscita la legge n.170 che tutela i DSA.

A livello scolastico i docenti hanno il compito di provvedere alla compilazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP), nel quale vengono indicati gli strumenti dispensativi (es. non leggere a voce alta, non copiare dalla lavagna) e compensativi (computer, libri digitali, sintetizzatore vocale, tabelle pitagoriche, mappe concettuali), che potrebbero essere necessari al ragazzo. Il compito però più importante dei docenti è accogliere l'alunno nelle sue difficoltà, sostenere la sua autostima spiegando anche alla classe, dietro suo consenso, cosa voglia dire essere dislessici, portando come esempio qualche libro, video o film.

Come non citare in questo caso "Stelle sulla terra" di Aamir Khan, la storia di un ragazzino indiano che dopo anni di difficoltà viene riconosciuto DSA proprio da un suo insegnante.

A livello domiciliare ed extrascolastico, i genitori hanno l'importante compito di informarsi rispetto ai Disturbi Specifici di Apprendimento così da poter aiutare, o far aiutare, il bambino o ragazzo nelle attività scolastiche pomeridiane. Ovviamente l'obiettivo da perseguire è di rendere autonomo il figlio nello studio attraverso il potenziamento delle abilità di lettura e l'utilizzo degli strumenti compensativi a disposizione. Programmare i compiti attraverso delle routine concordate con il ragazzo, suddividere il materiale da studiare, avvalersi dell'uso della tecnologia sono solo alcune delle strategie utili per affrontare un po' più serenamente il mondo della scuola.

Dott.ssa Deborah Rossit specializzanda in psicoterapia sistemica familiare e relazionale

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Scritto da

Dott.ssa Deborah Rossit

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