Vorrei capire la situazione, perché non c’è nulla di chiaro.

Inviata da SPR · 29 mag 2021

Gentilissimi,

Mi scuso anticipatamente per la lunghezza delle vicende che sto per sottoporre alla vostra attenzione, ma é per me vitale non tralasciare alcun dettaglio.

Sei mesi fa lasciai la mia ragazza dopo una relazione durata 9 mesi. La conobbi tramite un amico in comune e ad una festa a casa mia avemmo modo di avvicinarci e parlare profondamente. A quella festa baciò quel mio amico prima di trascorrere tutta la serata con me (dettaglio a cui non feci caso, anche perché lo scoprii tempo dopo). Il lockdown io lo passai con questo amico in comune e lei a casa sua. Questo fantomatico amico si permise di fare alcuni « giochetti » come lamentarsi con lei del fatto che sottoponessi a lui battute riguardo al non essere mai riuscito a concludere nulla con lei, cosa ovviamente falsa e contraria, perché io mi svegliavo ogni giorno con frasi del tipo: « il suo ex fidanzato é suo vicino di casa e non sai gli istinti cosa possono scatenare in questo periodo ». Frasi alle quali non ho mai dato peso, perché ero sicuro di lei e di ciò che provavamo. In più credendo ad un possibile interesse di lui per lei, gli chiesi se non ci fossero problemi (per non rovinare l’amicizia) nel caso in cui avessi voluto intraprendere una relazione, mi rispose di no. Queste frasi continuarono anche dopo il lockdown, quando la mia ex andò in vacanza lui mi telefonò per dirmi, scusate il linguaggio, « chissà quanti c***i sta prendendo ». Chiesi così un confronto che sembrò risolversi al meglio, ma poco dopo continuò con queste frasi. Io e la mia ex intanto proseguivamo la nostra storia e fin da subito lei mi pose domande sul mio passato (relazioni, amicizie, problemi) raccontandomi del suo turbolento. Si lamentava infatti di comportamenti manipolatori, nei suoi confronti, da parte dei genitori (le hanno messo un gps per controllare gli spostamenti con l’auto, le impediscono spesso di uscire e la sminuiscono) e del suo ex, che a sua detta l’avrebbe stalkerizzata e inseguita dopo la fine della loro relazione (sono tutt’ora colleghi). La maggior parte del tempo mi parlò di questi suoi problemi che, con evidenza, non le permettono di vivere una vita normale e io ho sempre cercato di rassicurarla (riguardo i suoi, che una volta la definirono « pizza da asporto » perché veniva a trovarmi a casa e che non volle mai presentarmi nonostante glielo chiedi più volte con lo scopo di rendere meno tesa la situazione) e di cercare soluzioni (riguardo al suo ex) come eliminarlo dai social e dalle app di messaggistica (cosa che non ha mai voluto fare). Quando finì il lockdown io mi trovai a vivere in una residenza universitaria (con la prospettiva di trovare casa) e lei sempre con i suoi. Da quel momento iniziò a lamentarsi del fatto che fossi sempre fuori con amici e voleva sapere dove andassi, fino a che un giorno finì per cercare sui social tutte le foto che si erano scattate le ragazze che avevano frequentato lo stesso locale dov’ero io in quel momento. Discutemmo a lungo su questo argomento e le dissi che mai avrei tradito la sua fiducia, che amavo solo lei è di nessun’altra mi sarebbe interessato (ed era così). Sono una persona che della fedeltà ne ha fatto un principio di vita saldo e lei ben lo sapeva. Iniziò ad essere sospettosa, a pensare che potessi approcciare con tutte le ragazze che mi capitavano a tiro e mi dissi che il nostro amico in comune le riferì che ero un marpione di prima categoria. Intanto lei rispondeva spesso a messaggi sui social di semi-sconosciuti che le facevano apprezzamenti o cercavano di invitarla a qualche aperitivo. Lei ha sempre dato corda a questi flirt anche se le dissi che non la reputavo una cosa normale. Una sera annullò un nostro appuntamento per andare al compleanno di un amico e mi disse: « però non prendertela perché é uno che ci prova con me », io le risposi che ci saremmo visti domani e le dissi di divertirsi. Dopo questi fatti decidemmo di passare il secondo lockdown a casa mia, lontano dalla città e dai nostri domicili, lei ottenne con fatica il consenso dei suoi. Prima di quell’evento andò ad un pranzo al quale ero invitato anche io ma che saltai per ricongiungermi con la mia famiglia. Le dissi di prestare attenzione a causa del Covid e mi rispose che volevo manipolarla e controllare ogni sua azione, non permettendole nemmeno di passare una giornata con i suoi amici. In quell’occasione discutemmo al telefono e il nostro amico in comune le disse che ero un pazzo e che lo confermava anche il suo coinquilino psicologo (che non ho mai conosciuto). Le acque sembrarono comunque calmarsi e allora partimmo per passare il lockdown in campagna da me. L'avventura durò soltanto due settimane, in quanto litigammo e io la cacciai di casa. La questione del litigio fu che io trovai casa con tre ragazze (dopo estenuati mesi di ricerca), casa che avevo deciso di prendere in affitto per stare accanto a lei (e pure a 200m da dove lavorava) quando saremmo tornati in città. Lei non tollerò questa decisione e allora le proposi di trovare un’alternativa (nonostante avessi poco tempo a disposizione per assicurarmi la borsa di studio per l’abitazione). Disse che andava bene così ma poi iniziò a insultare le coinquiline (mai conosciute e mai viste) per poi passare alla mia ex ( anche lei mai vista né conosciuta) e al fatto che io: « chissà cosa avrei combinato in quel contesto ». Iniziò a ferirmi profondamente, ribaltando i miei principi e facendomi passare per una persona che non sono, avvalorando le sue tesi con i « racconti » dell’amico in comune. Non mi trattenni e alzai la voce e gettai la sua roba in valigia, esprimendo la mia intenzione di lasciarla, ma senza mai essere cattivo, cercando solo di difendere e rendere più marcato il mio disappunto. Lei dapprima mi disse che invece era lei a lasciarmi e che non avrei mai più trovato una ragazza così bella, che ero un viziato, che l’adolescenza era finita, per poi cadere in uno stato di spavento e iniziando una scenata dandomi del violento e chiedendole di non picchiarla (cosa che non ho minimamente dato modo di pensare e assolutamente non farei mai, non ho alzato e mai alzerei un dito su nessuno, a costo di prendermele). Nei giorni seguenti mi chiese di non dire a nessuno che ci eravamo lasciati, ma l’amico in comune lo sapeva già perché lei approfittando della mia assenza (dopo la litigata me ne andai per calmare la situazione) gli aveva telefonato e si era convinta ad andarsene (le proposi di restare ancora un giorno per poter risolvere la questione con calma). Tornata a casa raccontò tutto ai suoi e iniziò una staffilata di racconti agli amici sul fatto che fossi un violento, con tanto di post sui social nella giornata contro la violenza sulle donne, accusandomi intanto di aver già raccontato a tutti una versione distorta della sua persona (ne parlai soltanto con 2 amici che non avevano alcun contatto con lei). Dopo questo ci fu un mese di tregua e poi verso natale cercò di riavvicinarsi, io le dissi che le volevo bene e che mi faceva star male questa situazione nonostante tutto. Lei mi disse che aveva sbagliato perché riproduceva gli atteggiamenti di sua madre, che le sue gelosie erano totalmente infondate ma era più forte di lei scatenarle. A Natale mi scrisse un messaggio molto romantico e le dissi che le cose, con calma, si sarebbero potute recuperare. Ci accordammo per un confronto ma qualche tempo dopo iniziò a prendere tempo e a cambiare di nuovo atteggiamento, attribuendo a me la colpa di tutto, negando i problemi con i genitori (il problema ero solo io e con loro non c’è mai stato alcun problema se non da piccola) e prendendosi anche i meriti per i miei traguardi (« se hai passato tutti quegli esami é merito mio », « se hai la borsa di studio é merito mio »). Dopo queste ulteriori offese le dissi che non volevo più discutere e di lasciar decadere la questione, come reazione iniziò a darmi del maschilista, a dire che ormai si stava già sentendo con altri e che non avrebbe mai più voluto avere a che fare con me. Sua madre in un’occasione prese il telefono sotto sua volontà, mentre cercavano di chiarirci, e mi insultò. Da quel momento chiusi i contatti con l’amico in comune (che mi insultò per poi riferire di aver ricevuto lui gli insulti) e cercai di stabilirli con una sua amica ma mi fu gettato addosso dell’odio contro il quale risposi con dei messaggi ingiuriosi che la mia ex mi aveva mandato rivolgendosi a lei (si bambinata di cui mi sono pentito subito), ma intanto avevano già fatto tutti terra bruciata delle amicizie in comune (prima di ciò mi vidi bloccato sui social e gli altri mezzi di comunicazione). Da quel giorno i contatti furono tutti chiusi da lei e io subii per quasi un mese ondate di chiamate anonime (a tutte le ore del giorno e della notte), account falsi che mi spiavano e un messaggio minatorio anonimo che mi dissuadeva dal tornare in città. Poco tempo dopo venni a sapere che l’amico in comune si era lamentato di aver subito (guarda caso) le stesse cose.

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Miglior risposta 31 MAG 2021

Gentile utente,

fatico a dare una risposta in quanto non mi è chiara la domanda e di cosa avrebbe bisogno. La storia che lei ha riportato, in modo molto dettagliato ma a tratti confuso, è sicuramente complicata e mi sembra che lei abbia vissuto molto intensamente una relazione dalla quale non è chiaro se si sia totalmente svincolato, nonostante sia terminata.
A prescindere da ciò che è successo, mi permetto di porle io una domanda: cosa cerca in una relazione di coppia?
Le consiglio di richiedere una consulenza a uno specialista, in modo da aiutarla a fare maggiore chiarezza rispetto ai suoi bisogni e a come raggiungere uno stato di maggiore benessere personale, che è indispensabile per poi poter vivere bene anche i rapporti di coppia.
Le auguro il meglio e rimango a disposizione, anche online.

Dott.ssa Serena Perego

Dott.ssa Serena Perego Psicologo a Treviglio

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