Ultimo esame, ansia e rinuncia agli studi

Inviata da PondoD · 30 dic 2020

Gentilissimi, sono un ragazzo di 23 anni. Probabilmente il mio è un problema che accomuna molti studenti universitari. Mi sono iscritto a Lettere moderne nel 2016. La mia carriera universitaria è stata, non lo dico con superbia, eccellente. Ho faticato, e anche molto, per raggiungere i risultati che mi ero prefissato. Ho sempre studiato con passione, curiosità e dedizione. Perché questo era ciò che mi piaceva fare. Adesso mi trovo come in un labirinto da cui non riesco ad uscire: sono bloccato letteralmente, ad un passo dalla laurea e dopo mille sacrifici, da un esame (di letteratura latina). L’esame è già di per sé lungo e complesso, soprattutto per una persona come me che ha dovuto imparare le basi della lingua latina in autonomia. Ad appesantire queste difficoltà vi è ovviamente il docente, poco propenso all’ascolto, a tratti arrogante e maleducato, sadico (sì, trova piacere nel mortificare gli studenti, facendoli sentire delle nullità, offendendoli, bocciando a più non posso).

Ho speso già due anni della mia vita su questo esame, senza contare le spese universitarie e per le ripetizioni private. Il mio benessere psicologico è rovinato tremendamente. I disturbi di panico e di ansia hanno preso il sopravvento (da sporadici sono divenuti giornalieri). Avverto spesso un senso di depersonalizzazione e sono costretto, alla mia età, a curarmi con psicofarmaci (ansiolitici e antidepressivi).

Sono arrivato ad un punto in cui il motivo per cui mi sono iscritto a Lettere è svanito, è parte del passato. Non leggo quasi più nulla, non scrivo più nulla. Mi sveglio tardi la mattina perché so che mi attenderà un giorno monotono, in cui dovrò studiare qualcosa di cui sono nauseato. Mi sento un sonnambulo che prosegue quest’esperienza per inerzia. Un verme che tira avanti, pur non avendone più voglia, nello studio perché «costretto». Sì, costretto: dai genitori, che mai vorrei deludere; dal mio orgoglio, che mi tiene come sospeso tra la voglia di abbandonare tutto e continuare, resistendo, per portarmi a casa una laurea meritata.

In più, ansioso, mi tormenta questo pensiero. La vita è una, gli anni di vita sono indeterminati. Perché sto continuando a regalare del tempo in qualcosa che davvero non ne merita? Ho iniziato questo percorso per passione, ma la mia Musa sembra avermi irrimediabilmente abbandonato.

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Miglior risposta 31 DIC 2020

Gentile utente, se non ho capito male, tutto è iniziato a causa di un esame che non è riuscito ad affrontare con la stessa facilità con cui ha superato gli altri esami. Trovo strano che ciò possa aver slatentizzato tutti questi dubbi riguardo alla scelta universitaria intrapresa e sulle sue capacità. Non voglio assolutamente cercare di minimizzare il suo disagio, piuttosto sono portata a pensare che lei abbia difficoltà a tollerare un insuccesso, vivendolo come una sconfitta, poiché magari è troppo severo con sé stesso. Un altro aspetto che mi incuriosisce: come mai le dà tanto fastidio l'atteggiamento del suo docente? Chi le ricorda? Come mai è così vulnerabile alle sue critiche? Per quanto riguarda la terapia farmacologica, spero che le sia stati prescritta da uno specialista e che ci sia un adeguato monitoraggio della situazione. Mi dispiace veramente per ciò che sta vivendo; proprio per questo le consiglio di intraprendere un percorso psicologico che la possa aiutare a comprendere da dove origina il suo disagio, in modo che possa superare questo momento di stallo e ritrovare fiducia in sé stesso e nelle sue grandi potenzialità. Le faccio tantissimi auguri e rimango a disposizione per consigli e suggerimenti. Dott.ssa Daniela Noccioli.

Dottoressa Daniela Noccioli Psicologo a Cascina

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31 DIC 2020

Caro Pondo, NON FARTI RUBARE I SOGNI DALLE DIFFICOLTA'! Capisco profondamente la tua frustrazione, nella vita è capitato a molti ma la strategia per uscirne esiste. La passione con la quale racconti la tua scelta MERITA da parte tua il grande sforzo che stai facendo. L'aspetto depressivo e ansioso con tutte le riflessioni negative che ne conseguono può essere determinato dalla pressione suscitata dal dover riaffrontare un esame infinito con l'angoscia di un nuovo insuccesso. Sicuramente l'atteggiamento del docente non aiuta ma potresti sfruttare la sua indisponenza come sfida, ossia la rabbia che ti suscita è ENERGIA usa tale energia per sfidarlo andando all'esame sicuro di quello che sai, non importa se non sai tutto tutto, importa la sicurezza con cui ti approcci con le cose di cui sei sicuro. Non pensare che sia una frase fatta ma le difficoltà che hai ora saranno la tua marcia in più nella vita e sul lavoro, non mollare ora significa farcela dopo. Vale tanto il tuo sforzo, sei tenace e non solo per orgoglio o per i tuoi genitori ma perché hai capito che è la strada giusta. FORZA! Silvana Perino

silvana perino Psicologo a Pinerolo

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31 DIC 2020

Caro PondoD,
è vero che il problemi d bloccarsi all'ultimo esame è condivisibile da molti studenti, ma ognuno ha dei motivi leggermente differenti.
Provo tristezza nel leggere che hai perso la tua passione per i tuoi studi e che la tua salute psicologia e non è a rischio per questo esame, ma provo anche rabbia al pensiero che tu ti senta ora costretto a fare qualcosa per la quale fino a poco fa nutrivi curiosità e interesse. Curiosità e interesse, sulla base della mia esperienza clinica, sono due buoni antidoti contro le crisi d'ansia. Il problema è come farle tornare, oppure come indirizzare questa energia verso qualcosa per te di interesse, mentre cerchi il modo di portare a termine questo esame, magri non con il massimo dei voti, ma in modo da poter chiudere questo percorso universitario e liberare spazi fisici e mentali ad altre esperienze. Ti auguro di poter ricontattare curiosità e interesse. Rimango a disposizione online per maggiori chiarimenti. Un caro saluto, dott.ssa Marinella Balocco

Dott.ssa Marinella Balocco Psicologo a Orbassano

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31 DIC 2020

Buongiorno,
alla luce dei due anni con cui convive con le manifestazioni descritte e con l'uso di farmaci, credo le sarebbe utile un aiuto psicoterapeutico per conoscere l'origine dell'ansia che mi sembra attribuisca al professore, ma in latenza oltre la sua eccellenza, parla di una fatica psichica nella tenuta (imparare da solo la lingua latina) di un senso di inerzia, costrizione, non voler deludere, orgoglio. Forse il non essersi concesso pause, riflessioni nella sua tabella di marcia per raggiungere la sua musa si fanno sentire.
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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31 DIC 2020

Ciao PondoD, un ragazzo studioso e brillante come te, bloccato da due anni sullo stesso esame. Adesso sei demotivato, in ansia, ecc. Ma ti sei fatto un'idea del perché non riesci a superarlo questo esame? Qual é il limite? La difficoltà oggettiva? Non vorrei banalizzare ma il problema sembra tutto qui perché del resto parli di una facoltà che hai scelto con passione, percorso di studi fatto con dedizione e interesse vero, genuino. A me arriva un ragazzo felice della scelta universitaria. Un saluto affettuoso dott.ssa Antonella Ricci

Dott.ssa Antonella Ricci Psicologo a Tivoli

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