Situazione spiacevole con la madre del mio fidanzato

Inviata da Emma28 · 18 feb 2021

Buongiorno, ho 21 anni e sono fidanzata col mio ragazzo da 4 anni. Lui ha sempre avuto un rapporto morboso con sua madre che ultimamente ha iniziato a trattarmi male. Sua mamma mi critica sempre, mi prende in giro, mi guarda sempre con sguardo di superiorità.. Ogni volta che succede qualcosa da la colpa a me, per esempio se il mio ragazzo non supera un esame all'università lei dice che la colpa è mia, che lo distraggo e che non lo faccio studiare, quando non è vero perché ci vediamo circa due volte a settimana e non studiamo assieme. È lui a decidere di non studiare. Lei si arrabbia sempre se usciamo troppo spesso e pretende di uscire insieme a noi. Ogni volta che lei se la prende con me e mi dice cose spiacevoli come 'ti dovresti vergognare a vestirti cosi' oppure 'non ha alcun senso quello che fai e che stai studiando, non arriverai da nessuna parte' il mio ragazzo non mi difende mai. Quando siamo da soli e gli dico che queste cose mi fanno star male e che non mi piace come mi tratta sua mamma, lui risponde che sono esagerata e che mi invento tutto. Lei è molto possessiva e manipolativa, spesso lo costringe a scegliere tra me e lei, per esempio quando io e lui siamo organizzati per uscire e passare una serata insieme lei lo chiama e gli chiede di uscire a cena con lei e con la famiglia e se lui risponde che è con me sua madre gli dice cose tipo 'scegli o me o lei' oppure 'se non stai con me perdi qualcosa di prezioso'. Ultimamente è troppo attaccato a lei, le ha fatto pure il regalo per San Valentino mentre a me nulla.. Nemmeno un biglietto. Io non mi sono mai permessa di rispondere male a sua mamma, non le ho mai detto cose spiacevoli e sono sempre stata gentile e amorevole come se fosse la mia di mamma... Ma non ne posso più di questa situazione. Ogni volta che tento di parlargliene, lui cerca di evitare il discorso oppure dice che mi invento tutto e che ho solo bisogno di lamentarmi di qualcosa.. Questa situazione mi stressa moltissimo, ci penso costantemente. In questo periodo mi sento molto depressa, non riesco a sentirmi serena, non riesco nemmeno ad alzarmi dal letto la mattina né a lavarmi a causa di questa situazione del lockdown e il blocco all'università. La madre del mio ragazzo rimane però la maggior fonte delle mie ansie, delle mie preoccupazioni. Come devo comportarmi di fronte a ciò? Ho bisogno di risolvere questa situazione con il mio ragazzo perché tengo molto a lui nonostante il suo attaccamento alla madre ed il suo essere infantile. Vorrei parlargli una volta per tutte ma non so se lasciarlo potrebbe farmi sentire meglio e farmi vivere più serena..

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Miglior risposta 19 FEB 2021

Buongiorno Emma,
si sa che quando un partner non è mentalmente separato dalla famiglia di origine e mantiene un legame simbiotico con un genitore non riesce a unirsi in modo ottimale in una relazione e fa sentire l'altra persona esclusa e trascurata.
Potrebbe in primis provare a capire se per lei, anche un domani, non sarebbe pesante provare a convivere con una suocera che ha questi modi di fare. E in secondo luogo dovrebbe parlare al suo compagno di questa situazione per cercare insieme una soluzione che possa far convivere serenamente entrambe.
Bisognerebbe recidere il cordone ombelicale, questo vi aiuterebbe ad evolvervi come coppia, diversamente le conseguenze diventano importanti per la vostra serenità e stabilità.
Inoltre sarebbe importante che lui capisca che è fondamentale imparare ad assumersi la responsabilità di guardare a fondo nel nostro interiore per riorganizzare con consapevolezza e capacità critica il nostro passato, per riuscire, infine, a costruire un futuro solido.

Un saluto!
Dr. Giancarlo Gramaglia.

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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24 FEB 2021

Buongiorno Emma,
a volte può accadere di trovarsi stretti dentro delle dinamiche che sono più grandi noi. Lei sembra essere molto turbata da questa situazione e la vorrebbe risolvere. Ma come può risolverla senza l'aiuto del suo compagno?
Penso che comunicare in maniera assertiva al suo ragazzo i suoi bisogni e i suoi sentimenti possa essere un primo passo per alleggerirle le difficoltà.
Nella coppia si sta in due, in due si affrontano i problemi e in due si dividono le responsabilità.
Un caro saluto.
Dott. Sacha Horvat

Dott. Sacha Horvat Psicologo a Milano

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20 FEB 2021

Salve Emma,
avanzo l'ipotesi che tu ed il tuo fidanzato siate coetanei anagraficamente parlando, ma purtroppo non in termini di maturità raggiunta. Dalla situazione da te descritta pare che la madre del tuo compagno non sia d'aiuto affinché questo naturale processo di evoluzione vada a compimento, tentando anzi di ritardare il più possibile il momento della loro separazione e del cosiddetto "nido vuoto".
Entrambi, tu ed il tuo compagno, state transitando da un'età post-adolescenziale alla vita adulta: tale processo evolutivo è scandito soprattutto dalla necessaria graduale separazione dalla famiglia di origine per raggiungere l' "individuazione" , ovvero il raggiungimento di un'identità personale ed autonoma di individuo adulto. Fin quando verranno conservate quelle dinamiche caratteristiche dell' adolescenza, caratterizzate da dipendenza ed invischiamento con la propria famiglia d'origine, questo processo evolutivo non potrà ritenersi compiuto, restando in un limbo tra uno stadio evolutivo ed un altro.
Capita alle volte che i genitori non riescano ad accettare questi passaggi, in quanto questo significherebbe tante cose per loro: accettare l'avanzare dell'età, dover mettere in discussione gli equilibri familiari raggiunti fino a quel momento, rimodulare la propria idea di Sé, scopi, abilità e funzioni, ecc.
Si tratta di un processo graduale che va affrontato nel tempo e con i giusti tempi, affinchè sia duraturo ed accettato senza traumi. Un percorso di consapevolezza che dovrebbe accompagnare tutta la famiglia, al fine di riconsiderarsi come gruppo oltre che come insieme di singoli individui.
Ti suggerisco di comunicare, con tatto e pazienza, la necessità di superare queste criticità con un percorso terapeutico che coinvolga tutti gli attori coinvolti.

Un caro saluto,
Dr. Biagio Granata

Dr. Biagio Granata Psicologo a Napoli

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