scelta sbagliata

Inviata da Toby · 8 mar 2021

Salve,
parto dicendo che il lavoro dov’ero in precedenza era un inferno ma anche una famiglia.
Prima lavoravo in un azienda piccola, con le colleghe stavamo benissimo ci davamo sempre tanto sostegno e sono nate forti amicizie. Il problema era che io dovevo lavorare a stretto contatto con la titolare dell’azienda, persona molto irascibile che faceva si che il mio lavoro fosse un inferno, mi sono ritrovata nel giro di un anno ad occuparmi di tutta l’amministrazione e sesta soste.
Poi mi è arrivata la richiesta di questo nuovo lavoro, stessi servizi ma azienda internazionale. Per avere quindi più sicurezze anche future ho cambiato. Qui faccio solo fatturazione, il lavoro è lento, potrei benissimo lavorare part time se non fosse che poi la paga dimezza. Passo metà delle giornate a fissare lo schermo e nonostante abbia più volte chiesto di imparare cose nuove le mie colleghe diffidano di me. Non riesco ad entrare nel gruppo, non vengo proprio considerata neanche per la pausa caffe. Ormai è un anno che chiedo di più e un anno che mi sento rispondere che per loro sono io che non sono adatta. Nel vecchio lavoro gestivo tutto e tutto benissimo, mi adoravano tutti, qui invece nonostante il mio lo faccio bene passo continuamente per ignorata e limitata.
Spesso quindi mi trovo a pensare di ripropormi per la vecchia azienda. Nonostante fosse un inferno infatti il rapporto con le colleghe mi sollevava, e stavo crescendo davvero tantissimo in quello che facevo, in più il personale è aumentato quindi forse non ci sarebbe il boom di lavoro che avevo prima. Resta comunque il fatto che la titolare ‘pazza’ c’è sempre. E non è detto mi riprendano.
Cercherei ancora un nuovo lavoro, ma sono stanca di fare da boomerang e cambiare. Voglio stabilizzarmi e se continuo a cambiare non sucederà mai. E poi visto che qui non sembra stia andando benissimo chi mi dice che se ricambio in uno nuovo non vada peggio?
Mi sto demotivando e demoralizzando tantissimo. Non so se aspettare che le cose qui migliorino o se darmi una mossa e scappare ancora. (premetto che a novembre mi scade il contratto di apprendistato qui, quindi ho sia paura che mi lascino a casa, che la paura che magari cambio lavoro e poi mi pento di non essere rimasta per l’indeterminato)
mi sto deprimendo davvero tanto.. aiuto.

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Miglior risposta 10 MAR 2021

Cara Toby
credo che il primo passo da fare sia darsi un limite sia dal punto di vista temporale che dal punto di vista emotivo, partendo dal secondo. In particolare potrebbe essere utile, monitorando il proprio stato d'animo, riconoscersi quanto si è disposti a sopportare e da che punto in poi è troppo. Da qui poi prendere in mano le possibilità di cambiamento e la direzione da dare al cambiamento. Se sente che la situazione sta diventando troppo difficile da affrontare da sola, perché non pensare di rivolgersi ad un professionista? Per farsi sostenere nel direzionare il cambiamento.
La saluto cordialmente
Studio Lego

Studio Lego Psicologo a Padova

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9 MAR 2021

Salve Toby
Avrei bisogno di avere alcuni chiarimenti rispetto alla sua situazione, ha cercato lei altre opportunità per andare via dalla vecchia azienda? Nella nuova azienda a chi si è rivolta per avere maggiori attività? C’è un responsabile che le gestisce e che le ha motivato la decisione? Che cosa sta facendo di concreto per inserirsi nel gruppo delle nuove colleghe? Chiarito questo al momento le sconsiglio di cercare altro in quanto le emozioni di cui parla potrebbero emergere in fase di colloquio e dare un’immagine di lei distorta al selezionatore, sarebbe invece funzionale consultare un consulente di carriera in modo da lavorare su queste emozioni disfunzionali e allo stesso tempo fare chiarezza sugli obiettivi professionali.
Un caro saluto
Dott.ssa Mariagrazia Stabile

Dott.ssa Mariagrazia Stabile Psicologo a Salerno

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9 MAR 2021

Buongiorno Toby,
quando si tratta di scelte lavorative, i fattori che ci portano a prendere una decisione sono molteplici. Dalla sicurezza del posto di lavoro, alla tipologia specifica di attività o mansione, dal trattamento economico al clima aziendale, dalle prospettive di crescita alla qualità della nostra vita. In tutti questi fattori, mettiamo sul piatto della bilancia pro e contro, cercando di capire il peso di ciascuno di essi e giungere ad una conclusione.
Il grande nodo centrale, però, sta a mio avviso non nel "valore" che riusciamo ad attribuire a ciascuno di questi fattori. Ma nella consapevolezza di sapere con quale filtro emotivo e mentale ci stiamo apprestando a dare questi voti.
Intendo dire che se non ho chiaro, a monte, in quale stato emotivo mi trovo, rischio di attribuire valore sbagliato a ciascuno di quei fattori, dando per esempio troppa importanza ad qualcosa che, in uno stato emotivo più sereno, rivestirebbe molto meno peso.
Penso quindi che prima ancora di prendere decisioni lavorative, Le sarebbe utile comprendere meglio chi è Lei, cosa desidera, cosa la motiva, cosa la appassiona...come si sente e perchè. Solo dopo, quando avrà più chiaro CHI sta prendendo questa decisione, sarà in grado di fare la scelta con consapevolezza e serenità.
Provi a rivolgersi ad un professionista che possa aiutarLa a trovare le Sue dimensioni, le Sue ambizioni e il Suo "ben-essere". Vedrà che dopo, le scelte, sembreranno meno complicate.
Resto a disposizione, un abbraccio e in bocca al lupo,
Serena

Dott.ssa Serena Brunelli Psicologo a Ravenna

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9 MAR 2021

Salve Toby,
mi spiace per la difficoltà che sta affrontando, si percepisce bene la sua indecisione e confusione.

Le propongo alcune domande che mi sono sorte leggendo la sua storia, sperando che possano essere uno stimolo:
- pur comprendendo il piacere di lavorare in un ambiente familiare e cordiale, mi domando se senta la necessità, un vero e proprio bisogno di riconoscimento da parte dei colleghi per sentirsi lavorativamente efficace e competente. Mi sento capace anche in assenza di riconoscimento?
- non ho chiaro in che senso le colleghe diffidino
- ho la sensazione che in qualche modo possa sovrapporre il piano lavorativo con quello della relazione: quando ci racconta che non le danno possibilità di scambio neanche nella pausa caffè lo mette vicino alla sua richiesta di ampliare le sue competenze; i due piani possono, in un ambiente favorevole, sovrapporsi, ma non so se sia sempre, necessariamente, così.
- è possibile che la scelta di andarsene dal vecchio lavoro sia stata una scelta impulsiva, visto che nonostante le difficoltà sarebbe orientata a tornare in quel contesto? Come reagisco alle difficoltà, che risorse ho e quali metto in gioco? Quali vulnerabilità ho? Come mi influenzano?

Se ne sente il bisogno affronti i suoi contenuti con un* psicolog* per sciogliere le difficoltà e cercare di creare un contesto che sente funzionale al suo benessere,
Auguri
Dott.ssa Barbara Andolina

Dott.ssa Barbara Andolina Psicologo a Firenze

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9 MAR 2021

Gentile Toby, penso che una consulenza di carriera le sarebbe davvero molto utile. Ci sono diversi psicologi che se ne occupano e l'obiettivo dei percorsi di consulenza di carriera (che hanno un numero specifico di incontri) è quello di aiutare le persone a fare chiarezza sulle proprie scelte professionali.
Un saluto, Luisa Fossati

Dott.ssa Luisa Fossati Psicologo a Firenze

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8 MAR 2021

Cara Toby, penso che dei colloqui di supporto possano aiutarLa a comprendere come adattarsi e quali risorse utilizzare per affrontare al meglio la Sua situazione lavorativa, affinchè non condizioni in negativo la Sua vita in toto. Tra l'altro, potrebbe anche esserLe utile per comprendere meglio quale spazio o dimensione sia adatto a Lei, a partire da una maggiore conoscenza di se stessa.
Le auguro buona fortuna e serenità.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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