Richiesta costante del seno di figlio di 3 anni con la nascita di fratellino

Inviata da Kry · 24 ott 2019

Buongiorno. Pensavo di farcela a fare allattamento in tandem con mio figlio di 3 anni appena nascesse il secondogenito. Tuttavia, sto facendo enorme fatica in quanto provo un disgustoso senso di rifiuto ad allattare quello di 3 anni, nonostante sia mortificata da enormi sensi di colpa. Come posso recuperare la serenità e ritrovare il piacere di allattarlo? Se questo non è possibile, come aiutare al bimbo a soffrire meno la mia negativa davanti alle sue richieste? È tanto traumatico per lui sentirsi così rifiutato per quanto riguarda il seno? Aiuto!

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Miglior risposta 25 OTT 2019

Gentile Kry,
la durata dell'allattamento al seno è un argomento alquanto controverso in pediatria.
Alcuni esperti dicono addirittura che può durare finchè madre e figlio lo desiderano.
Personalmente ritengo che dopo i primi 6 mesi di vita l'allattamento al seno può essere gradualmente ridotto essendovi integrazione con altri alimenti per lo svezzamento.
La nascita di un fratellino può attivare paure di abbandono e/o di perdere le attenzioni della madre.
Sta a lei perciò rassicurare il bambino con modalità relazionali diverse dall'allattamento al seno ma non meno importanti..
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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29 OTT 2019

Capisco la mortificazione ad allontanare il figlio di tre anni, ed il desiderio di prorogare l'allattamento e quel tipo di splendido legami. E' anche vero che più in profondità ci sono degli oggettivi bisogni di madre che ha appena partorito un secondo figlio e che "animalescamente" sa bene che il piccolo ha più bisogno del seno rispetto al primo...e che le risorse purtroppo son quelle che sono. Se le viene il senso di disgusto, lo prenda per quello che è...il segnale del suo organismo che le sta indicando la via da seguire. Più interessante a mio avviso, è trovare il modo di parlare con il tre-enne.....ma son fiducioso che malgrado la normale sofferenza per questo passaggio...anche lui sotto sotto preferisca una madre serena e sana di mente che una logorata, ambivalente e sull'orlo di una crisi di nervi! Sono padre e ho assistito anche da padre e marito a scene simili.
I migliori auguri! Se ha bisogno di supporto resto a disposizione
dott. Defraia

Dr. Matteo Defraia Psicologo a Firenze

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29 OTT 2019

Nessun senso di colpa.. a 3 anni l'allattamento al seno dovrebbe essere finito da un pezzo , il segnale biologico che ci dice quando iniziare lo svezzamento è la comparsa dei primi dentini del piccolo...quindi dedichi piu attenzione al piccolo in altra modalità, ma smetta di allattarlo prolungare è deleterio per entrambi..e non dovrebbe avere senso di colpa per questo.

Dott. Fabio Nardelli Psicologo a Roma

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29 OTT 2019

Gentile Kry, allattare un bambino è già di per sé molto faticoso, allattarne due, di età così diverse, è ancora più difficile sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista emotivo, tanto è vero che lei si accorge di provare emozioni negative (disgusto, colpa) che non fanno certamente bene al suo equilibrio di mamma.
Non so da quanto tempo sia nato il secondo bambino, comunque la invito a contattare il consultorio della sua zona, l'ospedale presso il quale ha partorito o un centro mamma-bambino per gestire al meglio questo momento: troverà ostetriche, psicologhe e puericultrici che le sapranno dare le indicazioni più opportune, cosa non possibile per iscritto.
Molti auguri a lei e ai suoi piccoli.

Dott.ssa Roberta Altieri Psicologo a Milano

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25 OTT 2019

Buongiorno Kry,
oggi come va? Leggendo la sua richiesta ho percepito il suo disagio e le difficoltà che sta attraversando. Un bimbo di tre anni e uno appena nato: una situazione bellissima, ma anche molto stancante e impegnativa. Spero che abbia un buon appoggio dalla sua famiglia.
Non starò a ricordarle cosa indichi l'Organizzazione Mondiale della Sanità riguardo l'allattamento, perché ho l'impressione che lei lo sappia già. Ciò che voglio ricordarle è semplicemente quello che lei sa di se stessa, non che ha letto, non che ha ricevuto come consiglio, ma quello che sente. Sente che è arrivato il momento del distacco con il figlio maggiore. Quel disgusto di cui parla è un segnale che le può indicare la strada da prendere, e soprattutto le manda un segnale sul suo ruolo nell'allattamento che forse può definirsi, con il figlio maggiore, ormai assolto. Ha svolto egregiamente il suo dovere, pertanto non ha nulla da recriminare a se stessa se inizierà, coi giusti tempi per entrambi, a sostituire il seno con altre attività da fare assieme al suo piccolo ometto che gli diano comunque consolazione (giochi, coccole, letture di fiabe, momenti di tenerezza condivisa ed esclusiva tra voi due). Non sarà facile all'inizio, anzitutto perché la nascita di un fratellino comporta l'insorgere della paura dell'abbandono e possibili conseguenti comportamenti regressivi. Per questo è necessario preparare il primogenito prima della nuova nascita, e coinvolgerlo poi (a seconda delle capacità) nelle cure del neonato, in modo che si rafforzino i legami fraterni e il bambino si senta utile, importante e non escluso.
Inoltre perché i tre anni portano con sé un periodo di opposizione (i no testardi e immotivati) ma proprio questa opposizione rappresenta un modo di trovare la propria autonomia, affermare la propria individualità, la voglia di differenziarsi dall'altro, madre compresa. Se questa fase è già iniziata (auguri!

Dott.ssa Claudia Praderio Psicologo a Torino

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25 OTT 2019

Gentile Kry, mi perdoni ma avrei bisogno di capire meglio: come prova questo rifiuto? Verso il bambino? Oppure il secondo allattamento è un carico eccessivo per lei? In ogni caso, con i sensi di colpa non si va da nessuna parte. Probabilmente lei ha bisogno di aiuto per comprendere meglio questo rifiuto. Nel caso che possa essere superato, bene; altrimenti meglio, come suggerisce giustamente il Collega, trovare altre modalità.
Cordialmente
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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25 OTT 2019

Buongiorno, Kry.
L’allattamento al seno è un argomento che merita delicatezza ed attenzione, riguarda la sfera della nutrizione, non solo di cibo ma anche emotiva. Nell’allattamento e il quel continuo guardarsi negli occhi madre e figlio mantengono e costruiscono la relazione. E siccome in una relazione si è in due è importante considerare entrambe le parti coinvolte, quella del bambino, in questo caso due, è quella di Lei. I bambini meritano accoglienza e cura, Lei merita di poterlo fare nel modo che Le consente maggiore serenità e pertanto è fondamentale che si ascolti. Se anche qualche esperto o qualche libro importante o qualche amica e conoscente o lei stessa per un certo periodo ha pensato che fosse giusto/bello/ fattibile un allattamento in tandem, nulla vieta ora, in base alle sensazioni che prova, e comprendendo il Suo grado di sostenibilità/fattibilità/tollerabilità di un allattamento in tandem, di cambiare idea... A 3 anni i bimbi hanno sicuramente competenze ed esigenze diverse da quelle di un neonato e, quindi, credo che Lei possa trovare un modo in cui il Suo bimbo più grande possa sentirsi accolto, ascoltato è oggetto delle Sue cure e attenzioni nonché di coccole (ci dono gli abbracci, i baci, le carezze, i massaggi per i bimbi più grandi, la lettura di una storia, un gioco fatto assieme, un momento solo vostro e dedicato), tutti gesti che possono essere scelti e accompagnati da parole, semplici, che spiegano e rassicurano: “mamma, c’è, non col seno, ma con altro. Se vuoi, le coccole, possiamo... cosa ti piacerebbe? Oppure se vuoi giocare, cosa vorresti? Oppure oggi ti vengo a prendere io da scuola e faccio insieme...”. Spero Kity che possa essersi sentita accolta e aver compreso che i sensi di colpa non servono nè a Lei nè a loro. Li accantoni, li inviti propri a farsi da parte perché Lei ha proprio bisogno d’altro. Un abbraccio

Dott.ssa Ilaria Gisondi Psicologo a Trezzano sul Naviglio

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