Relazione e paura/ansia

Inviata da Elsa · 12 ott 2021

Credo che la mia ansia stia condizionando la mia relazione.
Sono fidanzata da due anni con un ragazzo, abbiamo 20 io e 19 anni lui.
Circa 6 mesi fa abbiamo avuto un periodo di crisi, lui non sapeva cosa voleva, era diventato distante, per niente affettuoso, mai una parola dolce, i ti amo non esistevano quasi più, non sembrava avere voglia di vedermi ed era diventato davvero di ghiaccio. Io, che ho bisogno di molte attenzioni, affetto, ho bisogno di SENTIRE che mi ami con parole dolci, sguardi, azioni, me ne sono ovviamente accorta e ho passato dei mesi terribili in cui pensavo che mi volesse lasciare. Pensavo che non ci fosse più speranza per noi.
Alla fine l'ho affrontato e abbiamo pianto insieme, mi ha detto che appunto non sapeva cosa voleva ma che non mi voleva lasciare, che lui sta bene con me, ecc.
Quindo abbiamo deciso di riprovarci, di continuare. Io non ho mai avuto dubbi su di noi, ma da quel periodo, non riesco più a vivermela come prima.
Sono diventata MOLTO insicura, appena vedo un cambiamento in lui, mi assale l'ansia che mi lasci, la paura che si possa essere stancato di me. Ogni volta che discutiamo (non siamo molto bravi nella comunicazione, lo devo ammettere), io mi scaldo subito e tendo ad attaccare e lui di conseguenza mi attacca, non pensando secondo me a quello che dice e mi ferisce. Molte volte dopo una discussione io ho nuovamente paura che si stanchi di me e ultimamente mi colpevolizzo perché penso che dovrei imparare a comunicare meglio e non attaccare subito... ma anche lui in realtà.
Non capisco se questo mio colpevolizzarmi sia una cosa buona, perché capisco che sono io che sbaglio a pormi e che nemmeno io so comunicare efficientemente; o se è una cosa negativa perché la mia paura di essere lasciata mi fa credere che sia tutta colpa mia e che quindi sono io che devo migliorare.

Da quel momento, quindi, ogni volta che vedo un minimo cambiamento in lui, mi sento male e comincio a pensare al peggio, rimuginando in continuazione, diventando pesante (parole sue) chiedendogli in continuazione se va tutto bene, se è arrabbiato, cos'ha e così via.
Questo si accentua molto in contesti in cui lui è con altri e io non ci sono, esempio: è iniziato il secondo anno di università e come il primo, lui è in un gruppo di molte ragazze e solo due ragazzi, e io sono in un gruppo di molti ragazzi e 3 ragazze. Questo fatto che lui sia circondato di ragazze mi fa impazzire: gelosia, ansia, paura, "ecco non mi scrive perché è con quelle, sta ridendo con quelle, di sicuro lei è più bella e simpatica di me, si è stancato di me e sta bene con loro, io sono troppo pesante e sta cercando di essere un po' libero con loro..." ecc. Tutti pensieri di questo tipo che so benissimo essere completamente deleteri.
Inoltre per messaggio è freddo, gli scrivo e mi risponde dopo ore, cosa che non capitava prima, legge e non risponde, cosa sempre che non capitava, risponde a monosillabi, non ha mai niente da dirmi.
Il punto è che non so come gestire questa cosa. A me sembra davvero che lui mi voglia lasciare. E se ne parlo con lui, mi dice che sono pesante, che secondo me lui ha sempre qualcosa ecc.
È proprio questo fatto di non riuscire a capire che io ho solo bisogno di attenzioni e rassicurazioni da parte sua, che mi fa pensare che non mi voglia più. Anche perché all'inizio dei due anni di relazione, lui era molto più dolce nelle parole e mi dava più attenzioni.

Io so che quel periodo di crisi mi ha segnato profondamente, pensavo di averlo superato ma evidentemente non è così, non so come affrontare questi momenti in cui lo sento distante senza essere pesante e soprattutto... la mia ansia e paura mi stanno facendo vivere male il tutto.
Non riesco a smettere di pensarci perché gli scrivo e vedo che legge ma non risponde, vedo che risponde a monosillabi, penso in continuazione che io lo amo e non voglio che finisca tutto, penso in continuazione "ma se avessi detto questo allora.. ma se avessi fatto questo invece di questo"...
Anche adesso arrivo da una brutta "situazione" in cui ieri è successo che siamo andati a mangiare fuori e lì lo sentivo distante, non aveva niente da dirmi, gli ho chiesto a cosa pensasse e mi fa che non stava pensando a niente, non ha voglia di uscire o altro e tutto ciò è esattamente uguale a quel periodo di crisi. Quindi a pranzo l'ho vissuta male e ho mangiato poco. (Quando mi viene l'ansia non riesco più a mangiare, mi viene da vomitare e mi agito sempre di più). Poi però siamo andati a passeggiare e sembrava tutto normale, a casa sua (ovviamente non viviamo insieme) lui mi desiderava e anche io desideravo lui, quindi abbiamo fatto sesso. Durante l'atto è successo un piccolo incidente di percorso che non so nemmeno come spiegare e non ho intenzione di farlo, ma posso dire che la "colpa" è stata sua ma che è successo a me. Quindi lui ha cercato di rassicurarmi dicendo che non era successo nulla, che a lui non da fastidio, che non era stata colpa mia ecc. Ma io mi sono messa a piangere, ci sono stata male e mentre lui cercava di consolarmi io gli ho risposto male dicendogli di smetterla di chiedermi a cosa stavo pensando, che era ovvio. E mi sono girata di spalle a lui. Lì il mio errore è stato pensare che lui dovesse sapere cosa volevo in quel momento e cioè essere coccolata e sentire parole di rassicurazione da parte sua; ma lui invece pensava che il mio gesto significasse che volevo essere lasciata in pace. E di lì io dopo un po' mi sono "arrabbiata" interpretando male il suo non fare nulla, quindi l'ho attaccato, lui ha risposto, mi sono sentita ancora peggio e poi abbiamo discusso. Poi lui mi ha effettivamente coccolata e fatta sentire meglio ma per tutto il resto del pomeriggio è rimasto silenzioso. Io sono stata male per tutto il giorno e anche se (penso) si vedeva, lui si limitava a baciarmi senza dirmi altre parole di rassicurazione, che andava tutto bene, che mi ama ecc. Cose di cui io avevo in realtà bisogno. Ieri sera dopo avermi accompagnato a casa mi ha dato la buona notte anche abbastanza freddamente per messaggio e oggi mi continua a rispondere a monosillabi, freddamente e legge e risponde dopo secoli. Tutto ciò mi crea un'ansia assurda, penso di aver rovinato tutto, come ho detto mi colpevolizzo perché dico che è stata colpa mia alla fine, perché lui stava provando a consolarmi ma io l'ho attaccato, che non posso pensare che lui mi legga nel pensiero ecc, ma nel frattempo ho paura che mi voglia lasciare, di aver rovinato tutto, mi chiedo cosa lui abbia e perché sia così freddo, perché non capisce di cosa ho bisogno e ho pensato di chiedergli di parlare in questi giorni di ciò che è accaduto perché io penso sempre a me però non penso a lui, ad esempio non gli ho chiesto come si è sentito quando l'ho attaccato ecc
Solo che il suo rispondere così freddamente ai messaggi mi fa paura e ho paura di intavolare una conversazione che mi porta in luoghi dove non voglio andare, cioè alla rottura. Ho davvero paura che mi lasci perché io sono innamorata di lui e non lo voglio perdere

Ho pensato spesso ad un consulto psicologico ma non ho le finanze per pagare le sedute dallo psicologo...

Non so se sono stata chiara nella spiegazione, spero di si e spero che possiate darmi dei consigli su come affrontare il tutto.
Grazie

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Miglior risposta 13 OTT 2021

Ciao Elsa,
posso comprendere la sua preoccupazione e mi sembra di capire che questa difficoltà comunicativa che incontra con il suo compagno sia molto impegnativa e faticosa per lei, in quanto come dice percepisce che tra voi non c'è una comunicazione sana, in cui entrambi avete possibilità di esprimere i vostri bisogni e trovate ascolto nell'altro, ma una comunicazione in cui l'accusa, per usare un suo termine, è la modalità predominante. Immagino sia molto doloroso non trovare una strategia alternativa e vivere con forte angoscia il momento della condivisione del proprio "sentire". Penso possa essere molto utile in questo frangente migliorare in questo senso attraverso un percorso che possa aumentare le competenze comunicative, nell'ottica di farla sentire anche più sicura nel momento in cui comunica. Per quanto riguarda la sua sofferenza emotiva, penso sia comprensibile sentirsi preoccupati dopo un periodo di crisi sentimentale, soprattutto se magari non sono state affrontate adeguatamente le difficoltà emerse e si è lasciato qualcosa in sospeso o non pienamente chiarito. Suggerirei a questo proposito di trovare uno spazio per sè in cui esplorare al meglio queste insicurezze che lei riporta, nell'ottica di provare a rileggerle con nuovi strumenti e, magari, di acquisire maggiore consapevolezza sul suo sentire e su quelli che sono i suoi bisogni. Per fare entrambe le cose potresti rivolgerti ad un consultorio o cercare uno psicologo che effettui consulenze a tariffe agevolate, magari anche online. Io sono disponibile.
Cordiali saluti
Dott.ssa Ilaria De Carne

Dott.ssa Ilaria De Carne Psicologo a Bari

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26 OTT 2021

Buongiorno.
Sono il dr. Massimiliano Castelvedere, di Brescia. Sono tra quei professionisti che ritengono che il cambiamento personale sia un processo lungo e complicato. Purtroppo non ci sono scorciatoie e i consigli che uno psicologo potrebbe dare in una chat lasciano il tempo che trovano: non esiste la “bacchetta magica”. Per inquadrare l’eventuale problematica di un paziente serve invece una consulenza approfondita (almeno 4 sedute). A seguire, se nella consulenza si evidenzia un problema significativo, per risolverlo è necessaria una vera e propria psicoterapia o una psicoanalisi.
Illudersi che si possa fare qualcosa scrivendo in una chat serve solo a perdere tempo e significa che non si è pronti a mettersi in discussione. Se lei è una persona veramente motivata a capirsi e a cambiare, le do la mia disponibilità per fissare un appuntamento (anche online).

Dott. Massimiliano Castelvedere Psicologo a Brescia

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25 OTT 2021

Buongiorno. Sono il dott. Massimiliano Castelvedere, di Brescia. Sono tra quei professionisti che ritengono che il cambiamento personale sia un processo lungo e complicato. Purtroppo non ci sono scorciatoie e i consigli che uno psicologo potrebbe dare in una chat lasciano il tempo che trovano: non esiste la “bacchetta magica”. Per inquadrare l’eventuale problematica di un paziente serve invece una consulenza approfondita (almeno 4 sedute). A seguire, se nella consulenza si evidenzia un problema significativo, per risolverlo è necessaria una vera e propria psicoterapia o una psicoanalisi.
Illudersi che si possa fare qualcosa scrivendo in una chat serve solo a perdere tempo e significa che non si è pronti a mettersi in discussione. Se lei è una persona veramente motivata a capirsi e a cambiare, le do la mia disponibilità per fissare un appuntamento (anche online).

Dott. Massimiliano Castelvedere Psicologo a Brescia

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13 OTT 2021

Cara Elsa,
Seguo con attenzione la tua preoccupazione.
Mi dispiace per ciò che hai esposto.
Si nota una giusta e sana sofferenza emotiva causata dai dubbi del tuo ragazzo.
Ti consiglierei di crearti uno spazio tuo personale di ascolto e supporto emotivo per gestire al meglio questa situazione che ti fa soffrire.
Potresti andare ai gruppi di auto-aiuto o rivolgerti ad un consultorio.
In caso in cui invece preferisci fare terapia online sappi che io faccio delle agevolazioni per chi non può pagare.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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