Paura e bassa autostima. Ho sbagliato percorso?

Inviata da Ahdnrjsi · 26 ott 2020

Salve sono una ragazza di 24 anni e studio medicina.Ho sognato di fare questa facoltà fin da quando ero piccola. Il solo pensiero di entrare per me significava aver raggiunto un traguardo più grande di me e aver realizzato una piccola parte di questo grande sogno.prima di entrare il solo pensiero di diventare medico mi faceva battere il cuore.Ma da quando ho cominciato, sono stati più i sacrifici e le delusioni del resto... ho sempre lottato per fare del mio meglio, ma ogni volta é sembrato non essere abbastanza... Premetto che non ho mai avuto un buon rapporto con lo studio e con la scuola, anzi.. Quando potevo mi assentavo e ogni volta prima di entrare avevo attacchi di panico e conati di vomito per l’ansia. comunque ho preso la maturità classica con un discreto 85, nonostante le mie ore di studio fossero risicate e ridotte all’osso... diciamo che ho trovato il giusto compromesso per non avere mai debiti o essere bocciata e per finire comunque la scuola. Ad oggi invece ogni giorno é una lotta con me stessa: Ogni Giorno, quando mi metto sui libri vengo assorbita da ogni paura:dal fatto che mi sento inadeguata (perché tanti ragazzi con la metà del mio studio raggiungono voti più alti dei miei.. -ed il problema dei voti me lo porrei relativamente se non fosse che per diventare chirurgo necessito di una media molto alta-),dal fatto che sento di avere una bassissima autostima e dal fatto che voglio dare ai miei futuri pazienti il meglio che io possa offrire,Sentendomi quindi “responsabile” per loro anche mentre studio. E quindi la mia autostima scende sempre di più, sommersa da queste infinite paranoie e mi fa dire: “ma come faccio a diventare chirurgo se ho paura persino di aprire un libro, se non riesco a vivere serenamente lo studio,se ogni volta devo combattere con l’angoscia di non essere all’altezza e con la paura che sarà solo un fallimento,che non sono capace di fare tutto questo,che forse non sono portata per lo studio.se non riesco ad avere la giusta autostima per concentrarmi sul mio obiettivo (ovvero aprire i libri e studiare) ma continuo a rimuginare sulle mie paure e sul mio profondo senso di inadeguatezza rispetto alla facoltà ed hai miei coetanei,dove finirò? Mi sento una cretina che non merita di essere qui,e la mia carriera universitaria in parte lo dimostra.Ed ogni giorno vincere questa paura E questo logorio mentale é diventato straziante,non riesco ad abituarmici mai, nonostante io cerchi il più possibile di studiare (6 giorni su 7 sono sui libri, se non di più) e dare esami ( anche se comunque resto indietro rispetto ai miei colleghi). sono inoltre 5 anni che faccio psicoterapia. Mi sono affidata ad una psicoterapeuta che ormai mi segue dai tempi del liceo. ma io non sento di aver fatto grandi passi dentro di me,anzi! Sento di essere sempre più con l’autostima a zero, sempre più titubante delle mie capacità e con un umore sempre più depresso e pessimista. Passo frequentemente giornate di apatia/angoscia.. ci sono giorni in cui non riesco neanche a respirare per quanto ribrezzo provo per quella che sono e per la fine che sto facendo. Comincio a provare rifiuto non solo per me, ma anche per la facoltà... e la paura che un giorno diventerò un medico incompetente ed incapace cresce ogni giorno di più.. mi sento tanto disperata.. da un lato penso che la terapia non abbia funzionato su di me, dall’altro penso che forse tutta questa angoscia mi sta dicendo che devo cambiare.. che questa strada é troppo per me ed io semplicemente non sono adatta a fare questa carriera,non ho abbastanza autostima e sicurezza in me stessa e nelle mie capacità.
Vi ringrazio per il tempo dedicatomi ed attendo impazientemente vostra risposta...

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Miglior risposta 27 OTT 2020

Buongiorno, ne parli assolutamente con la sua terapeuta. In questo momento probabilmente si considera talmente disperata da sentire che il senso di fiducia ed autostima vacilla seriamente.
Dott. Masucci A.

Dott. Armando Masucci Psicologo a Avellino

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27 OTT 2020

Gentile, il punto cruciale sembra essere proprio il modo in cui osserva se stessa e cosa pensa possa essere capace di fare. Quindi l'immagine che ha di sé: un' immagine di inadeguatezza, insicurezza e incapacità che La porta a stare male, e a fallire. Questa immagine deve quindi essere modificata, lavorando su se stessa, per sviluppare risorse che possano servirLe a guardarsi sotto una luce più positiva, migliorando se stessa e raggiungendo gli obiettivi che auspica. Riporta un lavoro di terapia che dura da cinque anni: provi a parlare con il Suo terapeuta per dare una svolta alla relazione stessa, che Lei, pare di capire, percepisce in stallo, per mettere in atto un cambiamento che possa portare ad un Suo miglioramento! Se, a lungo andare, sente sempre più che la terapia non Le dà quello che desidera per se stessa, allora provi ad investire in un altro lavoro, che potrebbe portarLa ad un reale cambiamento.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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27 OTT 2020

Buongiorno. E' palpabile la sofferenza che riporta e che è verosimilmente causata dallo scarto costante, direi percepito quasi in modo ontologico, tra l'aspettativa e l'ideale su cui si mantiene e l'esperienza, peggiorato dal confronto costante con coloro che, a vario titolo, riescono meglio di Lei. Se il senso di sè, come stabilità, adeguatezza e capacità, passa sempre da questo costante filtro ideale, è normale (direi umano) perdere in partenza... Parli serenamente con il Suo terapeuta dei dubbi che ha sul percorso, sull'efficacia e sul Suo futuro; cercate insieme la soluzione migliore, lasciando aperta ogni possibilità. In bocca al lupo! DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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26 OTT 2020

Cara ragazza,
La strada che ha deciso di intraprendere prevede molto tempo e sacrifici. Non è strano che prima di intraprendere gli studi avesse un idea che poi per alcuni aspetti è stata disillusa una volta che ha iniziato. Prima di intraprendere qualcosa infatti, ci facciamo delle idee, delle aspettative, delle fantasie su quanto andremo a incontrare. Questo è fondamentale, in quanto ci permette di capire dove investire le nostre energie, tutto ciò va però poi integrato all'esperienza reale, che a volte può presentarsi diversa, e per questo coglierci alla sprovvista. Forse non era abbastanza preparata o informata sulla mole di lavoro e fatica che avrebbe dovuto affrontare per diventare medico; o forse come non aveva un buon metodo di studio e per questo si è trovata poi a rallentare nei risultati; le motivazioni possono essere molteplici, dietro il lavoro del medico non c'è solo una grande preparazione, ma anche la volontà di aiutare le persone. La cosa più utile che può fare in questo momento è forse cercare aiuto nella sua terapeuta, esponendole esattamente quanto ha detto qui, anche i dubbi a riguardo della terapia che state facendo insieme, possono avvenire dei momenti di stallo nella terapia, ma il comunicarli aprirà nuove possibilità di lavoro insieme.
Forse per poter trovare una maggiore autostima deve prima capire perché l'abbia presa, i motivi potrebbero essere più profondi di quelli che vede in superficie, e quindi la difficoltà nello studio essere solo una conseguenza non la causa.
A presto
Dott.ssa Irene Sembolini

Dott.ssa Irene Sembolini Psicologo a Roma

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26 OTT 2020

Buongiorno,
capisco quanto in questo periodo sia difficile per lei trovare le giuste risposte e quanto ciò la faccia soffrire.
Credo però che dovrebbe riflettere meglio su ciò che vuole davvero per il suo futuro.
Si provi a chiedere, quindi, se decidesse realmente di lasciare la facoltà di medicina, che strada intraprenderebbe? Si sentirebbe meglio o ancora maggiormente delusa per non avere coronato il suo sogno?
A volte, anche se la vita ci sembra difficile, bisogna farsi coraggio e credere di più in sé stessi. Le consiglio di parlarne con la sua terapeuta e di intraprendere insieme un percorso a sostegno della sua autostima.
Le auguro il meglio, cordiali saluti
Dott.ssa Laura Balduchelli

Dott.ssa Laura Balduchelli Psicologo a Carnate

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