Padre alcolizzato e aggressivo

Inviata da Martina92 · 18 mag 2021

Salve ho bisogno di consigli perche sono arrivata al limite
Ho 28 anni una bimba e un compagno meraviglioso che mi sta sempre accanto.
Il problema sta nei miei genitori, mio padre è sempre stato un alcolizzato non ammettendo mai il problema,mia madre succube non ha mai voluto prendere la situazione in mano finché a marzo mio papà ha fatto un ischemia e mia madre lo asseconda in tutto quello che vuole per paura che gli ricapiti qualcosa. (L'ischemia è stata dovuta dall'alcol e da un picco di pressione alta).
Ora lui ha capito il punto debole di mia mamma e fa la vittima di continuo per ottenere ciò che vuole.
Io non so come aiutare mia madre, vivo con l'ansia da quando ero piccola e non riesco a "fregarmene" come forse dovrei,perchè per prima mia madre ha sempre avuto il nostro appoggio (mio e di mia sorella) per cambiare le cose, amche vedendo le nostre sofferenze ha sempre messo lui al primo posto.
Cosa potrei fare?non riesco ad essere felice per quella che è la mia vita attuale (bimba e compagno, fra poco dovrei anche sposarmi) perchè ho sempre il pensiero che possa capitare qualcosa a mia madre.
Sono stanca di vivere così e non lo trovo giusto per la mia piccola bambina di un anno che "sente" le mie preoccupazioni.

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Miglior risposta 26 MAG 2021

Salve Martina,
comprendo molto bene la situazione. Purtroppo situazioni come queste di dipendenza di un membro della famiglia ha ricadute estremamente negative inevitabilmente sul resto della famiglia.

Consideri che "negare il problema" fa proprio parte del disturbo e della sua gravità. Nessuna persona che con una dipendenza, senza un percorso psicologico individuale o di gruppo, è in grado di ammettere di avere un problema, nonostante le conseguenze mediche. Se l'aspettativa è quella di una presa di consapevolezza da parte di tuo padre, è un'impresa davvero difficile, se non addirittura impossibile.

Tra i tuoi genitori si è innescato un ciclo interpersonale disfunzione, dove l'atteggiamento e le azioni dell'uno innesca l'atteggiamento e le azioni dell'altro. In qualche modo si sono scelti e continuano a stare insieme seppur nella sofferenza, quello che in psicologia sistemica viene definito "legame disperante". Tutto questo perché non riesco a sganciarsi l'uno dall'altro, vuoi per paura, per insicurezza, per il timore di rimanere soli o altro.

Purtroppo non si può salvare nessuno che non voglia essere salvato. Quello che puoi fare tu è davvero poco!
Se ti senti di dover fare qualcosa a tutti i costi, puoi consigliare a tua madre di partecipare a gruppi di donne vittime di violenza e trovare il modo per "costringere" tuo padre a partecipare a gruppi di auto mutuo aiuto o rivolgerti al Sert.
Per quanto riguarda te ti consiglio di iniziare un percorso psicoterapeutico per elaborare tutti i traumi accumulati nell'infanzia e imparare a lasciar andare tutto ciò che non puoi controllare e che non può dipendere da te. E finalmente iniziare a vivere la tua vita!

Ti auguro il meglio
Dott.ssa Sara Appoloni

Dott.ssa Appoloni Sara Psicologo a Monte San Vito

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10 GIU 2021

Cara Martina,
le persone dipendenti da sostanze psicoattive sono dei grandi manipolatori e quando incrociano persone deboli e, in qualche modo, dipendenti affettivamente, riescono ad ottenere ciò che vogliono.
Per quanto sia duro da accettare, non si può aiutare chi non vuole farsi aiutare... e ciò vale per suo padre quanto per sua madre.
E' sua madre che deve trovare la forza di reagire, lei purtroppo può fare poco: l'unica cosa che può fare è stare vicino a sua madre per assicurarsi che la situazione non precipiti.
Sua sorella cosa ne pensa?
Le auguro il meglio.
Katia Caravello

Dott.ssa Katia Caravello Psicologo a Bologna

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25 MAG 2021

Buongiorno Martina,
vedere persone che si amano, i suoi genitori in questo caso, in una situazione così, è normale e sano porti pensieri costanti e uno stato di non piena serenità.
Ma sua mamma non potrebbe richiedere un aiuto psicologico? Probabilmente ha già provato a parlargliene e ad indicarle un percorso di aiuto ma credo che sia importante che sia lei per prima a riconoscere quanto la relazione con il marito non sia positiva nè per l'oggi nè per il domani.
Da questo percorso potrà trovare gli strumenti anche per indirizzare poi suo papà ad uscire da questa strada di abuso alcolico. Uscirne si può.

E' sempre molto difficile aiutare chi non vuole essere aiutato ma con i genitori si riesce a superare ogni muro motivati e sostenuti dall'affetto della propria famiglia...quello deve essere il motore che spinge e la sua bimba ha bisogno dell'esperienza e dell'amore dei nonni.

Le mando un pensiero grande.
Dr.ssa Danila Cerrato
Psicologa - psicoterapeuta

Dott.ssa Danila Cerrato Psicologo a Torino

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20 MAG 2021

Cara Martina, buon giorno!
Mi spiace per le grandi difficoltà e sofferenze che ha già dovuto affrontare nella sua vita a causa della sua famiglia di origine, e che ancora oggi la stanno condizionando impedendole di vivere serenamente la famiglia che si è creata.
Purtroppo dobbiamo prendere coscienza che non possiamo aiutare le persone che non voglio farsi aiutare, è una dura realtà.
La sua famiglia di origine è segnata dalla sofferenza portata da un padre maltrattante e alcolista, e da una madre vittima che non riesce/può liberarsi da quella relazione tossica: è una condizione tristemente diffusa dove tutti, mogli e figli/e sono vittime.
Mi sento di suggerirle un percorso di sostegno psicologico o di psicoterapia per sè stessa, che la possa aiutare ad elaborare i vissuti traumatici e a scoprire nuove risorse con le quali far pace con il passato e godersi il presente con sua figlia ed il suo compagno.
D'altra parte le posso suggerire di accompagnare sua madre, magari anche con sua sorella se possibile, in un centro antiviolenza della vostra città per un primo contatto; oppure di telefonare con sua mamma al 1522, il numero antiviolenza e attivare un percorso di aiuto.
Resto a sua disposizione per qualsiasi approfondimento.
Le auguro ogni bene!

Dr.ssa Erika Conti Psicologo a Savona

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20 MAG 2021

Carissima comprendo le sue preoccupazioni, si tratta sempre di sua madre , persona a cui lei è molto legata. Per ogni figlio sarebbe così. Purtroppo però penso che sua mamma abbia una visione diversa dalla sua di legame matrimoniale. Probabilmente sua madre continua vedere l'aspetto culturale della questione, invece che soffermarsi su ciò che la renderebbe felice. In alcuni contesti sociali, infatti, sarebbe molto peggio separarsi dal proprio marito anche se alcolizzato, che restare sole senza un punto di riferimento chiaro. Lasciare la casa e quella vita in cui vi sono certezze anche se infelicità è paradossalmente meno preoccupante che affrontare una vita nuova. Lei e sua sorella potreste pensare a creare a vostra mamma una immagine di vita, il più possibile serena e supportata dalla vostra presenza, una vita nuova diversa rispetto a quella che lei si immagina. più vicina alle sue figlie e a sua nipote, magari. Cercare di far capire che la vita è una sola e che questa che sta vivendo le sta COSTANDO molto in termini di serenità e salute psicofisica. Per il resto purtroppo bisognerebbe comprendere fino in fondo, i pensieri di preoccupazione che sua mamma ha nella mente e che la frenano nel diventare autonoma dal marito.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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19 MAG 2021

Cara Martina,

mi dispiace molto per la sua situazione familiare. Per quanto il pensiero di sua madre e della sua famiglia d'origine sia pressante e immagino possa esserlo sempre stato per lei, fin da piccola, avvertendo i bisogni e le tensioni in famiglia, ora ha una bambina piccola che ha più bisogno delle sue cure e attenzioni e questo lo ha esplicitato anche lei.
Le sue buone intenzioni nell'aiutare sua madre a comprendere la gravità della situazione e a svincolarsi da un rapporto duraturo con un uomo dipendente dall'alcool e aggressivo si scontrano inevitabilmente con la vulnerabilità di sua madre, che lei non può cambiare in prima persona.
Sarebbe bene che sua madre comprendesse che, proprio per il suo bene, suo marito deve essere seguito in un percorso di recupero dalla dipendenza e che lei può trovare la forza di essere più autonoma e dedicarsi a sè stessa, alle figlie e alla nipotina, se lo desidera.
Si conceda la libertà di pensare e di occuparsi della propria famiglia, della sua bambina e del suo amorevole compagno e, ancor prima, di se stessa.
Per aiutarla in questo difficile svincolo, le consiglio di chiedere aiuto a un professionista, che possa aiutarla, con sensibilità e competenza, a riprendere in mano la sua vita e a costruirne una più sicura, felice e libera.
Le auguro il meglio.
Un caro saluto,

Dott.ssa Serena Perego

Dott.ssa Serena Perego Psicologo a Treviglio

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19 MAG 2021

Buon giorno Martina
Il mio consiglio e di parlare con tua madre dei problemi che stai attraversando e le difficolta in cui ti trovi a causa della situzione del tuo padre.
Se la tua situazione non migliora devi chiedere aiuto ad un professionista.
Il mio augurio e che tu possa risolvere questi problemi.
In ogni caso io sono a disposizione per eventuali contatti.
Buona giornata

Dott.ssa Ileana Sighiartau Psicologo a Domodossola

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19 MAG 2021

Carissima Martina,
il fatto stesso che abbia preso l’iniziativa di scrivere è un ottimo segno che indica che è sulla strada giusta.
Certe dinamiche radicate nel tempo sono difficili da scardinare.
Allora, in primis, è bene imparare a fronteggiare le situazioni nel migliore dei modi, ovvero cambiare il personale approccio al problema. È difficile agire trasformativamente sugli altri, dunque è fondamentale lavora su se stessi. Coltivare la propria capacità di reagire, agire e/o accettare ciò che non può essere modificato, con modalità che siano foriere di benessere, anche per la Sua piccolina.
Sua madre e Suo padre fanno, ed hanno fatto, le loro scelte, e su questo nessuno può interferire. La sofferenza che ne consegue per Lei allora deve trasformarsi in una consapevolezza benefica.

Sono a Sua disposizione, qualora ne sentisse la necessità.
Le auguro il meglio!

Dr.ssa Annalisa Signorelli (ricevo anche online)

Dott.ssa Annalisa Signorelli Psicologo a Belvedere Marittimo

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19 MAG 2021

Salve Martina,
Immagino quanto possa esser stato difficile per lei dapprima vivere con un padre con tali problematiche importanti e poi con una madre con un nucleo succube che ha sempre messo al primo posto il marito piuttosto che le sue piccole bimbe.
Capisco quanto possa essere complicato prendere le distanze da un nucleo familiare che è disfunzionale nel suo circolo vizioso di manipolazione (padre) e soddisfacimento delle richieste (madre) ma credo che sia arrivato il
Momento per lei di mettere un limite. Ha una bella famiglia, penso sia uno dei bisogni più importanti per lei, e si sta per sposare. Sua madre avrebbe bisogno di essere sostenuta e aiutata soprattutto nel mettere dei limiti a suo padre e ad imparare a sentire che anche lei ha dei diritti e dei bisogni imprescindibili; purtroppo, però, penso che in questo lei non possa fare molto se non consigliarle un valido aiuto che la
Accompagni in questo percorso.
Buona giornata.

Dott.ssa Alessandra Draicchio Psicologo a Matera

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