non so se il problema sono io o il mio ragazzo.

Inviata da margherita1 · 12 mag 2021

sono stata insieme, 10 anni fa, ad un ragazzo. l'amore della mia vita. mi sono purtroppo costretta a lasciarlo perchè, dopo due anni, mi incolpava di "non capirlo" "non essere all'altezza" e non accettava di amarmi.
dopo che l'ho lasciato, ha avuto una crisi depressiva importante, ed è andato da uno psichiatra. si è scoperto che ha "tratti narcisistici di personalità". ha continuato la psicoterapia e poi è andato da uno psicologo per anni.

10 anni dopo, il lockdown. ci riscriviamo per caso. l'amore torna dirompente. io lascio il mio ragazzo, lui la sua. ci amiamo, ci apparteniamo. mi chiede scusa per quello che mi ha fatto passare, che in tutti questi anni ha avuto il rimpianto di non avermi amata, e che semplicemente lui "non lo vedeva", ma che gli hanno aperto gli occhi.

i primi mesi sono stati perfetti. poi io (a novembre) sono andata ad abitare da sola. lui ha iniziato a spaventarsi. è ricominciato il distacco. me lo dice pure "ho paura di te" "ho paura di rinunciare alla libertà" (ma chi glie la toglie? non certo io). il problema è che se lui si distacca ed inizia con questi deliri io lo rincorro.
(abbiamo trent'anni) e io vorrei iniziare a costruire con lui il mio futuro, perchè quando stiamo insieme, il mondo rallenta. lo dice anche lui. ma se non siamo insieme lui si terrorizza. non so come fare. molto spesso va bene la nostra relazione, dice di amarmi e tutto il resto. poi, "scappa", ha bisogno di sentirsi libero. ci scriviamo spesso e ci vediamo una volta a settimana, ma non riesco a far evolvere il rapporto.

fino a ieri sera. il nostro primo anniversario insieme.
va a giocare a tennis, e mi dice che mi avrebbe raggiunta dopo, che voleva cenare con me per l'occasione. io preparo la cena, e lo aspetto. lui arriva, un minuto di coccole, e poi mi chiede se volevo vedere un film. quindi passiamo la serata senza parlarci. andiamo a letto, per mezzanotte, e non facciamo l'amore, dice che è stanco. lo facciamo al mattino, una cosa orrenda per me, perchè presuppone il non baciarci (con la fiatella notturna).

gli avevo trascritto una poesia di Borges. non glie l'ho data.
non ho dormito tutta notte perchè non posso pensare che "quello che merito" il primo anno insieme sia guardare un film alla tv.

stamattina ho l'ansia che mi sembra che mi soffochi. lui lo sa, glie l'ho detto (senza dirgli il perchè). stasera deve vedere un suo amico, gli ho chiesto se voleva venire da me dopo. risposta: "dipende a che ora finiamo".

quello che mi chiedo, in fondo a tutto, è:
- devo lavorare io su me stessa perchè questa relazione per me è troppo "dipendente"
- lui mi da solo briciole alle quali mi aggrappo ma che mi stanno facendo implodere

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Miglior risposta 13 MAG 2021

Cara Margherita,
dalle Sue parole mi arriva la Sua sofferenza.
La vita relazionale è una parte importante dell’esistenza di ognuno di noi e può influenzarla in maniera netta, in positivo e/o in negativo. Le dinamiche con l’altro possono assorbire fino a non avere la giusta lucidità o il distacco necessari per osservare la situazione, se stessi e il partner con la giusta lucidità tale da permettere degli aggiustamenti. Si tratta di creare e mantenere il giusto equilibrio tra il dare e ricevere necessari per il proprio personale benessere, ma anche quello dell’altro, nel rispetto di tutti e in un compromesso che includa bisogni, aspettative e sentimenti di entrambi. Quando questo delicato equilibrio ci sembra che si sposti a favore dell’altro o comunque a nostro sfavore, si possono creare delle dinamiche avverse che si autoalimentano e che andrebbero interrotte o modificate con la modalità più consona.
Un supporto psicologico può aiutarLa a fare chiarezza, a mettere a fuoco quali sono i Suoi bisogni, le Sue necessità, ciò che vorrebbe, ciò che si aspetta, quali sono le Sue credenze e necessità rispetto alla vita di coppia e al partner, ma anche fare luce sul suo attuale “Lui”, sulla vostra storia e sulle dinamiche esistenti...
Tutto questo per poter trovare Lei stessa le risposte alle Sue domande ed agire in maniera trasformativa e migliorativa in merito.

SalutandoLa le auguro il meglio.
Resto a Sua disposizione, mi occupo anche di relazioni di coppia e dinamiche relazionali (ricevo anche online).

Dr.ssa Annalisa Signorelli

Dott.ssa Annalisa Signorelli Psicologo a Belvedere Marittimo

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13 MAG 2021

Buongiorno Margherita,
spesso il problema è la relazione. In questi casi il rischio è quello di cercare il colpevole. Potrebbe essere lui, perchè spaventato dal fare sul serio. Potresse essere lei, perchè incapace di far evolvere la relazione. La verità è che non ci sono colpevoli. Lui sembra che abbia lavorato molto su di sè ma ancora forse ha molte paure legate all'impegnarsi. A lei, Margherita, potrebbe essere utile lavorare su di sè, su quello che la tiene legata a questa persona, sul modo migliore per stargli accanto, se riconosce che è quello che desidera... Sono a sua disposizione, se lo vorrà, anche online. Dott.ssa Franca Vocaturi

Franca Vocaturi Psicologo a Torino

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13 MAG 2021

Cara Margherita, il punto é comprendere e mettere al centro il Suo benessere. Come La fa stare e come pensa possa stare in una relazione impostata in questo modo. Da qui é importante riflettere sul come eventualmente svincolarsi da ciò che non Le dà serenità, per riorganizzarsi e investire su ciò che Le fa bene.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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13 MAG 2021

Carissima Margherita,
dalle poche righe che descrive si legge una situazione molto complessa che meriterebbe un approfondimento. Le persone con tratto narcisistico di personalità sono caratterizzate da mancanza di empatia, bisogno di ammirazione e senso grandioso di sé. Prima di tutto le suggerisco di non colpevolizzarsi, lei non ha fatto nulla di strano o sbagliato. Quello invece su cui interrogarsi è come sta lei in questo rapporto, come mai si accontenta e non si permette di chiedere quello che vorrebbe davvero. Sembra che la sua affettività non sia ricambiata anzi che la persona con cui sta oltre a non rispondere adeguatamente non la "investe" di calore umano. Un lavoro con un professionista potrebbe aiutarla a acquisire maggiore consapevolezza di sé, a conoscersi meglio e a riconoscere i suoi bisogni senza giudizi. Lavorare in questo modo potrebbe sicuramente aiutarla a recuperare una serenità che adesso sembra lontata.
Sono a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Barbaro
(ricevo anche on line)

Dottoressa Stefania Barbaro Psicologo a Milano

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13 MAG 2021

Cara Margherita,
a volte la nostalgia di "quello che potrebbe essere e non è ancora" riaffiora durante una quarantena e rischia di trasformarsi molto amaramente in "quello che poteva essere e non è stato". La prima domanda che deve porsi è da quale contesto di appartenenza ho acquisito che in amore si può accontentare solo del poco che l'altro può darle? È una prima riflessione fondamentale che rappresenta il primo pezzo del puzzle di un intreccio di significati e definizioni di sé e degli altri che ha appreso nelle sue relazioni significative. Se è interessata a esplorarle per ridefinirle in una nuova luce rimango a sua completa disposizione, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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12 MAG 2021

Cara Margherita,
Dalle sue parole traspare lo stato d’animo che la accompagna e che la sta soffocando.
Probabilmente chiedersi “chi è il problema” non è la strada più costruttiva da percorrere, in quanto rischierebbe di celarsi dietro il muro della ragione e di non riuscire più a sentire e a comprendere l’altro, cadendo in un circolo vizioso di accuse reciproche.
In questo periodo così complesso per lei, potrebbe chiedere a se stessa quali siano davvero le sue necessità, i suoi bisogni, quali siano stati i motivi che l’hanno spinta a scegliere proprio il suo compagno.
Spesso crediamo che, grazie al sacrificio personale, si possa “salvare” qualcuno in difficoltà, dimenticando in realtà che questo è un compito che non spetta principalmente ed esclusivamente a noi. Esserci, senza sostituirsi è una grande dimostrazione di fiducia che si possa regalare.
Quello che vorrei chiederle è:
Cosa la spinge ad accontentarsi delle “briciole” nonostante sappia che la sua pancia “brontola” dalla fame?. Deve davvero essere davvero difficile, lei è una campionessa di resistenza.
Le auguro il meglio, pur sapendo che dall’incontro sincero che avrà con se stessa, sarà in grado di tornare a respirare nuovamente.
Mi tengo a disposizione.
Dott.ssa Stefania Bellini

Dott.ssa Stefania Bellini Psicologo a Castrovillari

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