Non so più cosa fare per la mia relazione

Inviata da Giusy · 21 ago 2020

Salve,
Vi scrivo perché sono in una situazione della mia relazione ormai critica e mi sento soffocare.
Sono fidanzata con il mio ragazzo da 6 anni, ne avevamo solo 16 ma è sempre stata una bella storia di complicità e divertimento, con indubbiamente alti e bassi.
Nell'ultimo periodo però la situazione è diventata ingestibile: lui sta passando un periodo di depressione (a detta sua) e di ansia. Premettendo che anche in passato ne ha avuti, in quest'ultimo la mia vita si è annullata completamente per far fronte ai suoi problemi.
Mi chiede di passare giornate intere insieme, venendo o lui a casa mia o io alla sua e le giornate passano con lui che gioca con il telefono mentre io sono lì ad "arrangiare" il tempo, se chiedo di aiutarmi in qualcosa o fare qualcosa di mio, lui si lamenta dicendo di vedermela da sola o di farlo un'altra volta.
Siamo stati in vacanza un paio di giorni con i miei e non ha fatto altro che lamentarsi di tutto, che non riesce a studiare o di quanto la mia famiglia sia pesante, per non parlare che se volevo fare un sorso di birra con i miei, lui me lo vietava dandomi dell'esagerata (mentre lui può fumare come un turco).
Altra questione particolare è che di recente ho stretto molto con dei suoi amici, in particolare uno con cui rido e scherzo e questa cosa a lui da fastidio, dicendo che il nostro atteggiamento sembra ambiguo! Quando io con questo ragazzo (anch'esso fidanzato) mi sento un po' di respirare e di divertirmi come è giusto per la mia età... E sopratutto non abbiamo nessun rapporto se non quello di vederci quando loro si vedono, quindi in comitiva.
Oggi ho detto tutto questo a lui e "senza perdere tempo" (a detta sua) mi ha concluso chiedendomi cosa volessi fare con la nostra relazione perché lui ora ha questo problema e non sa quanto ci vorrà a risolverlo. Io mi trovo in un vicolo ceco perché io lo amo, vorrei divertirmi con lui ma è cambiato. L'ho sempre aiutato a superare queste ansia, depressioni e paure e volevo anche accompagnarlo da uno psicolo della zona quando me lo ha chiesto... Ma si è sempre rifiutato perché non voleva dirlo ai suoi!
Vi chiedo un'aiuto disperato perché non so cosa fare più, ho continui attacchi di panico e soffrendo d'ansia questa cosa mi sta uccidendo perché io vorrei aiutarlo ma mi sto distruggendo....

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Miglior risposta 22 AGO 2020

Gentile Giusy, l'unico aiuto valido che può dare al suo ragazzo è suggerirgli di andare da uno specialista. Da quanto scrive risulta che lei questo lo ha già fatto, dunque non può fare altro. Del resto il ruolo di una compagna non è quello di psicoterapeuta o di crocerossina e, sicuramente stare accanto a questa persona in qualità di accompagnatrice, annullandosi dietro alle sue richieste non farà altro che peggiorare la situazione del suo fidanzato nonché la sua che peraltro mi sembra già abbastanza complicata. Le consiglio di cominciare a prendersi cura di sé stessa e dei suoi problemi personali (attacchi di panico ecc.), intraprendendo un percorso psicologico che la possa aiutare a fare un po' di chiarezza in sé stessa e a capire meglio quali sono i suoi bisogni ed i suoi obiettivi . Le faccio tanti auguri e resto a disposizione per consigli ed informazioni.

Dottoressa Daniela Noccioli Psicologo a Cascina

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24 AGO 2020

Buongiorno Giusy,
le sue parole fanno ben comprendere la difficile situazione in cui si trova.
La prima cosa che Le dico è che è stata molto brava, finora, a stare accanto al Suo ragazzo nelle varie crisi che ha avuto in questi anni. Non è semplice, soprattutto se si tratta di depressione, stare vicino a chi si ama.
Ora però qualcosa è diverso, rispetto al passato. Lei sente esigenze diverse, ha forse esaurito le Sue energie di supporto e ha bisogno di essere anche Lei al centro dell'attenzione e delle cure di qualcuno. Legittimo e assolutamente naturale. Ora la priorità diventa Lei, in ogni Suo bisogno. I Suoi attacchi di panico sono importanti tanto quanto le crisi di ansia e di depressione del Suo ragazzo. Se ora anche Lei sta male, è su di Lei che deve concentrare le Sue energie, prima che sugli altri. Anche perchè lui non intende essere aiutato da nessun professionista e Lei non può certo continuare ad annullarsi o "farsi violenza" per un'impresa impossibile (se lui non vuole guarire, ogni Suo sforzo sarà vano) e dannosa per la Sua stessa salute.
"Mi sto distruggendo"....più chiaro di così non potrebbe essere. Accantoni per un attimo la Sua missione, si concentri sulla Sua salute, intraprendendo, se è il caso, un percorso di aiuto e sostegno con un Professionista. Si occupi della Sua ansia, del Suo panico; ritrovi un equilibrio sereno con sè stessa. E solo poi, veda come evolve la situazione con il Suo fidanzato.
Oltretutto, questo senso di "possesso" che si coglie fra le righe, che il suo ragazzo ritiene legittimo nei suoi confronti....va controllato e gestito, per evitare che diventi qualcosa di più potente e possa generare situazioni più gravi. Lei ha diritto alla Sua vita, alla Sua salute, ai Suoi spazi e ai Suoi amici, tanto quanto ne ha diritto lui. Lavori anche su questo con il Professionista che contatterà, perchè è di fondamentale importanza.
Non si metta mai sullo sfondo; in una relazione paritaria e sana, le priorità sono sempre sullo stesso livello, quelle di tutti. Non sono unilaterali.
Resto a disposizione.
La abbraccio, in bocca al lupo.
Serena

Dott.ssa Serena Brunelli Psicologo a Ravenna

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24 AGO 2020

Salve Giusy,
in base a quanto scrive, comprendo che fino ad ora ha fatto diversi passi per aiutare il suo ragazzo e cercare di fare andare avanti la vostra relazione.
Ma forse a questo punto le questioni in gioco sono diverse:
- potrebbe essere di sostegno al suo ragazzo nell'affrontare questo momento difficile ma non sarebbe di aiuto né per lei né per il suo compagno sostituirsi ad un intervento o percorso con un professionista.
- potrebbe fare un percorso di sostegno lei per essere aiutata nella presa di decisione e per meglio comprendere i suoi sentimenti, le sue emozioni e i suoi obiettivi personali (ciò che la fa sentire bene e realizzata e le prospettive per il suo futuro).
- poi c'è la dimensione di coppia e anche lì subentrano sia la parte progettuale che i desideri che entrambe avete collocato in questa relazione. A tal proposito potrebbe essere utile o fare un punto della situazione (qualora ci fosse disponibilità e una buona comunicazione da entrambi i lati) o intraprendere un percorso di coppia qualora capiate che il desiderio di stare insieme c'è ma non sapete come confrontarvi o avete bisogno di un punto di vista esterno.
Spero di esserle stata utile e le faccio i migliori auguri per un ritorno ad un a vita serena sia individuale che di coppia.

Dott.ssa Maria A. Chiorazzi

Dott.ssa Maria A. Chiorazzi Psicologo a Milano

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23 AGO 2020

Buon pomeriggio Giusy
mi sembra di capire che l unico modo per aiutare il suo ragazzo è quello di consigliargli un percorso psicologico e questo l ha già fatto. È impossibile aiutare una persona che non intende essere aiutata. Credo sia più auspicabile pensi a se e a risolvere i problemi di cui parla (attacchi di panico e ansia) così da fare chiarezza di quelli che sono i suoi bisogni sentiti come emergenti. A disposizione, la saluto cordialmente

Dott.ssa Jessica Agnelli

Dott.ssa Jessica Agnelli Psicologa Psicologo a Santa Teresa

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22 AGO 2020

Salve Giusy.
Prendersi cura di qualcuno con cui si ha un legame così profondo non é semplice.
Le relazioni si trasformano e prendono delle pieghe diverse, poiché cambiano interessi e bisogni nel corso dell'evoluzione personale, e di coppia, nel tempo vitale.
Se lei ha provato a tenere vivo il rapporto con il suo ragazzo e dare un supporto credo che debba trovare il modo di intervenire con una linea diversa e più morbida, provando a toccare le corde giuste affinché il suo ragazzo possa prendere in considerazione l'idea di avere un sostegno.
Potete anche prendere in considerazione l'idea di un percorso di coppia, così come lei può decidere di farsi aiutare da qualcuno e farsi indicare la strada giusta se deciderà di stare accanto a questo ragazzo.
A prescindere un supporto anche per lei non sarebbe cosa errata.
Resto a disposizione per qualsiasi informazione.
Dott.ssa Maria Cristina Gentile

Dott.ssa Maria Cristina Gentile Psicologo a Vomero

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22 AGO 2020

Buongiorno Giusy,
aiutare gli altri, anche quando si tratta delle persone più care, è difficile se loro stessi non lo desiderano, se non si fanno aiutare. Lei ci tiene molto alla relazione, ce la sta mettendo tutta, ma la continua frustrazione sta avendo delle conseguenze sul Suo benessere. Chiaramente non vuole essere limitata, non vuole farsi trascinare nella depressione.
È evidente che il Suo ragazzo ha bisogno di aiuto. Allo stesso tempo Lei ha capito che ha fatto tutto quello che era nelle Sue possibilità. Potrebbe dirgli che ci tiene molto a lui e al Vostro rapporto e che non sa come aiutarlo, che forse si potrebbe rivalutare l'idea di rivolgersi a uno psicologo. Analogamente, se avesse male ai denti, non andrebbe dal dentista? Se il problema è economico, le possibilità sono due. O prende il coraggio e parla con i suoi genitori (si saranno accorti che non sta bene, nel caso peggiore gli dicono di no) o si rivolge al servizio pubblico (tramite il medico di base o in consultorio).
Se la situazione non si sblocca e se Lei continua a provare molta ansia, potrebbe chiedere un aiuto professionale per se stessa, a prescindere da quello che decide di fare il Suo ragazzo. E intanto continui a uscire con gli amici e a coltivare le relazioni che La fanno stare bene, a divertirsi. Non si aiuta una persona depressa diventando depressi.
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dr.ssa Katarina Faggionato Psicologo a Vicenza

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22 AGO 2020

Buongiorno, si trova bloccata in una situazione esistenziale di stallo, in cui le possibilità d'azione e il raggio di movimento sono ridotti. Le soluzioni che propone (Ad es, psicologo) non sono accolte come possibili per impedimenti sentiti come esterni, la progettualità Futura sembra ad oggi preclusa e inficiata ("Ora è così e non sa per quanto tempo...") e ciò su cui si reggeva e si manteneva, ovvero una relazione con complicità e divertimento, è ora radicalmente differente. Le fonti di co-percezione e leggerezza esterne sono precluse o percepite come minacciose (l'amico). Capisce bene che in una situazione del genere, percepire ansia e preoccupazione per il futuro, e sintomatologie fisiche di costrizione, mancanza d'aria e paura è coerente e non così impossibile da credere! Naturalmente non è possibile agire sul Suo partner (dovrà farlo lui in prima persona, se lo desidera, eventualmente col supporto che Lei ha già dimostrato di voler dare) ma è possibile, per Lei, un percorso volto alla messa a tema di quanto elencato sopra. Gli aspetti di progetto e di esperienza vissuta, se portati alla luce e resi oggetti di lavoro terapeutico, Permettono di appropriarsi di una serie di significati che danno senso alla Sua sintomatologia e la contestualizzano, risolvendola e dandoLe gli strumenti per decidere in modo autentico e identitario per il Suo futuro. Provi a valutare l'idea di contattare un terapeuta per un percorso. In bocca al lupo, DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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