Non so cosa fare e mi sento una persona orribile per quello che ho fatto

Inviata da Anonimo · 17 feb 2021

La storia che vorrei raccontare è forse un pochino troppo lunga, ma cercherò di spiegarmi in breve. Poco più di 4 anni fa ho conosciuto un ragazzo, il primo che abbia mai avuto, e del quale mi sono fin dal primo istante innamorata quasi disperatamente. Abbiamo avuto una relazione molto lunga insieme, più di quanto mai mi aspettassi dato che appunto era la mia prima relazione ed era già da subito stata seria, in parte proprio perché io non vedevo nessun altro al di fuori di lui e facevo letteralmente qualsiasi cosa, perdonavo qualsiasi cosa pur di stare con lui, tant'è vero che i miei amici e familiari fin da subito mi hanno detto che fosse sbagliato il mio comportamento perché ero troppo "buona" e "cieca" davanti a certi suoi comportamenti. Nonostante tutto la nostra relazione è durata più di 3 anni tra alti e bassi, separazioni e riunioni. Circa un anno fa ci siamo lasciati definitivamente, anzi, ha preso lui la decisione di lasciarmi (come aveva già fatto altre 2 volte prima, sempre però tornano sui suoi passi e chiedendomi di tornarci insieme, cosa che io ogni volta ho accettato, tranne quest'ultima). Tutto viene compreso molto meglio se aggiungo il fatto che da due anni la nostra relazione era diventata a distanza, poiché lui aveva deciso di andare a studiare all'estero. Le cose andavano "male" tra di noi, forse solo perché la distanza ci aveva allontanati più di quanto pensavamo di poter sopportare o semplicemente perché eravamo cambiati e cresciuti entrambi in modi diversi. Un giorno dell'anno scorso litighiamo per un motivo del tutto inutile e futile e lui sbotta dicendomi che non gliene importava più nulla, che si vedeva che a me non interessava più e che non voleva più avere nulla a che fare con me, che voleva che finisse tutto. Io, ovviamente, ho cercato di fargli cambiare idea, o perlomeno ho tentato di capire quali fossero i suoi motivi, perché davvero mi sembrava impossibile finire una relazione di 3 anni e più per un motivo così poco importante (ovviamente assumo le mie colpe dicendo che anche io ero arrabbiata e che ho risposto seguendo l'orgoglio e che alcune cose le ho dette senza pensare). Mentre ci stavamo scambiando messaggi nei quali lui confermava di voler chiudere e io che cercavo di negare le sue accuse, lui mi ha bloccata improvvisamente, nel mezzo del discorso. Così ovviamente non ho più potuto avere spiegazioni, perché appunto era chiaro che non volesse parlarmi. Due giorni dopo tutto questo gli ho mandato un altro messaggio su un altro social, chiedendogli se volesse seriamente finire tutto così. Ho aspettato tutto il giorno una sua risposta che non è arrivata fino a quando, pensando che non avrebbe mai più risposto, ho deciso di cancellare il mio messaggio. A quel punto lui ha inviato nella mia chat dei messaggi lunghissimi in cui indicava tutti i motivi che per settimane (come diceva lui) aveva pensato e che gli avevano fatto trovare la soluzione definitiva di lasciarci. In questi messaggi diceva come vedesse che tra di noi non ci fosse più la stessa complicità di un tempo, come vedesse che io ero cambiata e diventata più indipendente (proprio perché dopo i suoi continui allontanamenti e avvicinamenti avevo cominciato a cambiare, a non assecondare più ogni sua decisione, perché tante volte ero rimasta ferita dalle sue azioni che sembravano molto spesso prendere in considerazione solo il suo volere, e non quello di entrambi). Dopo quei messaggi c'è stata una lunga conversazione in alla fine della quale ho accettato la sua scelta e gli ho detto che anche se non volessi lasciarlo, evidentemente non ero la persona giusta per lui, perché come aveva indicato nei suoi messaggi, c'erano tante cose che non andavano più secondo lui, sia in me sia nella nostra relazione. Passarono due mesi e lui mi ricontattò, e però decisi di non rispondere ai suoi messaggi, perché mi ero stancata del tutto, e non volevo più tornare indietro, anche semplicemente per parlargli, perché sapevo che ci sarei stata molto male, dato che era ancora "una ferita aperta". Passarono i mesi estivi e autunnali, e io finalmente ero quasi guarita, certo non dico che non ci pensassi più o che fosse completamente superato, ma perlomeno stavo bene e mi sembrava finalmente di essere uscita da un lungo tunnel. Il giorno prima della vigilia di natale però lui mi ricontattò, chiedendomi come stessi, cosa facessi. Io ho cercato di rispondere più educatamente possibile, augurandogli buone feste e che speravo il meglio per lui in tutto, ma che purtroppo volevo che non mi scrivesse più e che mi lasciasse stare per sempre. Avevo pensato molte volte prima di restare sua amica, anche mentre ci stavo insieme, perché ero così tanto innamorata di lui, che l'idea di perderlo definitivamente mi spezzava il cuore, perché oltre al mio ragazzo era anche il mio migliore amico. Nonostante questo in quel momento ho realizzato che non fosse giusto, non più, per me stessa, continuare ad averlo nella mia vita, perché significava avere sempre un coltello pronto a tagliarmi ogni volta che cercavo di guarire, anche se i rapporti fossero stati sereni. Lui insistette e cercò di capire per quale motivo l'avessi tagliato fuori così del tutto e perché non volessi più che mi scrivesse o che fosse nella mia vita, al contrario di tutte le cose che avevo sempre detto in passato. Più volte gli ho chiesto per favore di lasciarmi perdere, ma lui non ascoltava e io ammetto di essere stata arrabbiata, ferita forse, e di aver risposto in modo pungente alle sue domande: fino al punto in cui l'ho bloccato su tutti i social che che avessi, in modo che non mi contattasse più. Ci sono rimasta molto male io per prima, soprattutto perché mi sentivo in colpa per le cose che avevo detto e per come avevo chiuso tutto, ma non ce la facevo più, erano passati 9 mesi e lui tornava ancora una volta.
Fino a che non arriviamo a questi giorni. Pochi giorni fa mi ha scritto nuovamente con un account fake chiedendomi di non bloccarlo anche lì senza prima aver letto i molti messaggi che mi aveva inviato.
In questi messaggi spiegava di avere un tumore.
E che il giorno che l'aveva scoperto era pochi giorni prima che decidesse di lasciarmi, circa 10-11 mesi fa.
A questo messaggio mi è crollato il mondo addosso, e sono scoppiata a piangere, perché il senso di colpa, oltre al dolore che provavo nei suoi confronti, è grandissimo. Senza contare il fatto che non posso credere che possa essere successo proprio a lui, a lui che era il mio ragazzo, il mio primo ragazzo.
Dopo delle ore ho deciso di mettermi a scrivere una risposta che fosse giusta, sia per lui, perché non posso nemmeno immaginare cosa si provi a scoprire di avere una malattia del genere, ma anche e soprattutto per me.
Sono stata dura forse, ma sincera al massimo, dicendogli che nonostante volessi offrirgli il mio aiuto, non avrei potuto, perché non era più il mio momento. Era stato lui a decidere di mettere un punto alle nostre strade, non mettendomi al corrente di una cosa così grave, in un momento in cui avrei potuto stargli vicino, perché avrei fatto di tutto letteralmente per lui, anche cercare di distrarlo dallo stare male. E per questo gli ho spiegato come pensassi che non fosse giusto che ora, dopo tutti questi mesi, lui tornasse da me, scrivendomi dei messaggi, dicendomi una cosa così ENORME, e che io non avrei mai voluto saperla. E che non volevo più saperne niente, che sebbene avessi voluto con tutta me stessa tornare e offrirgli il mio sostegno, non potevo, per me stessa. Perché non potevo cancellare tutti i passi avanti che avevo fatto in quei mesi per mettermi questa relazione alle spalle.
Ho pianto mentre scrivevo quella risposta, ma sentivo che erano le cose giuste da dirgli, essere onesta con lui e parlargli con il cuore in mano.
Però ora sono logorata dai sensi di colpa, e non faccio che rileggere i messaggi che aveva scritto il giorno che ci siamo lasciati e a non pensare che lo stesse facendo per quello che aveva appena scoperto. Ha sbagliato è vero, ma ho sbagliato anche io, e mi sento una persona orribile per le cose che ho detto e pensato, per la risposta che gli ho dato. Perché sono così egoista da non voler offrire il mio aiuto ad una persona malata. Questa cosa sono sicura che la proverò per il resto della vita, ma il problema è che non so cosa fare.
Non mi sembra giusto lasciare le cose così, ma non mi sembra nemmeno giusto cercarlo e tornare a scriverci come prima, soprattutto perché ora non provo più amore per lui, solo tanto tanto dispiacere.
Le persone vicine a me sono tutte dalla mia parte, soprattutto perché conoscono tutta la storia e dicono che in base a come si è sempre comportato lui, è giusto come ho agito e risposto, ma io non riesco a trovare una giustificazione.
Mi sento un mostro per quello che ho fatto e sto facendo lasciandolo solo.
Cosa dovrei fare?

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Miglior risposta 17 FEB 2021

Cara/o anonimo,
Mi sono immedesimata tantissimo nella sua sofferenza , che emerge dalle sue parole in modo fortissimo .
Non mi sembra un atto mostruoso non voler tornare insieme ad una persona per cui non prova più amore , ma solo dispiacere .
Nessuno può dirle quale sia la scelta corretta, ma forse un colloquio con uno psicologo potrebbe aiutarla a chiarirsi le idee e a ritrovare un equilibrio emotivo
Resto a disposizione

Maria Chiara Paladini Psicologo a Napoli

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