Non so come dire alla mia famiglia che vorrei andare da uno psicologo.

Inviata da Anonimo · 13 ott 2020

Salve a tutti,
Sono un ragazzo di 20 anni e sono anni ormai che affronto dei problemi personali che vanno dalla depressione all'ansia sociale. In più, ho problemi ad integrarmi con il resto dei miei coetanei, e sebbene avessi degli amici, non sempre mi sento vicino a loro e il tutto mi fa sentire una persona strana, non meritevole di attenzioni o di felicità. Ho difficoltà a parlarne con i miei genitori in quanto una parte di me ha paura che non mi prendano sul serio, in quanto è già capitato in passato che io raccontassi loro di degli attacchi di panico di cui soffrivo al tempo, e purtroppo non mi diedero ascolto. Vorrei provare con delle consulenze nell'ASL locale, ma vorrei prima parlarne con loro. Potreste per favore darmi dei consigli per superare quest'ansia da prestazione?

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Miglior risposta 24 OTT 2020

Gentile anonimo,
se lei, come sembra, ha sufficiente consapevolezza dell'importanza di una psicoterapia per superare i problemi di ansia sociale, bassa autostima e depressione dell'umore di cui soffre, dovrebbe provare ad argomentare adeguatamente ai suoi genitori la sua esigenza di benessere dal momento che molto probabilmente, come già è accaduto in passato, tali tematiche sono da loro sottovalutate.
Qualora, nonostante ciò, non dovesse ottenere il loro sostegno (anche economico) cerchi comunque di giovarsi dell'aiuto psicologico dell'Asl salvo ad integrare il percorso terapeutico con le proprie risorse appena sarà nella condizione di poterlo fare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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11 NOV 2020

Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Immagino debba essere davvero complesso non potersi sentire libero di esprimere una propria esigenza ai genitori. Una domanda che vorrei porle è: se lei ritiene di avere urgenza di un percorso psicologico, perchè ha bisogno di sentire che gli altri la prendano sul serio? Cosa significa, inoltre, per lei poter correre il rischio di sembrare una persona strana? Ritengo che questi siano solo alcuni degli interrogativi che necessitino delle risposte anche per comprendere l’origine ed i fattori di mantenimento dei suoi sintomi.
Faccia un bel respiro, esponga il problema e non badi alle reazioni degli altri: potrebbero essere anche meno negative del previsto.
In bocca al lupo.
Cordialmente, dott. FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice Psicologo a Roma

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9 NOV 2020

Buongiorno,
è un Suo diritto ricevere sostegno psicologico o intraprendere una psicoterapia se ritiene di doverne usufruire. Essendo poi maggiorenne è libero di contattare uno psicologo/psicoterapeuta sia tramite servizio pubblico che privato.
Cari saluti

Dr. Giuseppe Iannone Psicologo a Monza

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22 OTT 2020

Buongiorno,
arriva forte il bisogno di essere accettato e la necessità che la sua sofferenza venga validata dai suoi genitori e secondo me questo è un aspetto da affrontare eventualmente dovesse iniziare un percorso. Possono esserci dei momenti nella vita in cui se sentiamo una necessità, dobbiamo darle ascolto con o senza il consenso degli altri. Mettere il suo benessere davanti a tutto è amor proprio, e vedrà che col tempo integrerà tutto il resto.
Un abbraccio
Dott.ssa M. Francalanci

Dott.ssa Martina Francalanci Psicologo a San Miniato

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21 OTT 2020

Salve, comprendo la difficoltà di esporre le proprie fragilità ma forse tra i due genitori ce né uno con il quale si riesce a dialogare meglio. Il primo passo per affrontare il timore di esporsi è cercare nei ricordi del passato: " Quella volta che ho avuto la stessa paura e sono riuscito a superarla", ci sono state sicuramente negli anni della crescita momenti duri e la memoria suggerisce quali strumenti si è stati capaci di mettere in atto. Può aiutare prepararsi gestendo l'emozione che suscita l'idea di vivere quel momento. In altre parole osservare il proprio stato emotivo dall'esterno e individuare che tipo di emozione è, darle un nome ad esempio ansia , paura, impotenza o altro. Dopo aver nominato l'emozione è possibile andare a sentire nel proprio corpo, dove si trova l'emozione? Ad esempio: "Sento questa emozione e ho la sensazione che si chiuda lo stomaco", oppure: " Mi sembra di percepire un groppo alla gola", o ancora: "La testa è diventata più pesante". Individuata la zona di localizzazione dell'emozione si va a sentire che forma ha quest'emozione? E' come un sasso duro che occupa spazio superficialmente o in profondità? O forse è come una palla morbida di pasta un po' indigesta? A questo punto ci si aiuta facendo dei respiri profondi ed immaginando che attorno al dolore / tensione l'ossigeno arrivi proprio lì e aiuti a far spazio attorno, lavorando bene attorno al punto localizzato, piano piano si può percepire minor tensione e insistendo quotidianamente si sente che vengono meno ansia e dolore, l'emozione diventa più accettabile. A questo punto si è pronti a dialogare con i genitori con calma ed esponendo il proprio disagio. A volte succede che i genitori minimizzano determinate richieste perché non hanno consapevolezza della fatica che affrontano i figli durante la crescita, o forse sono troppo presi da preoccupazioni economiche, di lavoro e di salute. A volte il timore di dover affrontare spese impreviste in periodi di ristrettezze economiche non consente loro di dare la giusta rilevanza alla richiesta dei figli, illudendosi che forse le cose passeranno con il tempo. In alcune ASL esistono dei consultori o punti giovani dove accolgo gratuitamente i giovani anche a 20 anni e a volte con un ticket minimo.
Silvana Perino

silvana perino Psicologo a Pinerolo

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14 OTT 2020

Buonasera, succede spesso di avere difficoltà Di far comprendere ai genitori il bisogno di farsi aiutare da un professionista ma credo che sia necessario in caso di panico e malessere emotivo e personale.
Non conosco bene le dinamiche familiari ma credo che con la chiarezza e onesta sul proprio stato di salute, un genitore attento e aperto possa capirlo e appoggiarti come potrà. Usa una comunicazione efficace.
Buona fortuna

Dott.ssa Emilj Di Francesco Psicologo a Urbino

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14 OTT 2020

Caro A., dalla descrizione immagino una personalità introversa. Forse non hai avuto sostegno adeguato a livello paterno. I casi sono due: se hai problemi economici puoi rivolgerti alla ASL ma non sperare, di questi tempi, più di qualche colloquio. Meglio integrare con un gruppo di auto-aiuto, ci sono in tutte le città. Se hai solo paura a parlarne, beh, puoi anche non dirglielo, ormai sei maggiorenne. Non mi sembra che ti abbiano aiutato più di tanto. Non è un giudizio, sicuramente pensano di far bene, ma è tempo che tut ti renda conto di come stanno le cose. Resto a disposizione, auguri!
LT

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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14 OTT 2020

Buongiorno, ciò che ha espresso chiarisce la consapevolezza del suo vissuto e la richiesta di aiuto per affrontare tale sofferenza. Tutto ciò non si può affrontare con dei semplici consigli, ma richiede un percorso di crescita personale su diversi fronti. Il benessere psicologico è alla base di una vita serena

Dott.ssa Nadia Pagliuca Psicologo a Torino

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14 OTT 2020

Buongiorno,
certamente non è facile affrontare questa situazione! Mi sembra che oltre alla paura del pregiudizio nel confronto della professione di psicologo, ci sia qualcosa di più profondo che le fa temere di non avere considerazione e ascolto da parte dei suoi genitori. Sicuramente questa paura e questa insicurezza nasce dalla vostra relazione e si protrae in tanti altri ambiti della sua vita. Tuttavia non esiste un "modo giusto" per affrontare questo discorso e per affrontare i suoi genitori. Quello che le consiglio è di parlarne e discuterne con il professionista a cui si rivolgerà, e che potrà aiutarla a risalire alle cause di questa paura e aiutarla a costruire delle strategie che possano rendere l'ansia gestibile e il discorso affrontabile.
Resto a disposizione,
a presto
Dott.ssa Taddio

Mind Lab Psicologo a Trofarello

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14 OTT 2020

Buongiorno,
purtroppo ancora oggi la sofferenza mentale non sempre è accolta con la giusta considerazione. Spesso è sminuita o relegata all'idea che è qualcosa che passerà da sola, come forse è avvenuto nel caso dei suoi genitori quando ha detto che soffriva di attacchi di panico. Altre volte è oggetto di esclusione e pregiudizi da parte degli altri o di negazione da parte di chi ne soffre perché può far paura. Il fatto che lei riconosca questa sofferenza è già una grande risorsa, il coraggio di accettarsi e vedere le proprie difficoltà non è da tutti. Credo che con questa consapevolezza il passo verso la presa di decisione di parlarne con i suoi e intraprendere un percorso di sostegno psicologico, non tarderà ad arrivare.
Buon coraggio!

Cordiali saluti
Dott.ssa Maria Angela Chiorazzi

Dott.ssa Maria A. Chiorazzi Psicologo a Milano

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14 OTT 2020

Buongiorno,
Credo sarebbe opportuno comunicare semplicemente le proprie esigenze, quando si ha una difficoltà organica normalmente si consulta un medico generico o specialista, quando viceversa si ha una difficoltà psicologica lo specialista di riferimento è lo psicologo.
Lei ha già raggiunto la maggiore età, di conseguenza può rivolgersi direttamente ad un servizio pubblico o privato senza problemi,
Cordialmente
Dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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14 OTT 2020

Buongiorno,
leggendola mi arrivano forti da una parte il bisogno di riprendere in mano la sua vita ed aiutarsi ad uscire da una situazione che ormai da tempo le procura disagio e sofferenza, dall’altra il bisogno che i suoi genitori la vedano, la riconoscano e la sostengano in questo suo bisogno.
Mi colpisce inoltre che lei abbia comunque deciso che comunicare loro la sua decisione sia passo imprescindibile all’effettivo inizio del suo percorso, pur tenendo conto che la loro reazione potrebbe non corrispondere a quella da lei desiderata. E che quindi aprirsi a loro e cercare di ottenere un contatto autentico e trasparente sia comunque preferibile rispetto al non renderli partecipi del suo sentire. Immagino quindi che avere il supporto delle persone che sono a lei più care rappresenti una spinta (ed una rete di sicurezza) in più per il passo coraggioso che ha deciso di fare.
Come suggerito dalle mie colleghe, credo che l’unica “strategia” possibile sia quella di parlare loro apertamente, esprimendo in maniera autentica quelle che sono le sue difficoltà ma anche i suoi bisogni. Sulla loro reazione non può esservi certezza, ma quello che può fare è cercare di rimanere ancorato al suo sentire e alla consapevolezza dell’importanza della scelta proattiva che ha fatto, ovvero cominciare a prendersi cura di se stesso.

La ringrazio per la sua condivisione,
buona fortuna.

Dott.ssa Caterina Berti

Dott.ssa Caterina Berti Psicologo a Torino

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14 OTT 2020

Buon giorno carissimo, credo che nella vita bisogna prendere il coraggio e autonomamente, fare le proprie scelte. Se lei pensa di avere bisogno di aiuto psicologico beh, lo chieda, vada all'ASL locale senza porsi tante domande, senza chiedersi cosa potrebbero dire o addirittura pensare. L'ansia spesso è frutto di pensieri e immagini distorte che ci facciamo da soli, sulle cose, in generale. Loro sono li per le persone come lei, che necessitano di una consulenza o dì una terapia e sapranno consigliarla al meglio. Per quanto riguarda i suoi genitori, purtroppo deve sapere che in merito a certe problematiche, molte persone sottovalutano sia il problema che il tipo di cura, a volte si hanno anche dei pregiudizi in merito, ma lei ha bisogno di qualcuno che l'aiuti, Lei è una persona adulta faccia le sue scelte in autnmia, come tutte le persone adulte e vada con coraggio verso lo stare bene, perché la cosa importante è stare bene,. Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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14 OTT 2020

Buongiorno,
Mi colpisce molto che lei abbia definito la preoccupazione di aprirsi con i suoi genitori "ansia da prestazione". Vede l'ansia da prestazione fa riferimento alla paura di non essere all'altezza, alla paura di essere giudicato come sbagliato, mentre lei in questo caso sta cercando qualcuno a cui chiedere aiuto, a cui poter mostrare le proprie fragilità per come è fatto dentro, per quello che "sente". Quello che lei sente non ha nessun criterio di giudizio, è così in essere. A volte i genitori per cercare di far stare meglio i figli possono dire "non essere triste" ma essere tristi non è certo qualcosa che desideriamo essere, ci accade e basta. Potrebbe essere che quel genitore si senta triste anch'egli per la tristezza del figlio e per questo voglia eliminarla. Allora se si parte dal presupposto di voler tentare di eliminare la tristezza bisogna provare a capire da dove viene, perché purtroppo non è possibile semplicemente scegliere di essere felici.
Mi auguro di averla aiutata, nonostante il metodo sia un po riduttivo.
Buon percorso


Dr.ssa
Michaela Mortera

Dr.ssa Michaela Mortera Psicologo a Civitanova Marche

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14 OTT 2020

Buongiorno, una comunicazione di questo tipo potrebbe aiutarla: Cari genitori, quando si ha mal di stomaco si va dal gastroenterologo, quando si avverte un dolore alle articolazioni si consulta un ortopedico. In questo periodo mi sento spesso in ansia e quindi vorrei consultare uno psicologo. So che voi non conoscete bene questa figura oppure vi sembra inutile, per questo se vorrete vi invito a venire con me e lui lei vi spiegherà tutto sciogliendo i vostri dubbi. Avrei potuto nascondervi la cosa, ma poiché siete importanti per me ed io mi ritengo una persona responsabile ho deciso di parlarvene.
In questo modo lei coinvolgerà i suoi genitori e poi, indipendentemente dalla loro reazione, qualsiasi essa sia, lei farà quello che è importante per la sua salute.
La saluto cordialmente
Dott.ssa Alessandra Monticone

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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13 OTT 2020

Gentile,
Credo che piú che il parlare della richiesta di aiuto ad un professionista ai suoi genitori, il timore nasca dalla percezione che loro non possano accogliere il Suo malessere, ha paura che lo sottovalutino, al contrario Suo. Lei tiene al fatto che i suoi genitori siano dalla Sua parte, come é giusto che sia, ma il fatto che, infondo, sente che non lo siano, lo fa star male.
Ognuno ha pareri diversi rispetto a ciò che accade nelle nostre vite, ognuno percepisce e reagisce a modo Suo. Non si senta sbagliato; parli apertamente ai Suoi genitori della Sua esigenza e del malessere che prova e che si sta portando dietro da tempo. Loro potranno essere d'accordo o meno con le Sue esigenze, ma Lei deve concentrarsi sui Suoi bisogni. Faccia capire loro di quanto non stia piú bene e di come vuole a tutti i costi elaborare ciò che Le causa disagio, con un aiuto professionale, per poter vivere bene.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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