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Maria

Inviata da Mari il 8 nov 2019

Buonasera, sono una donna di 38 anni. Da due mesi a questa parte soffro di alcuni disturbi gastrointestinali. Inizia tutto a settembre, vado in pronto soccorso per un dolore al fianco sinistro. Dopo la visita l'esito è ingrossamento del rene sinistro e dolore addominale. Dopo qualche giorno faccio gli esami del sangue e sono perfetti. Faccio ecografia all'addome e l'esito è che gli organi sono tutti nella norma, qualche cristallo nel rene sinistro.
Da li in poi il fastidio addominale non mi molla, anzi. Sento la fame ma non ho voglia di mangiare. Ho sempre un solo pensiero, di avere una brutta cosa. Ho fatto la visita dal gastroenterologo 2 volte e lui dice che soffro di spiccata aerofagia dovuta da stress. Andrò a fare una gastroscopia tra qualche giorno. A casa ormai sono mentalmente assente e la mia famiglia ne risente. La notte non dormo per la preoccupazione. Sono in uno stato ansioso. Anche il mio intestino ne sta soffrendo.
Devo dire che ho perso una persona cara quest'anno ed è da quel momento in poi che è iniziato tutto. I primi periodi meno e ora sempre di più.
Non so cosa fare, potete darmi qualche consiglio?
Grazie e scusate lo sfogo

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Gentile Maria,
come lei stessa ha rilevato, vi è uno stretto collegamento tra il lutto per la perdita della persona cara e il manifestarsi della sua sintomatologia.
Premesso che è bene escludere cause organiche con accertamenti medici che lei sta completando, si tratta di somatizzazione da ansia ipocondriaca per cui il consiglio è di intraprendere un percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Maria,
come lei stessa a scritto c'è una correlazione tra lutto e disturbi somatici.
Tutto ciò che è mentale è anche corporeo.
Prima di ogni diagnosi psicologica, E' comunque indispensabile escludere problemi di natura organica, è lei ha fatto benissimo a sottoporsi ad esami medici.
Molto spesso il corpo ci da segnali importanti che noi dovremmo imparare a cogliere ed accogliere.
Le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico che possa aiutarla nell'elaborazione del lutto, a dare significato ai suoi malesseri fisici e a ritrovare se stessa.
Cordialità
Dott.ssa Jennifer Rizzo

Dott.ssa Jennifer Rizzo Psicologo a Tricase

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Il corpo parla.....gentile Maria!
Se questo lutto l'ha segnata così tanto, il suo corpo le sta dicendo qualcosa. Escludendo le cause organiche, le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico in modo da far affiorare la vera causa del suo malessere. Un'ottimo intervento è l'EMDR. Contatti qualche professionista che applica questo metodo e svisceri i suoi problemi.
Auguri

Dott.ssa Giuliana Leoni Psicologo a Cervignano del Friuli

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Buonasera Mari, è verosimile che l'episodio del pronto soccorso sia stato causato da una effettiva problematica organica (rene ingrossato con cristalli) ma sia stata la miccia che ha provocato, in seguito, un circolo di mancata riconfigurazione identitaria di modalità enterocettive viscerali, di fatto la possibile spia di un malessere e di uno stress che Lei stessa riconosce. Lo stato ansioso e di iper-vigilanza in cui si trova è la conseguenza di questa modalità di mantenere il senso di sè alla luce di un range di attivazione che Le è oggi non familiare, e pertanto, allarmante. Il consiglio più sensato e professionalmente corretto è quello di contattare uno psicoterapeuta con cui iniziare un percorso volto all'individuazione dei motivi della sofferenza. Utile anche il contatto con un nutrizionista che imposti una modalità di nutrirsi che riduca l'aria nell'intestino e nello stomaco, al fine di ridurre la sensazione viscerale di malessere che concorre alla Sua ansia. In bocca al lupo! Cordialmente, DMP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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Ciao Maria, sarò un po' tecnico. la vita si svolge attraversando alcune finestre di cambiamento. Posono essere un po' spostate avanti o indietro, ma si fanno sentire. Sei sulla soglia dei 40 e in questa zona c'è una finestra... A questa età aumenta la probabilità di lutti importanti e si innesta qualche preoccupazione per la vita e per la salute (chi più ci meno). Spesso si è inconsapevoli, queste preoccupazioni non diventano vero pensiero, ma dato che siamo un organismo intero, è il corpo che parla quando non parla la mente. Qualche colloquio con uno psicoterapeuta è senz'altro indicato, con cui valutare il tipo di percorso per stare meglio.

Dott. Bonacina Giampiero - Psicologo e Psicoterapeuta Psicologo a Valmadrera

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Potresti fare dell'ipnosi ericksoniana per elaborare le tue emozioni. Contattami tramite portale per un appuntamento

Dott. Leonardo Mometti Psicologo a Mestre

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Cara Mari, assolutamente non devi chiedere scusa per lo sfogo, anzi.. Credo che forse sia proprio questo il punto. Lo sfogo è necessario!
Escluse le cause organiche e considerata l'ipotesi del gastroenterologo che l'ha visitata ("aerofagia dovuta a stress"), potrebbe cominciare a pensare che lei stia somatizzando il suo dolore legato, come ha detto, alla perdita di una persona cara e a tutto ciò che ne consegue.. Dolore che, forse, non trovando espressione nelle parole ha scelto la via del soma, del corpo, eleggendo l'area della "pancia" che è per antonomasia la sede delle emozioni più istintive e 'carnali' la sua via di espressione.
I lutti vanno pianti, raccontati, condivisi con le persone che ci circondano ma soprattutto, ci si augura, in uno spazio di ascolto psicologico dove può compiersi il necessario lavoro di elaborazione del lutto. Dia voce al suo dolore e vedrà che starà meglio anche a livello fisico. Comprendo profondamente la sua ansia, del tutto incontrollabile, e il suo dolore, si affidi.

Dott.ssa Sara Farese Psicologo a Avellino

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Salve signora Maria.
Può accadere che un dolore indicibile venga sostituito da un dolore nominabile. Il corpo può avere una funzione sostitutiva, lì dove non riusciamo con le parole ecco che subentrano i sintomi. Tuttavia l'ingrossamento del rene potrebbe essere causato da un accumulo di materiale che, non potendo essere depositato altrove, trova posto in una parte del corpo costretta a forte stress che ne provoca ingrossamento. Al contrario, alleggerirsi attraverso la parola per dar significato ai propri vissuti potrebbe essere una buona strada per non disturbare il corpo.
Le suggerisco di rivolgersi da uno psicologo, partire da una consulenza per poi valutare il da farsi.
Buon percorso

Dott. Yari Ferrone
Psicologo, psicoterapeuta in l'Aquila e in Sulmona

Dott. Yari Ferrone Psicologo a L'Aquila

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Buongiorno Mari, come vede lei stessa ha fatto un collegamento tra la perdita di questa persona cara e l'inizio dei suoi sintomi e sicuramente un collegamento c'è. L'addome, la pancia rappresenta il ns cervello emotivo e lei sta somatizzando questo dolore sia a livello emotivo che a livello fisico. Approfondisca pure con la gastroscopia, però dia anche sfogo all'altro dolore quello che arriva dal cuore e dalla mente. Si faccia aiutare da uno psicoterapeuta in questo percorso, mi auguro possa stare meglio presto.
Dottssa Lorico

Dott.ssa Concetta Lorico Esposto Psicologo a Piacenza

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Gentile Mari, i casi sono due. Se il problema è medico non è di nostra competenza, tuttavia le posso dire, perché sono anche naturopata, che molte persone hanno avuto grande sollievo evitando di consumare tutti i giorni ( a volte basta evitare due o tre giorni la settimana) latticini e glutine, cioè sotituire pane-pasta con riso e patate almeno alcuni giorni la settimana. Se invece l'ansia o il disagio psicologico è tale da causare questi sintomi, è evidente che lei dovrebbe avviare una terapia antistress, eseguendo giornalmente quelle tecniche come lo yoga o la mindfulness (insegnata dagli psicologi cognitivo-comportamentale) per ritagliarsi momenti di benessere. Non è cioè sufficiente, ovviamente, seguire qualche buon consiglio.
Cordiali saluti
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Gentile Mari,
la sua descrizione ha i latenza la perdita, l’ansia, Lo stress che mi sembra abbiano dato seguito a manifestazioni sul corpo e a un pensiero continuo di avere una malattia e che stanno invalidando la qualità della sua vita. Alla luce dei riscontri negativi delle indagini esami eseguiti, le consiglio di prendere in considerazione un aiuto psicoterapeutico per conoscere un origine psicologica.
Disponibile per approfondimenti
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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Salve l'apparente assenza di cause organiche e la concomitanza con un evento traumatico quale un lutto farebbero propendere per un movente psichico per il suo malessere, infatti molto spesso affrontiamo sofferenza così indicibili che per esprimersi non trovano altra via che la materializzazione nel corpo. Le suggerisco pertanto di prendere in considerazione l'idea di iniziare un percorso psicoterapico al fine di fare luce e dare forma e parola al suo dolore e poterlo poi affrontare ed elaborare. Resto disponibile per ulteriori chiarimenti. Saluti.

Dottoressa Romano Morena Psicologo a Forlì

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Cara Mari,
La paura di morire a causa di una malattia e la morte di una persona cara hanno certamente un legame tra loro nella tua narrazione. L'amore a volte va contenuto. Dunque occupati così come suggeriscono i medici del tuo sintomo fisico ma soprattutto, affinché non sia questa la modalità di reazione alla perdita, lascia che un professionista ti accompagni nel lavoro di elaborazione del lutto.
Un caro saluto
Dott.ssa Ospite

Dott.ssa Maria Rosaria Ospite Psicologo a Roma

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Cara Maria,
dai dati che lei fornisce sembra trattarsi di una somatizzazione dovuta al lutto recentemente vissuto; o meglio, di un'elaborazione del lutto attraverso, inconsciamente, il corpo. A volte, il corpo lavora al posto della mente, quando la mente è sopraffatta e non ce la fa. E' come se avesse 'spostato' il dolore dalla mente al corpo. Ciò non vuol dire che lei non senta dolore, lo sente realmente ma la sua origine è la psiche. Tuttavia, non è bene che ciò accada; occorre che la mente faccia il suo lavoro di elaborazione, liberando il corpo, perchè alla lunga potrebbe poi ammalarsi davvero, o sviluppare lei una psicosomatosi cronica, con tutte le conseguenze inabilitanti e depressive che questa comporta. Il mio consiglio è di rivolgersi assolutamente ad uno specialista per una eventuale psicoterapia, o comunque degli iniziali colloqui. Cari saluti, drssa Rossella Valdrè

Dr.ssa Rossella Valdrè, Psicoterapeuta e Psicoanalista Psicologo a Genova

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Buongiorno,
da come lo descrive sembrerebbe una reazione psicosomatica legata al lutto, ovviamente si tratta di un'ipotesi da approfondire visto i pochi dati.
Delle volte il dolore di una perdita è troppo forte per essere affrontato, là dove il lutto non viene elaborato, il dolore inizia a farsi strada nel corpo perché forse più facile da sentire. Le suggerisco un percorso di psicoterapia, che le permetta di indagare e prendere consapevolezza di quello che sta succedendo, inoltre essere in due le permetterà di poter accedere al lutto ed elaborarlo.
In bocca al lupo
Dott.ssa Monia Crimaldi
Psicologa psicoterapeuta
Palermo

Dott.ssa Monia Crimaldi Psicologo a Palermo

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