MAMMA TI ODIO

Inviata da alexa · 30 apr 2021

ti odio perché non mi hai mai insegnato nulla,
ti odio perché ho paura di parlare, anche quando tu non ci sei, perché ho paura di sbagliare, perché sei tu mi hai sempre fatto sentire sbagliata
ti odio perché non mi hai trasmesso nessun valore, mi hai detto che a scuola contavano solo i voti, che mi avrebbero giudicato dai miei vestiti e dallo stato delle mie unghie perché chissà cosa penserà la gente
ti odio perché mi hai creato mille insicurezze, perché quando mi guardo allo specchio non mi piaccio, perché dici che ho paura della bilancia e per questo non mi peso mai
ti odio perché non vuoi bene a papà e non lo rispetti
ti odio perché mi hai perso tanto tempo fa, quando per la prima volta li hai visti i miei mostri, me lo ricordo quel momento, erano lì davanti a te, e tu non hai voluto affrontarli, era più facile voltarsi dall’altra parte, e hai lasciato che divorassero una bambina che non aveva il coraggio di chiedere aiuto
oggi ti voglio dire che qualcosa ho imparato, ho imparato che ce la faccio anche da sola
ti voglio dire che mi sento ancora sbagliata e ho paura a relazionarmi con gli altri per paura di non piacere, perché la prima persona a cui non piacevo eri tu
ti voglio dire che ce li ho dei valori, che ho studiato e che no, nella vita non conta prendere bei voti, conta capire quando le persone che hai davanti ti stanno manipolando e saper porre un muro per proteggere i tuoi pensieri da chi ti vuole cambiare
ti voglio dire che ce le ho ancora le insicurezze, e no non ho paura della bilancia perché non sarà un numero a determinare quanto valgo
ti voglio dire che se non ami tu papà lo amo io al posto tuo, con tutti i suoi difetti
e infine ti voglio dire che quei mostri ci sono ancora, ci sono sempre stati, e quando arrivano mi sento ancora come quella bambina che hai lasciato in bagno otto anni fa, che non so dove l’abbia trovata la forza, perché aiutarmi voleva dire mettersi in dubbio come donna e come madre, e a te le sfide non sono mai piaciute.
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questo è solo uno dei tanti testi che scrivo quando sto davvero male. Ci sono i miei pensieri più profondi qua dentro. Crescendo ho paura di diventare come lei, ho paura che un giorno mio figlio possa soffrire come ho sofferto io. Ho 19 anni, e se torno indietro non riesco a ricordare un solo momento di felicità passato con mia madre. Per favore, non ditemi che dovremmo comunicare di più come tutti gli psicologi.
(per capire il testo : quell'episodio dei mostri a cui mi riferisco è forse il punto di rottura che c'è stato nel nostro rapporto, lei mi ha visto in bagno con alcuni tagli e sprezzante mi ha detto GUARDA CHE SE HAI PROBLEMI ANDIAMO DALLO PSICOLOGO, da lì come se nulla fosse mai successo, era un periodo molto buio, a scuola ero vittima di bullismo).

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Miglior risposta 3 MAG 2021

Cara Alexa.
Le tue parole sono forti, intense - le percepisco talmente cariche di emozioni, sofferenza e vulnerabilità, da provare qualche perplessità nel fornirti una risposta 'sterile' e approssimativa attraverso un sito web. Perché determinate emozioni necessitano un ascolto impeccabile, un'accoglienza delicata, attenta, rispettosa. Sei molto giovane ma sono sicura tu sia piena di importantissime risorse, che ti rendono una ragazza determinata e capace. Ritengo opportuno, data la tua maggiore età, consigliarti un percorso psicologico con un professionista attento, che possa esserti di supporto in questo percorso di crescita e differenziazione rispetto alle tue figure genitoriali, rispetto al tuo vissuto passato ed agli eventi dolorosi che hai affrontato.
Non possiamo modificare il nostro passato, ma possiamo servircene per imparare, crescere, lavorare su noi stessi, al fine di diventare quanto di più vicino possibile alla versione di noi stessi che riteniamo giusta per il nostro benessere, per essere felici.

Per qualsiasi dubbio o necessità, sono a disposizione
Puoi trovarmi anche su instagram come puntopsicologia
Un saluto
Dott.ssa Germana Scoppio - Psicologa ad indirizzo clinico

Dott.ssa Germana Scoppio Psicologo a Bari

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3 MAG 2021

Gentile Alexa,
A volte i genitori sono fragili e non riescono a sostenere il compito di supporto che hanno verso i figli come è accaduto nel tuo caso.
E tu come figlia sei fortemente delusa e hai dovuto rimboccarti le maniche e sostenerti da sola per quello che hai potuto fare, con grande coraggio e forza.

Ma ahimè tu hai ancora bisogno della mamma, di ritrovare in lei lo spiraglio di un legame perché questo ti aiuterá a fare pace con il passato e ad andare avanti libera dai condizionamenti negativi costruiti nel tempo, quelli che tanto ti spaventano.

E per farlo devi passare attraverso il perdono. So che è difficilissimo ma imparando a perdonare la mamma riuscirai a sciogliere le tensioni negative nei suoi confronti e a sentirti amata nonostante tutte le mancanze.

Non puoi fare tutto da sola, per riuscire a perdonare hai prima bisogno di tirar fuori tutta la tua rabbia e lo puoi fare in modo utile per te con la psicoterapia.

Parla con la mamma, è ora di andarci da quello psicologo ma non per punizione bensì perché lo vuoi, perché meriti di stare meglio.
Fai la cosa giusta per te.

Un caro saluto,
Dr Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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3 MAG 2021

Cara Alexa,
è stata molto coraggiosa e forte a condividere tutto il suo dolore in questo testo. La risorsa forte che trapela da queste parole, comprensibilmente piene di rabbia e amarezza, è l'amore che lei ha per suo padre. Si percepisce che gli vuole molto bene, nonostante i suoi difetti e il disamore di sua madre nei suoi confronti. Questo affetto è molto importante, lo custodisca come un tesoro che nessuno, nemmeno sua mamma, le potrà portare via. Certo che lei è molto più dei suoi voti, lei è la sua personalità, il suo carisma e la voglia di combattere che emerge nonostante tutta l'incomprensione che ha ricevuto.
Le prometto che con tenacia e buona volontà potrà riemergere da questa enomre sofferenza grazie a un percorso psicoterapeutico mirato a ridefinire e a dar senso alle sue relazioni interpersonali, di cui la prima fra tutte, quella familiare.
Rimango a sua disposizione per qualsiasi approfondimento.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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2 MAG 2021

Cara Alexa, le sue parole colpiscono, si sente tutta la rabbia e la sofferenza di una bambina tradita, ferita, nel proprio bisogno di comprensione, amore e accettazione, proprio dalla figura dalla quale ci aspettiamo maggiormente queste cose: la madre.
Lo sento che soffre, ma leggo e sento anche un moto di riscatto, di crescita, di emancipazione verso una situazione in cui una lei più adulta prende per mano e protegge la Alexa bambina abbandonata in bagno con i suoi mostri.
Ha tanta rabbia dentro, è comprensibile, ed è positivo, oserei dire quasi terapeutico, che la tiri fuori attraverso la scrittura, perchè la rabbia, come tutte le emozioni va accolta, guardata in faccia, elaborata, perdonata, canalizzata in modo costruttivo; altrimenti ci distrugge.
Perdono, voglio tornare su questo: il perdono è uno strumento potente, che può fare la differenza fra continuare a soffrire o darsi la possibilità di essere sereni: perdoni sè stessa per essere la persona che è, con i suoi pregi, i suoi di fatti e, sì, anche il suoi mostri; se ce la fa perdoni sua madre per non aver saputo capire, per uno aver avuto la forza di affrontare, per le mancanze ed i difetti ... anche se sono gravi.
Tutti noi, facciamo il meglio che riusciamo a fare, quando commettiamo errori, anche con le presone a cui dovremmo tenere di più, e le facciamo soffrire, è che non siamo riusciti a fare meglio di così ...
Il perdono non è un colpo di spugna su quanto di brutto lei abbia dovuto subire nel rapporto con sua madre, e da lì vogliamoci tutti bene ... no! È sono la strada per lasciar andare la rabbia e avere a disposizione più energie buone, positive, per camminare sul sentiero della rinascita alla vita.
In questo cammino potrebbe farsi aiutare da un professionista.
Resto sua disposizione per qualsiasi chiarimento ritenga utile.
Le auguro ogni bene!

Dr.ssa Erika Conti Psicologo a Savona

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1 MAG 2021

Buongiorno Alexa (spero sia un buon giorno).
Quella che scrive è una lettera a sua madre che forse non ha consegnato . Piena di rancore certamente ma anche il rancore (l'odio) sono un sentimento. Non sono freddezza e lontananza. Qualcosa di vivo c'è ancora fra di voi e forse è partendo da ciò che non è morto che si trova un sentiero percorribile, forse da sola o forse proprio con sua madre. Intendo dire che un percorso di psicoterapia individuale oppure un percorso madre/figlia insieme potrebbe aiutarla a lasciar defluire la tensione interna, senza bisogno di tagli.
Dott.ssa Franca Beatrice Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Franca Beatrice Psicologo a Milano

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1 MAG 2021

Buongiorno Alexa,
dalle sue parole posso comprendere molto bene la sofferenza che sta provando. Ci sono diversi punti della sua storia che si potrebbero approfondire in sede di consulto. Sarebbe utile comprendere, ad esempio, il rapporto che lei ha con suo padre, che tipo di relazione hanno i suoi genitori, come Lei l'ha vissuta o la sta vivendo e, ancora, che tipo di comunicazione c'è oggi fra Lei e sua madre. Valutare l'idea di affidarsi ad un professionista potrebbe, prima di tutto, essere importante per Lei, per darsi la possibilità di comprendersi al meglio, comprendere cosa sta provando, indagarne le ragioni ed elaborare queste emozioni che ci ha raccontato, accogliendole e facendone delle risorse.

Un caro saluto,
Dott.ssa Eleonora Pupo (disponibile per consulti online)

Dott.ssa Eleonora Pupo Psicologo a Orvieto

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1 MAG 2021

Gentile Alexa,
comprendo la sua rabbia e il suo dolore ma nessuno può scegliere il contesto familiare in cui nascere.
D'altra parte nessuno è perfetto e tutti sono vincolati alla personale catena intergenerazionale di eredità psicologica spesso disfunzionale e/o traumatica col compitio esistenziale di provare a interromperla e a migliorarla sostituendo gli anelli deteriorati e deboli con altri più nuovi e più forti grazie al proprio impegno e alla propria inteklligenza.
Tuttavia, questo è un lavoro difficile e faticoso che è meglio fare con l'aiuto di un bravo psicoterapeuta.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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