La maledizione dei due anni

Inviata da Federica · 15 apr 2021

Credo di avere difficoltà a mantenere una relazione dopo che è finito il periodo dell'innamoramento.
Mi era già successo circa 7/8anni fa (ora ne ho 33) con l'uomo che ancora oggi rimpiango. Ho vissuto il primo anno a tentare di conquistare la sua fiducia (aveva grossi problemi a fidarsi delle persone). Il secondo anno è stato forse il più bello della mia vita, e una volta che tutto si è "quietato" io ho perso interesse per lui arrivando a tradirlo con una persona che neanche mi piaceva. Credo, forse, solo per il gusto della conquista e per i complimenti che mi faceva...lui lo ha scoperto e mi ha lasciato. Me ne pento ancora, ancora lo sogno di notte...
Ora ho un altro uomo. È meraviglioso, mi tratta come una principessa, vuole sposarmi e avere dei figli. Dal punto di vista sessuale non è molto compatibile con me, perciò (lui lo sa) non riesco a provare forte desiderio...ma questa è una delle pochissime cose che vorrei migliorare. È un uomo stupendo, maturo, premuroso, scommetterei tutto quello che ho che mai mi deluderà, è un angelo.
E nonostante questo, passati due anni di relazione (esattamente come con l'altro ragazzo) io sto perdendo la concentrazione. È come se fossi preda della noia, come se avessi bisogno di novità, di una scossa di vita, di sentire la sensazione di una nuova scoperta...come se questo normalissimo equilibrio fosse deleterio per me. Mi sento emotivamente troppo tranquilla, troppo spenta.
E in effetti sto conoscendo un altro uomo, di nascosto...la storia si ripete. Avevo giurato a me stessa e a tutti che non avrei mai più fatto una cosa del genere ed invece ci sono di nuovo dentro, nonostante sappia quanto male abbia provocato. L'unica differenza rispetto al tradimento di 8anni fa è che questo ragazzo mi piace, mi piace molto. Ma razionalmente mi rendo conto di sapere troppo poco di lui per lasciare il mio stupendo compagno attuale. E poi chi mi dice che, anche dovessi intraprendere una relazione con questa nuova persona, non ricadrei nella maledizione dei due anni?
Una cosa curiosa è che dai 19 ai 25 anni sono stata con il mio primo fidanzato...che era un maschilista, aveva un caratteraccio, ci siamo presi e mollati innumerevoli volte. Spesso mi sminuiva...era veramente una persona pessima. Eppure, con lui, sono riuscita a stare sei anni senza sentirmi vuota trascorsi i canonici due anni.
Ora, per la seconda volta, ho per le mani un tesoro e non riesco ad apprezzarlo.
Perché non riesco a concentrarmi su ciò che ho? Perché cerco stimoli altrove? Sembra che io non riesca a trasformare l'innamoramento in amore. Ho l'impressione di stufarmi e di cercare l'emozione di una nuova relazione invece che l'emozione di un legame lungo ed indissolubile. Invece vorrei essere felice di avere una vita normale. Un amore maturo, una famiglia, una routine che sia per me appagante...
Cosa ne pensate?
Vi ringrazio per l'attenzione.

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Miglior risposta 16 APR 2021

Gentile Federica,
ha descritto il suo funzionamento e istinto nelle relazioni affettive facendo già buone considerazioni come quando pensa di non saper stare per ora in un rapporto di coppia maturo, in cui dalla fase dell'innamoramento si passa all'amore.
Mi colpisce come descrive il suo primo fidanzato, "il maschilista" rispetto alle due storie successive. In quel caso il tira e molla di doversi ripetutamente riconquistare sembra averla mantenuta più agganciata a lui, seppure non si sentiva sempre amata, rispettata, ecc.
Dice di aver bisogno di stimoli, di sentirsi viva in amore quando deve lei conquistare il partner oppure è lui all'inizio impegnato nel gioco della seduzione con complimenti, attenzioni, attrazione.
In un rapporto maturo la sfida è farlo crescere ogni giorno, curarlo come si fa con una pianta, con un bambino, cercando di migliorare nei punti deboli o negli aspetti che non funzionano.
Anche il dialogo, la comunicazione, esprimere i propri sentimenti in modo aperto è molto importante per evolvere insieme nel rapporto, non basta la passione.
Credo che un percorso con uno psicoterapeuta la aiuterebbe ad indagare i suoi modelli affettivi ricevuti, le sue opinioni sull'amore che condizionano il suo modo di vivere le relazioni affettive.
Se vuole approfondire io sono disponibile, anche online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Raffaella Ramazzotti
psicologa psicoterapeuta sistemico-relazionale
Istruttrice di interventi basati sulla Mindfulness

Dott.ssa Raffaella Ramazzotti Psicologo a Ancona

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16 APR 2021

Salve Federica, la ringrazio per ciò che condivide con noi e mi preme dirle che riconoscere ciò che ci crea disagio è il primo passo per cercare di comprendere e capire come affrontare la situazione. Cercare nuovi stimoli fa parte della natura umana ed è normale esserne attratti soprattutto nelle relazioni interpersonali. Detto ciò, rimane comunque importate capire quando questi istinti diventano dominanti e disfunzioali. Potrebbe essere importante il ruolo giocato dalla sua prima storia che può averle dato l'insegnamento che una relazione per essere duratura debba basarsi su un incertezza che tiene vivo il sentimento. In realtà in questi casi ci sarebbe da ragionare sul fatto se sia davvero quello l'amore o se siano altre emozioni/sensazioni ad emergere e a tenere viva la situazione, come ad esempio l'insicurezza, la paura e l'aspettativa che l'altro potrebbe scappare, con il continuo l'impegno per tenerlo vicino. Ciò che racconta è comunque complesso e dovrebbe essere approfodito per far si che lei possa rispondere ai suoi "perchè". Sarebbe per esempio bene capire quale sia la sua storia relazionale, quali siano gli schemi che la muovono nelle situazioni interpersonali, le aspettative e le credenze sull'altro e sulla relazione, quali siano i suoi bisogni inoddisfatti e cosi via. Potrebbe esserle utile iniziare un percorso psicologico che possa aiutarla a capire il suo funzionamento, cosi come ciò che lo spinge e mantiene. Si dia l'opportunità di farlo cosi che potrà raggiungere una maggiore stabilità ed equilibrio. Resto a disposizione anche in privato se dovesse averne bisogno. Cordiali saluti, dott.ssa Laura Paniccià

Dott.ssa. Laura Paniccià Psicologo a Porto Sant'Elpidio

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16 APR 2021

Gentile Federica,
dal suo scritto colgo il bisogno di stimoli esterni per provare emozioni forti che si spengono col trascorrere del tempo e si attiva una nuova ricerca per soddisfarlo con il tradimento. Mi sembra che la relazione sentimentale sia la dimensione in cui emergono aspetti di se come il sentirsi capace di conquistare, di essere valorizzata attraverso i complimenti e quando arriva lo spegnimento la noia il bisogno della scossa si ripropone. Un circuito che si riattiva! Proverei a chiedermi cosa le manca interiormente e cerca, cosa la porta a spegnersi, le consiglio un consulto psicoterapeutico per conoscere e approfondire tali aspetti.
Rimango a disposizione
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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15 APR 2021

Carissima Federica,
quello che lei racconta è molto complesso e dovrebbe essere approfondito in più di un aspetto.
Detto questo, da quello che scrive, l'idea è che il "mascalzone" con il quale ha avuto la prima storia importante le potrebbe avere trasmesso l'idea che una relazione poco stabile possa essere quella che funziona meglio e che le serve per rimanere legata.
Avendo avuto questo inizio, è capibile come lei all'inizio si voglia concentrare sulla conquista per arrivare alla noia una volta avuto la certezza di aver "conquistato la preda".
Ci sono diversi aspetti che dovrebbero essere affrontati e un aiuto psicologico potrebbe aiutarla a capire il perchè del suo funzionamento nelle relazioni e come mai in relazioni più tranquille lei faccia così fatica a starci.
Sono a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Barbaro
(ricevo anche on line)

Dottoressa Stefania Barbaro Psicologo a Milano

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