Incerta sul proseguire seconda gravidanza

Inviata da Matti · 26 ago 2019

Salve, ho 32 anni e un bimbo di 2

Io ed il mio compagno lo abbiamo desiderato tanto e dopo 5 mesi dalla sospensione della pillola, il test ha dato esito positivo.
La nostra felicità era alle stelle.

Il problema è stato, da parte mia, aver idealizzato troppo questa esperienza.
Non avrei immaginato sarebbe stata così dura.

Dopo poche ore dalla nascita, avendo una mia ditta individuale , ero già al telefono a prendere appuntamenti.
Mentre il rientro al lavoro è avvenuto quando il bimbo aveva solamente 10gg di vita e ho lavorato fino al giorno prima del parto. Praticamente non mi sono goduta la maternità come altre mamme.

Nei primi mesi dormiva spesso quindi riuscivo a lavorare, ma le cose sono cambiate quando ha iniziato ovviamente a gattonare e crescere.
Ancora oggi, appena mi siedo davanti al pc, inizia a piangere e mi prende la mano perché vorrebbe che giocassi con lui.
È comprensibile non lo nego, ma purtroppo se non mi occupo io del lavoro d'ufficio non c'è nessuno che mi può sostituire e l'idea di accumulare il lavoro mi angoscia.

Così mi sono decisa e a settembre dell'anno scorso l'ho iscritto al nido e ammetto che è stata la scelta migliore per entrambi, nonostante i pianti da parte sua e mia.

Crescendo ha anche iniziato a mangiare molto bene e tutto quello che preparo.

La colazione da 45 min è passata a 15 min e in questo modo c'è più tempo per prepararci e uscire.
Altra cosa che finalmente sono riuscita a togliere è stato il seno.

Per lui era nutrimento ma anche consolazione solamente che per me era davvero una forzatura.
Ma mi ha piacevolmente stupito e senza troppi drammi si è abituato .

In questi mesi di vacanza posso dire che è stato bravo, vivace ma gestibile.

Nell'ultimo periodo io e il mio compagno pensavamo di dargli un fratellino/sorellina.

Ne abbiamo parlato spesso ed io da figlia unica ho sempre desiderato allargare la famiglia.

Ora ho un ritardo e anche se non ho ancora fatto il test, dentro di me so benissimo che è dovuto ad una nuova gravidanza.

Il giorno in cui l'ho realizzato ho riprovato la stessa gioia di quando sono rimasta incinta del primo.

Ma il giorno dopo, fino ad oggi, non faccio altro che desiderare di non esserlo.

Mi scorre davanti agli occhi tutta la fatica fatta nei primi mesi.

Ho solo l'aiuto di mia mamma che però lavora e ha una madre da accudire.
Mio padre pur essendo in pensione pensa solo a se stesso e non vuole responsabilità.

Non voglio imporre nulla a nessuno, ci mancherebbe.
Ma un aiuto in più non guasterebbe soprattutto se fatto con il cuore.
(I miei genitori sono divorziati da quasi 30 anni e a stento si parlano).

Sono in crisi profonda .
Piango perché non vorrei essere incinta e ripartite da zero.
Adesso che pian piano stavo ritrovando un pochino di equilibrio temo di non potercela fare con 2.

Il mio compagno ultimamente per lavoro parte alla mattina e torna alla sera.
Inoltre abitiamo in un bilocale perciò ci sarebbe l'urgenza di cambiare.
Ci sarebbe un appartamento proprio sopra l'ufficio e mi consentirebbe di avere meno problemi ma costa un po' troppo.

Non capisco cosa sia scattato in me.
Non provo nulla di materno al momento. Solo un grande senso di paura e rassegnazione.

Penso di essere una brutta persona e di non meritare nulla dal momento che esistono donne che faticano ad averne.

Mi ripeto che avendo già esperienza tante cose le potrei gestire in modo differente.
Potrebbe andare subito al nido, eviterei all di allattare al seno.
Con il primo Ho già fatto grossi cambiamenti anche per quanto la pulizia della casa alla quale tengo moltissimo.

Non capisco nemmeno perché ho preso in po' le distanze dal mio primo figlio.
Cosa mi sta accadendo?
Sono davvero spaventata e non so come uscirne.
Chi può seriamente aiutarmi?

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Miglior risposta 28 AGO 2019

Gentile Matti,
come dice all'inizio della sua lettera, a volte la maternità viene idealizzata, ma poi è necessario confrontarsi con la "durezza" dell'esperienza concreta e con una grande complessità di vissuti emotivi che affondano le radici nel profondo di noi.
Ora che ha (avete) trovato un buon equilibrio, pur nelle fatiche quotidiane, si trova a dover rimettere in discussione tutto e a ricominciare, in un certo senso, tutto da capo.
Aver paura di questo ulteriore passo (il secondo figlio) è molto comune, e l'intensità di questo sentimento dipende, ovviamente, da molti fattori personali, di coppia e di contesto.
Le consiglio di cercare subito uno spazio di ascolto per se stessa, nel quale essere aiutata a valutare la sua situazione con la massima serenità possibile. Molti auguri e ci riscriva se ha bisogno

Dott.ssa Roberta Altieri Psicologo a Milano

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