Genitori anaffettivi

Inviata da Robyb · 9 dic 2020

Questa mattina ho avuto una delle mie crisi di pianto, il mio pensiero ritorna sempre alla mia infanzia, così travagliata e traumatica. I miei genitori sono sempre stati profondamente assenti, anaffettivi, incapaci entrambi di dimostrare affetto nei miei confronti. Quotidianamente mi ritornano in mente episodi che mi provocano un dolore profondo, che si manifesta in crisi depressive di pianto, l'unico contatto che subivo da parte di mia madre erano i suoi schiaffi, mi picchiava duramente e lo faceva per qualsivoglia motivo, anche per sfogare le sue preoccupazioni (avevamo spesso problemi economici ed anche le liti tra i miei genitori erano quasi all'ordine del giorno), di contro invece mostrava gesti di affetto a mia sorella (minore) ed è capitato innumerevoli volte che io le chiedessi carezze, baci o di tenermi in braccio come faceva con lei, ma venivo scacciata, umilliata, derisa.
I miei unici ricordi positivi li devo ai miei nonni materni, gli unici che hanno saputo farmi sentire amata, per parte della mia infanzia ho vissuto con loro, (dopo 1 anno dalla mia nascita è nata mia sorella, per mia madre era evidentemente troppo dura gestirci entrambe quindi io venivo affidata ai miei nonni), ma quando tornavo a casa dei miei genitori mi sentivo puntualmente una estranea, un ospite indesiderato e percepivo di non essere gradita. Mio padre era presente solo a pranzo/cena, mia madre mi lasciava giocare per ore da sola in uno stanzino, quello era il mio mondo, parlavo con qualcuno che non era fisicamente presente, mi creavo soggetti fittizi che potessero farmi compagnia, davo loro dei nomi, ci parlavo...venivo interrotta bruscamente e ritornavo a quella realtà così fredda, sconosciuta ed inspiegabile a suon di schiaffi ed umiliazioni se non rimettevo tutti i miei giochi (regalati dai miei nonni) a loro posto. Negli anni maturó in me la convinzione che mi sarei potuta guadagnare il loro rispetto ed il loro affetto coi risultati scolastici, essendo una bambina/ragazza coscienziosa quindi mi impegnai per dimostrare loro quanto valessi, ho imparato ad affrontare da sola piccole/grosse difficoltà pur di non dare loro dispiaceri/grattacapi, devo ammettere che a volte è stata dura. Mi sono iscritta all'università, guadagnandomi la bds per merito, l'ennesima batosta fu quando mia madre mi comunicò che non avrebbero speso 1€ per festeggiare il traguardo raggiunto, fu la ciliegina su una torta tanto amara per me, tutti i 30 non erano motivo di orgoglio, anche il mio percorso universitario fu costellato da un continuo sminuire, minimizzare, da parte loro e da parte di mia sorella, nonostante tutto continuavo a sentirmi la stessa fallita non meritevole di amore che veniva scacciata da bambina quando chiedeva un abbraccio.
Sto pensando di cercare un aiuto, ma non saprei da che parte iniziare, mi pongo molte domande alle quali forse non troverò mai risposta, non nascondo che molto spesso mi capita di pensare al suicidio, è un pensiero ricorrente che si affacciò nella mia vita dopo una "sessione" di botte ed essere stata chiusa in bagno quando ero ancora una bambina, mi ricordo che avrei voluto bere della candeggina per smettere di soffrire. Vorrei avere la forza necessaria per dimenticare, ma è dura.

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Miglior risposta 10 DIC 2020

Cara Robin mi spiace tantissimo per l'esperienza di vita vissuta. Purtroppo non tutti "i genitori" hanno le risorse per poter rivestire il proprio ruolo " con responsabilità". Per fortuna però ci sono persone come lei che con grinta e determinazione riescono ad andare avanti, e direi che è stata grande!
Adesso però è il momento di prendersi cura " di quella bambinovoa" che di affetto ne ha ricevuto pococo e non per colpa sua. Credo sia opportuno intraprendere questo percorso con uno psicoterapeuta. Come vede il nostro portale mette a disposizione dei nomi, starà a lei scegliere quella/o più adatto. Forse per il suo caso mi orienterei su una psicoterapia sistemica o psicodinamica ; anche se resta prioritaria " la sintonia " che si crea tra la persona che chiede aiuto e il terapeuta....
Buona giornata

Dott.ssa Attrice Maria Grazia Psicologo a Ravenna

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11 DIC 2020

Cara Roby, sono molto vicina al suo vissuto. Sia personalmente che professionalmente.

Ciò che accade nei bimbi quando vengono maltrattati dai genitori è interiorizzare che sia colpa loro. Perché per un bambino il genitore è Dio e Dio non può sbagliare, dunque sarai tu ad essere sbagliata. Man mano, con l'età, iniziamo a capire che si è stati abusati, psicologicamente e fisicamente. E dunque si sono subiti non solo dei torti ma delle vere e proprie violenze.

Non si può dimenticare purtroppo. L'essere umano non ne è capace.
Ma si possono porre barriere, distanze, da chi ci ha fatto del male.
Si può smettere di cercare riconoscimenti e affetto in persone che non vogliono darlo a noi. E cercarlo in nuove persone, nuovi affetti.

Sì può iniziare a fare emergere la rabbia vitale e non più la rassegnazione mortifera.
Non lasci che tutta la rabbia che ha dentro di rivolga contro sé stessa. La vita può riservare cose meravigliose nonostante il l passato non lo sia stato.



Cordialmente
Dott.ssa Luciana Maniaci Bocchiardo

Dott.ssa Luciana Maniaci Bocchiardo Psicologo a Milano

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10 DIC 2020

Carissima Roby,
mi dispiace molto per le esperienze della sua infanzia... ha ragione: è stata dura.
Ma lei è stata in gamba! Non solo ha resistito, quanto ha raggiunto tanti risultati interamente da sola. E questo non è aspetto di poco conto, anzi.
Questo significa che lei ha in sé una capacità di adattamento agli eventi negativi molto profonda. Lei è una persona molto resiliente, Roby, e questa è una grande risorsa, un importante punto di forza.
Appoggio la sua volontà di intraprendere un percorso psicologico, perché credo che grazie ad esso può iniziare a lavorare sull'elaborazione delle esperienze traumatiche della sua infanzia che ancora condizionano la sua vita e rinforzare quella grande capacità di resilienza che ha già dentro di sé. Con un percorso terapeutico scoprirà di avere molte più risorse di quelle che crede, non vi rinunci.
Dice che non saprebbe da dove cominciare, perciò se ha bisogno di chiarimenti non esiti a chiedere.
Resto a sua disposizione e le auguro il meglio!
Dott.ssa Federica Beglini

Dott.ssa Federica Beglini Psicologo a Milano

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10 DIC 2020

Cara Roby, dopo una storia così dolorosa lei si chiede da dove partire.
Sono due i punti di forza che lei dimostra: l’amore che ha ricevuto dai nonni e le grandi risorse che ha manifestato sempre.
L’amore che ha ricevuto dai nonni le ha dato la forza di andare avanti e di preservare dentro di lei una parte vitale, sana, che chiede amore e che sa piangere per quella piccola bambina.
Le risorse cognitive e di determinazione che ha saputo attuare durante quegli anni così duri dimostrano in lei una lucidità e una forza fuori dal comune.
Tutto questo però deve averla stancata, perché lottare per ricevere amore è come ammettere che bisogna essere migliori di quello che si è per meritarselo.
Le ricchezze interiori che lei ha conservato, nonostante tutto, sono beni preziosi che deve cominciare a riconoscersi.
Senza lottare più per essere migliore, ma ripartendo da quello che già ha dentro

Dr.ssa Lorena Menoncello

Dott.ssa Lorena Menoncello Psicologo a Milano

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9 DIC 2020

Carissima Roby, trapela tutta la Sua angoscia da quello che scrive. Quello che ha vissuto è terribile. E' importante che Lei elabori e ripari tutti i vissuti di sofferenza che si porta dentro, per poter modificare l'immagine che ha di se stessa, per sentirsi e percepirsi amata e amabile, da se stessa, prima che dagli altri, come desidera e, soprattutto come merita.
Intraprenda un percorso psicologico, un lavoro su se stessa che Le consenta di maturare le risorse che ha dentro sé per poter vivere il più adeguatamente possibile, e sbocciare nonostante tutto, nella Sua individualità, in armonia con il mondo circostante!
Le auguro tanta buona fortuna e serenità!
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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