Gelosia nei confronti di mia suocera

Inviata da Nadia · 17 dic 2020

Salve a tutti. Mi sono sposata tre mesi fa dopo una relazione di quasi 6 anni e una convivenza di uno. Il nostro rapporto è sempre stato conflittuale, ma solo per una causa che ci perseguita anche ora ed è sempre motivo di litigio. Lui ha 42 anni e fino all'anno scorso ha sempre vissuto con i suoi. Questa convivenza per lui è sempre stata malata, perché lo portava a una depressione senza limiti a causa della madre manipolatrice e il padre costantemente depresso. L'anno scorso gli ho dato un ultimatum: "O esci da quella casa e ci sposiamo, creando una nostra vita e una nostra famiglia, o non ci vedremo più". Il resto l'ho già anticipato prima.
Mia suocera non mi sopporta, pensa che io sia troppo giovane e un giorno lascerò suo figlio (ho 23 anni) e il padre la pensa ugualmente. Tra mio marito e sua madre c'è un legame di sottomissione da parte di lui. Esempio: lei lo chiama in continuazione perché ha bisogno di lui per qualcosa, si lamenta sempre che non fa abbastanza per loro che sono anziani (lei 72 e il marito 83) e ha sempre cercato di sabotare il nostro rapporto.
Mio marito corre ogni volta da loro, per non parlare del fatto che nonostante siamo sposati e conviviamo da più di un anno, lui va ogni giorno dai suoi genitori per passarci del tempo assieme. Non giova neanche la posizione della casa, che si trova a un centinaio di metri di distanza da dove abitiamo noi.
Io non voglio essere gelosa di questo rapporto, ma non so come uscirne! Ho cercato di chiedergli se li poteva vedere a giorni alterni, ma nulla da fare. I suoi genitori non stanno male fisicamente, non hanno nulla che li metta in difficoltà. Mio suocero percorre più di 100 km al giorno in bicicletta e mia suocera lavora tuttora come assistente medico.
Io mi sento trascurata, nonostante lui cerchi di darmi molto affetto e la sua presenza sempre. Ma forse è solo una mia impressione causata da questa gelosia.
Sbaglio io a voler limitare il loro rapporto?

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Miglior risposta 17 DIC 2020

Cara Nadia,
intuisco che il suo compagno sia figlio unico. Aimhè..... i figli unici hanno un doppio dramma nella vita: 1) non hanno sperimentato la condivisione da bambini; 2) la cura dei genitori grava interamente su di loro.
Inoltre, ho l'impressione che il suo compagno non si sia mai "individuato" come uomo adulto e indipendente.
Lei non può fare nulla per cambiare questa situazione ma può agire il cambiamento in se stessa.
Le consiglio un percorso di supporto psicologico.
Anche on line.
mi faccia sapere
saluti
dott.ssa Stefania Scotto

Dott.ssa Stefania Scotto Psicologo a Laveno-Mombello

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