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Come faccio ad uscire da questo circolo vizioso?

Inviata da Giorgia cipollone il 26 set 2019

Salve a tutti,
Sto passando un periodo anomalo per la mia salute da troppo tempo penso.
Nell'ottobre nel 2017 conosco un ragazzo che chiese ad un mio amico stretto di potermi conoscere seriamente. Io ero uscita da 4 mesi da una relazione che non mi recava altro se non insicurezza e ostinazione nel doverla continuare per cambiare le cose. A quell'epoca ancora stavo pensando al mio ex e quindi non vidi nulla di sbagliato nel mettermi con un ragazzo che mi incuriosiva (cosa che non era successa con nessun'altro ragazzo in quei 4 mesi) , poiché sarei riuscita a dimenticare finalmente quella persona a cui non importava proprio un fico secco di me e a cui non piaceva il mio Essere.
Ma quando lo feci,non sapevo che anche lui era un ragazzo molto,molto debole e destabilizzato per la storia personale e famigliare drastica che aveva avuto. Era infatti molto insicuro ma aveva preso me, così bella, innamorata e convinta su di lui, come la sua prima sicurezza concreta.
I primi 8 mesi sono stati idilliaci: stavamo sempre insieme proprio per scelta di entrambi, eravamo innamorati e comprensivi a vicenda, non litigavamo mai.
Tutto cambia quando, poco prima dell'estate, lui comincia ad essere molto occupato a causa di impegni personali. Non si curava più di me se non con dimostrazioni superficiali...e dopo tante, tante litigate e crisi terribili anche per strada, vengo a scoprire delle sue problematiche private molto molto gravi che lui per vergogna pura non mi aveva mai espresso. Mi aveva così sconvolta. Io non ero stata con la persona e con la famiglia che credevo fino a quel momento. Erano problemi con i quali io non avevo mai avuto nulla a che fare.
Da lì quindi,comincia il mio sforzo di aiutarlo in tutti i modi, con il suo conseguente atteggiamento di passività profonda alla vita e a tutto quello che gli consigliavo e gli dicevo di fare per il suo bene o per quello della relazione, ma anche per il mio. Lui pensava a sé e io pensavo a lui. Ma tutto ciò era sempre giustificato nella mia testa poiché era ovviamente Lui quello con un'ombra nera intorno. Cominciava a sentirsi pesante anche dalla mia di responsabilità, cominciava a sentirsi un peso per me e la sua situazione cominciava a diventare un peso per me, anche se non volevo assolutamente ammetterlo.
Così ,dopo i continui richiami della mia famiglia e degli amici,lo lasciai dopo un anno e mezzo, ma non ero per niente convinta. Lui accettò la cosa poiché consapevole dei suoi grandi problemi. Ma io ritornai da lui, e fu così per ben 5 volte in circa due mesi. L'ultima volta fu quella più dolorosa per lui perché stavamo riuscendo davvero a stare meglio ma io lo lasciai lo stesso perché ormai ero malata di depressione e non lo sapevo.
Purtroppo però,continuai a ricercarlo per un po', io sapevo che lui voleva del tempo per sé ormai e non lo accettavo.
Per non assicurarmi una ricaduta sono addirittura andata a letto con un'altro. Ma da lì cominciò una serie di sensazioni e pensieri orribili difficilissimi da tollerare. Sensazioni di forte paura, senso di colpa, di inadeguatezza, di sconcerto e di disagio. I pensieri invece si basavano sul fatto che se lui fosse venuto a scoprire quello che avevo fatto (cosa che non sarebbe mai accaduta perché avevo stretto un accordo saldo con quel ragazzo che tralaltro era fidanzato e stava per avere un bambino) gli avrei fatto schifo e non sarebbe mai più tornato con me, mi avrebbe quindi proprio eliminato dalla sua lista di persone che sono state importanti per lui. Quando invece lui con me si aprì per la prima volta di tutte le calugne che aveva dentro. Le disse prima a me, poi dopo che prese coraggio, dopo qualche mese, anche a sua mamma (che, per come è, non può nemmeno reputarsi una mamma e un buon esempio), quindi a quel punto io mi sentivo molto molto importante per lui, ero praticamente la persona con cui per la prima volta era riuscito a parlare profondamente ed ero anche sicura di essere la prima trattata così bene da lui. Ma adesso, adesso che so quello che ho fatto, sto quasi impazzendo. Soprattutto perché a lui non frega nulla delle altre ragazze. Comunque, dopo aver fatto quella cosa, torno da lui per farmi rassicurare, per sentirmi meglio, protetta.. . rassicurare forse del fatto che lui mi voleva ancora bene e che non ero, come diceva il mio inconscio, una persona cattiva. Praticamente lo "assillavo" ogni due/ quattro giorni. Lui sempre paziente in un certo senso e sempre convinto del fatto che dovesse rimanere Solo. Ma la forte e dirompente paura che nutrivo nel fatto che lui potesse andare con un'altra non mi fermava proprio per niente (anche perché in lui quasi quasi la gelosia nei miei confronti era svanita, l'unica cosa che ancora mi faceva pensare che mi volesse era svanita). Alla fine cominciai a dirgli che potevo cambiare anche io ed essere una persona nuova per noi, per quello che saremmo potuti essere e anche se lui diceva di voler rimanere da solo perché aveva capito che le donne non fanno la sua felicità, alla fine cedette e ci rimettemmo insieme. Si vedeva che lo stava facendo solo per me, ma io, disillusa, facevo finta di niente e cominciavo a lavorare su me stessa per bene. Alla fine mi disse che non era come prima e che non poteva funzionare. E dopo aver avuto una crisi di pianto tremenda lo lasciai andare.. . ma non del tutto. Ci mettemmo d'accordo che saremmo tornati insieme, prima dell'estate, ma dato che io continuavo a scrivergli cose del tipo: "ciao amore mio, volevo solo dirti che mi manchi e di ricordarti di me" lui mi disse che glielo facevo pesare in questo modo e che erano solo parole a cui io per correttezza non devo attaccarmi. Adesso sono arrivata al punto che devo assolutamente dimenticarlo, ma lo sento ancora vicino. Sento ancora di essere sua e lo sento ancora mio. Non so cosa mi stia accadendo. Dovrei trovare qualcuno che lo sostituisca? O cosa potrei fare?
Grazie mille in anticipo..

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Buongiorno,
emerge molta ansia e confusione nel suo racconto, inoltre mi colpisce come sia concentra sui vissuti di lui più che su se stessa, quasi come se diventasse un'ossessione. Mi colpisce inoltre che abbia accennato a una depressione non riconosciuta.
Penso che sarebbe buono per lei indagare meglio con un professionista, cosa ha provato e cosa prova. Cercando di prendere consapevolezza, per comprendere come questa storia la sta facendo soffrire.
In bocca al lupo
Dott.ssa Monia Crimaldi
Psicologa psicoterapeuta
Palermo

Dott.ssa Monia Crimaldi Psicologo a Palermo

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Cara Giorgia,
mi ha colpito molto la sua frase "Io ero uscita da 4 mesi da una relazione che non mi recava altro se non insicurezza e ostinazione nel doverla continuare per cambiare le cose".
Mi sembra che si sia replicata la medesima dinamica anche con il ragazzo di cui parla.
Io le consiglio di riflettere sul motivo per cui decide di ostinarsi a far funzionare una storia anche se non ha futuro, dato che l'amore senza accettazione si trasforma quasi sempre in una relazione tossica.
Se vuole approfondire e decidere di lavorare su se stessa, posso proporle un primo colloquio di consulenza psicologica online in videoconferenza, tramite la piattaforma skype. Per iniziare può visitare direttamente il mio sito www.jessicazecchini.it, alla sezione "Richiedi una consulenza online" troverà la descrizione della procedura per iniziare il primo colloquio online.

Saluti.

Dr. Jessica Zecchini
Psicologa Psicoterapeuta a Pescara
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Dott.ssa Jessica Zecchini Psicologo a Pescara

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Gentilissima,
È questo ciò che lei pensa sia il futuro affettivo e relazionale che le spetta?
Forse sì, mi viene da pensare. Bisognerebbe capire come mai.
Leggo nel suo scritto tanta foga, come se i pensieri e le emozioni fossero senza controllo.
Lei ha bisogno di fare chiarezza e ri-ordinare la sua mente e le sue sensazioni con qualche psicoterapeuta che la accompagna.
Non sostituisca quest’uomo con un altro uomo...introduca invece un professionista psicologo che la aiuta e vedrà che non si sentirà più sola di fronte a tutto questo.
Le faccio i miei auguri per ogni cosa.
Dr Elena De Simone

Dott.ssa Elena De Simone - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Trento

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Cara Giorgia ho letto con attenzione e fatica il tuo lungo racconto colplesso sotto ogjo punto di vista narrativo ed emotivo senza dubbio. Ma credo veramente che rispecchi una relazione che tu stessa definisci "malata" fra due persone che dovrebbero occuparsi senza dubbio prima delle proprie specifiche problematiche. Parli di depressione, di pensieri ossessivi, di trovare un altro uomo per schiacciare il ricordo di questo. Credo vivamente che per te sia indicato un lavoro di terapia qualcuno con cui tu possa dipanare questa matassa e capire cosa ti ha legato a doppio filo con questo ragazzo.
Dottoressa Melli

Dottoressa Greta Melli Psicologo a Cremona

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Mi sembra che lei abbia fatto di tutto per questo ragazzo. Sarebbe il caso di lasciarlo andare e di volere più bene a se stessa, magari facendo una psicoterapia.
Un caldo saluto,
Lucia Mezzalana

Dott.ssa Lucia Mezzalana, psicologa - psicoterapeuta Psicologo a Piove di Sacco

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Giorgia, quella che lei descrive sembra essere una condizione affettiva molto complessa, confusa e ambivalente. Lei ha bisogno di fare chiarezza riguardo i suoi bisogni profondi e trovare una sua autonomia personale. Sicuramente un buon specialista del settore potrà esserle di grande aiuto

Dr.ssa Maria Abbondati Psicologo a Albano Laziale

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Gentile Giorgia,
a volte viviamo delle storie d'amore che invadono la nostra vita e dalle quali è difficile separarsi. Le storie che ci coinvolgono in modo così viscerale e che mettono in discussione la nostra stessa identità, quando finiscono, richiedono un lavoro che è molto simile a quello del lutto di una persona cara.
Il lutto non è un periodo breve e neanche semplice da superare, un lavoro che deve essere fatto per riprendere in mano la propria vita.
Per maggiori informazioni mi può contattare tramite il sito.
Cordialmente
Dott. ssa Canaccini

Dott.ssa Gloria Canaccini Psicologo a Firenze

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Cara Giorgia,
la sua lunga storia appare un confusa, anche se lei la ha certamente chiara in mente. Di che misteriosi problemi soffriva il suo ragazzo? In ogni caso, nessuno può dirle cosa fare se non ascoltare seriamente quello che sente e che dentro di sé sa essere la cosa milgiore per lei, anche se dolorosa, e lei sembra aver già scelto di allontanarsi. Si dia tempo, non passi da un ragazzo all'altro, si dedicho a se stessa e inizi, se non lo ha ancora fatto, un lavoro su di sé che la aiutu a mettere ordine in questa confusione. Tutte le relazioni comportano anche del dolore, ma quando questo è troppo, e siamo eccessivamente destabilizzati e confusi, vuol dire che quella relazione non faceva il nostre bene. Cari saluti e auguri. Drssa Rossella Valdrè

Dr.ssa Rossella Valdrè, Psicoterapeuta e Psicoanalista Psicologo a Genova

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