Come capire cosa si desidera realmente

Inviata da Davidek20 · 15 lug 2020

Gentili dottori, sono un ragazzo di 21 anni e convivo da molti anni con la sensazione di star andando controcorrente rispetto al mio reale essere. Riconosco infatti di non riuscire a intraprendere alcuna azione o alcuna decisione ispirandomi alla mia reale personalità ma a farlo basandomi unicamente su ciò che risulterebbe più adeguato.

Qualsiasi cosa faccia, dagli studi intrapresi ai rapporti interpersonali agli hobby, dopo un breve periodo in cui sono stra convinto di star facendo la cosa giusta per me e in cui do tutto me stesso per riuscire a farla bene, la rivaluto pensando di star facendo invece la cosa sbagliata e di avere bisogno di altro per essere veramente felice. Ad un tratto inizio a convicermi di non essere adeguato a quella specifica attività o a quel specifico rapporto consolidato con un certa persona o con un gruppo di amici. Inizio cioè a convincermi di avere bisogno di altro, che tutto ciò non corrisponda alla mia reale volontà, anche se cerco di nasconderlo e, nonostante ciò, continui a cercare di fare la cosa più adeguata non fidandomi del mio istinto per paura di futuri ripensamenti.

Un esempio molto chiaro delle condizione con la quale convivo è rappresentato dalla mia carriera universitaria. Frequento infatti da due anni la facoltà di ingegneria ed, in particolare, la decisione di iscrivermi presso questa facoltà è stata da me intrapresa nonostante avessi, come sempre, la sensazione di non essere adatto a questo genere di studi e al futuro lavoro di ingegnere che mi avrebbe aspettato ma, più che altro, per la consapevolezza che tale decisione fosse la più adeguata per un ragazzo appena uscito da un istituto tecnico e con voti abbastanza alti nelle materie di indirizzo (seppure con una forte predisposizione per le materie umanistiche).

Durante questi due anni sono riuscito a superare tutti gli esami, la maggior parte dei quali con ottimi risultati, e non ho mai avvertito la pesantezza di dovere studiare anche molte al giorno. Continuo tuttavia a pensare, anche dopo due anni e dopo ottimi risultati raggiunti, che io non sia realmente adatto a quello che sarà il mio futuro lavoro e che, all'atto pratico, molti miei colleghi apparentemente più scarsi di me, siano in realtà più portati e capaci per questo tipo di ambiente.

Così come l'università, la mia sensazione di inadeguatezza e di non essere me stesso la ritrovo in altri ambiti come ad esempio i rapporti interpersonali. Riconosco che la mia continua ricerca di dire o fare la cosa più adeguata agli occhi degli altri, dia invece l'effetto contrario di farmi sembrare noioso e privo di conenuti.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che io non riesca effettivamente a trovare delle alternative valide al mio senso di inadeguatezza in quanto, non avendo trovato realmente me stesso, non riesco a seguire ciò che corrisponde al mio essere. Molti mi hanno suggerito di concentrami su ciò che mi piace realmente e su ciò che mi fa stare bene ma il vero problema è che io tutto ciò non l'ho mai trovato e che ciò mi porti a procedere a tentoni e a farmi capire troppo tardi di star facendo una cosa non adatta a me.

Spero di essere stato abbastanza chiaro, vi ringrazio in anticipo.

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Miglior risposta 15 LUG 2020

Buongiorno Davidek,
da come scrivi, sembra tu ti senta inadeguato con te stesso e anche agli occhi degli altri. Sarebbe utile capire meglio da dove viene questo senso di inadeguatezza, conoscere la tua storia, le tue relazioni in famiglia e all'esterno.
Ho incontrato diversi ragazzi della tua età che si chiedevano quale fosse la strada giusta, se avessero scelto il percorso universitario più adatto a loro. Si chiedevano anche che impressione dessero ai loro amici e conoscenti. Questo per dirti intanto che non sei solo a sentirti così, che è una condizione piuttosto frequente.
Sarebbe utile ragionare sul tuo concetto di felicità, su cosa vuol dire per te "essere veramente felice" e su come secondo te dovresti essere, capire se tendi al perfezionismo. Sei consapevole dei tuoi punti di forza? Questo, assieme all'accettazione di alcune proprie difficoltà, alla convinzione di potercela fare (anche facendosi aiutare) e alla voglia di mettersi in gioco costituisce quel che chiamiamo l'autostima. Non è una caratteristica data, l'autostima si può migliorare. Così come si può lavorare per sentirsi maggiormente a proprio agio nelle relazioni sociali.
Scrivi che ti senti in difficoltà da molto tempo, forse potresti farti aiutare da un professionista per parlare meglio di quel che ti preoccupa.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dr.ssa Katarina Faggionato Psicologo a Vicenza

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16 LUG 2020

ciao davide. Sembra che tu abbia appeso la tua esistenza alla raggiungimento di obiettivi professionali. Certo è UN bisogno importante sentirsi realizzati, ma se diventa una condizione esistenziale per dare valore alla tua vita sarà difficile che tu possa goderne. Forse devi cominciare ad esercitare la tua sensibilità su quello che desideri veramente, che ti piace, nelle cose più semplici della vita. Una cosa è quello che è meglio, giusto, utile, un'altra è quello che vuoi. Non significa che tu debba fare quello che vuoi, ma tenerne conto si. Allora si può accettare di fare un lavoro che magari non soddisfa pienamente, ma porta altri vantaggi. Perchè sai che la tua vita non è tutta lì e potrai dare spazio ad altre cose che VUOI. e magari riuscirai a modificare quel lavoro perchè ti dia le maggiori soddisfazioni possibili.

Dott. Francesco Drigo Psicologo a Latina

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16 LUG 2020

Buongiorno Davide,
lei ha espresso molto chiaramente, forse senza saperlo, una cosa molto importante: il pensiero viene prima dell'azione. Abbiamo tutti la necessità di conoscere noi stessi prima di intraprende delle azioni, soprattutto le azioni importanti della nostra vita, come la carriera. Spesso, soprattutto nelle ultimissime generazioni, i giovani sono pieni di impegni e di cose da fare che non hanno il tempo di pensarsi. Un percorso terapeutico potrebbe servire a ritagliarsi il tempo, velocizzato dall'aiuto del terapeuta, per capire le proprie inclinazioni e i propri desideri. Di solito questo fa sparire l'eccesso di dubbi, quelli che attualmente la affliggono.
dott. Giuliana Gibellini, Specialista in psicologia Clinica

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Carpi

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16 LUG 2020

Gentile Davidek da quanto scrive mi pare di capire viva un senso di inadeguatezza rispetto a se stesso, le sue scelte e il rapporto con gli altri. Sarebbe opportuno comprendere la natura di questo sentimento e da dove arrivi per meglio dare voce a quanto sente rispetto a se stesso in primis. Perché è solo sentendosi in primis bene con se stesso che poi può sentirsi bene nel mondo esterno fare scelte per lei più soddisfacenti e in linea a ciò che sente davvero. Ha mai vagliato la possibilità di parlarne con un professionista? Può esserle utile un percorso sull'autostima e sulla comprensione delle sue potenzialità e risorse che possano aiutarla a fare fronte a tutto questo. Resto a disposizione, e la saluto cordialmente

Dott.ssa Jessica Agnelli

Dott.ssa Jessica Agnelli Psicologa Psicologo a Pescara

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