Bimba di 6 anni che non vuole andare a scuola.

Inviata da Yulia18 · 8 ott 2019

Buonasera, ho una bimba di 6 anni che nn vuole andare a scuola inizia già dalla sera prima.... Una volta arrivati davanti al cancello fa delle scene di pianto disperato.Riesco a farla entrare e la maestra mi dice che piange a singhiozzi perché gli manca la sua mamma dopo un po’ si calma e sta tranquilla a scuola, lamenta un continuo mal di pancia e lamenta il fatto che le maestre nn gli fanno le coccole.(Un suo compagno gli dice anche basta piangere )Si rifiuta di fare ginnastica piange dice che si siede in un angolo, ma giustamente la maestra la costringe a fargliela fare è Lei è li che gioca è felice . Io esco prestissimo al mattino quindi se ne occupa mio marito e la tata che sono disperati .A Giugno abbiamo fatto un trasloco di appartamento per necessità di spazio ma già Dall ultimo periodo dell asilo diceva che gli mancava la mamma .io ho sofferto di attacchi di panico quando è nata lei è li ho trascinato fino a due anni compiuti perché purtroppo nn sapevo neanche cosa fossero. Ho un altra bimba di 2 anni che va felicissima al nido e la grande nn capisce come mai Vorrebbe anche Lei questo . Aiutatemi sono veramente disperata cosa devo fare per vedere mia figlia sorridente mentre va a scuola !!! Grazie .

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Miglior risposta 12 OTT 2019

Gentile Yulia,
è evidente che il problema è nello stile di attaccamento insicuro che si è instaurato nel tempo tra lei e la bambina causando in quest'ultima ansia da separazione quando lei la accompagna a scuola.
Il cambiamento consistente nel recente trasloco e nell'inizio del nuovo anno scolastico possono avere incrementato questa ansia.
Il fatto poi che lei abbia sofferto di attacchi di panico quando la bambina è nata, attacchi durati qualche anno, lascia presupporre che anche lei sia eccessivamente ansiosa ed abbia instaurato con la piccola un circuito di ansia che è consigliabile interrompere e correggere tramite un percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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17 OTT 2019

Carissima Yulia,
la situazione che state vivendo tutti in famiglia vi sta mettendo a dura prova, rivolgersi ad un professionista che vi aiuti a conoscere delle strategie per migliorare il momento in cui la sua bimba si stacca e va serena verso gli amichetti a giocare, potrebbe essere un primo passo per dare sollievo immediato. Inoltre, nel corso della terapia sarebbe opportuno comprendere i vissuti di sua figlia rispetto al trasloco e suoi vissuti rispetto agli attacchi di panico dopo il parto, per cercare di comprendere la qualità della relazione affettiva tra lei e sua figlia.
Affrontare tutto ciò lontano dal quotidiano e con un esperto accogliete che non giudica aiuta a uscire dal "labirinto emotivo" in cui vi trovate .
Cordialmente la saluto
dr Monica Bertolini
psicologa-psicoterapeuta indirizzo psicodinamico e terapeuta EMDR
(Lombardia-Lodi e Milano)

Dott.ssa Monica Bertolini psicologa-psicoterapeuta Psicologo a Lodi

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10 OTT 2019

Cara Yulia, quando si è piccoli e si ha paura cosa si fa? Si piange. Chi si cerca? La mamma. Questo per dirle che ciò che manifesta sua figlia è la grande è ingestibile paura di una situazione nuova, che la piccola deve obbligatoriamente affrontare senza di lei. Il problema non è la scuola che è brutta, ma il fatto che la debba affrontare da sola. Le consiglio di usare una formula molto efficace con la sua bambina: quando è triste e piange, guardatela negli occhi e ditele “sappiamo che HAI PAURA, è un’esperienza nuova ed è normale. Noi siamo CONTENTISSIMI che tu vada a scuola, e siamo molto felici che tu abbia le maestre che hai. Quando con te non c’è la mamma o il papà, noi sappiamo che ci sono le maestre. Se sei triste e hai paura puoi andare da loro e ti aiuteranno”.
Questa semplice formula consente, prima di tutto di far sentire il bambino capito (MAI dire ad esempio perché piangi? Non devi avere paura). In secondo luogo gli si fa capire che noi approviamo ciò che fa e ne siamo orgogliosi. Terzo, gli mostriamo che è in mano ad altri adulti di cui noi ci fidiamo e che prendono il nostro posto.
Ripetete questo concetto ogni volta che la bimba ne ha bisogno, non smettete di abbracciarla mentre piange e fatele sentire che il suo problema per voi NON è un problema.
Potrebbe essere utile inoltre darle la mattina qualche oggetto che vi ricordi: un suo bracciale ad esempio, un oggetto del papà, o un foglio con tanti baci fatti con il rossetto.
Vedrà che non subito, ma piano piano prenderà sicurezza.
Tanti auguri a lei e alla sua bambina per il futuro.
Dott.ssa Elena De Simone

Dott.ssa Elena De Simone - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Trento

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9 OTT 2019

Gentile Yulia,
immagino la sua fatica nel vedere e sapere che sua figlia piange per andare a scuola, e il fatto di non poter essere li con lei quando la accompagna; non deve essere semplice.
Da quello che scrive, sembra che sua figlia abbia affrontato un periodo di grosso cambiamento dovuto al trasloco, a giugno, e che più o meno da quel periodo ha iniziato a manifestare dei segnali di bisogno.
Inoltre, attualmente sta affrontando un altro cambiamento significativo che è l'ingresso alla scuola primaria.
Sua figlia sta dando dei segnali, attraverso il pianto, le lamentele e il mal di pancia, che qualcosa "non va", che sta facendo fatica, e sta manifestando un suo bisogno.
Quello che potrebbe fare è iniziare un percorso con uno psicologo che possa aiutarla a leggere i segnali di sua figlia, a dare nuovi significati a questi considerando la vostra storia personale, e poi insieme trovare delle modalità utili per gestire il distacco e l'ingresso a scuola, facendo anche un lavoro su di sé, sulle proprie emozioni e i propri vissuti.
Resto a disposizione
Dott.ssa Veronica Carloni

Veronica Carloni Psicologo a Vimercate

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9 OTT 2019

Gentile Yulia,
la sua bambina ha dovuto affrontare alcuni cambiamenti significativi, quali una nuova casa e sopratutto una nuova scuola, che possono essere responsabili dei segnali di disagio che sta manifestando.
Potrebbe verificare in primis se a scuola esiste uno sportello di ascolto e parlare con la psicologa evidenziando le difficoltà della sua bambina, in modo da attivare un sostegno coinvolgendo anche le maestre.
In secondo luogo valuti la possibilità di un suo percorso personale, che le permetta di elaborare le sensazioni ansiogene che sta sperimentando , attivando comportamenti adeguati e rassicuranti per la sua bambina.
Un caro saluto
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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9 OTT 2019

Gentile Yulia, il momento dell’ingresso alla scuola primaria è segnato da cambiamenti nel vissuto di tutti i bambini. Probabilmente sua figlia sta faticando un po’ più degli altri poiché ha difficoltà a separarsi da lei. Il trasloco poi può essere un ulteriore fattore stressogeno per i bimbi. Potrebbe essere utile per lei farsi supportare in un percorso dove potenziare la creazione di una relazione più sicura per la sua bimba per vivere con più serenità i momenti in cui lei non è presente. La sua bimba sta comunicando il suo disagio anche con il corpo (mal di pancia), cosa non rara nei bambini, perché le emozioni vengono vissute in modo meno “strutturato”. Leggere questi insegnali sono importanti per leggere il bisogno di rassicurazione e gestione della presenza-assenza della mamma.

Dott.ssa Silvia Tessarin Psicologo a Chiari

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9 OTT 2019

Ciao Yulia, hai sofferto di depressione post-partum con questa bambina, con l'altra no. Si instaura un disturbo che tecnicamente si chiama "fobia della scuola", ma concretamente è una sindrome relazionale legata alla gestione dell'ansia della mamma, che viene percepita fin da subito dal neonato. Questa dimensione fa sì che paradossalmente sia la bambina preoccupata per la mamma e non la vuole lasciare. Capità che i pediatri accusino "malamente" le mamme di essere ansiose e giustamente non sentendosi accolte non riescono a superare il problema (anche se a volte i medici hanno ragione). La bambina migliorerà sicuramente mettendoci del suo, ma tu devi rassicurare la bambina che sei grande e forte, che hai tante cose belle da fare e che quando torna le farete insieme.

Dott. Bonacina Giampiero - Psicologo e Psicoterapeuta Psicologo a Valmadrera

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9 OTT 2019

Gentile Yulia, sua figlia sta vivendo una fase di separazione, iniziata già con il trasloco e protrattasi con l'inizio della scuola primaria, per cui sente la sua mancanza. Come lei stessa dice nel suo discorso, dopo un po' di pianti riesce a stare nel contesto classe, gioca e sta bene. La fase più difficile è il distacco, non lo vive in modo sereno ma "tragico". Si potrebbe lavorare sui confini, ossia sul fatto che lei può rassicurarla, che la mamma all'uscita da scuola è lì che l'aspetta, in questo modo la bambina si tranquillizza e vive questo distacco con più serenità. Ci troviamo in una fase della vita in cui si "smette"di giocare, inizia la scuola "dei grandi", per cui è probabile che si senta ancora piccola (le maestre non mi fanno le carezze o non mi coccolano), per cui è importante che sua figlia senta che le coccole e gli abbracci può sempre riceverli dalla sua mamma.

Dott.ssa Miriam Aliberti

Dott. Miriam Aliberti Psicologo a Torre del Greco

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