Autostima e soldi

Inviata da mauro · 29 apr 2021

Buongiorno, ho 33 anni.

Solo del centro sardegna, famiglia con 4 figli, padre artigiano (stile padre padrone che si fa influenzare dai giudizi altrui) madre super sensibile e succube casalinga. Sono il figlio maggiore e ho cercato di rompere questo Karma, laureandomi e facendo il designer. La mia famiglia e umile, non conosciamo persone influenti etc .. col passare del tempo, nonostante sia riuscito comunque a trovare lavoro simili alle mie aspirazioni, da poco mi son reso conto che sono sempre stato uno stipendiato. Nonostante tutti i capi che ho avuto mi abbiano elogiato con complimenti e relativi titoli aziendali, non sono riuscito a uscire dallo stato di povertà e di dipendenza, viaggio sui 1400 da 5 anni e non riesco a ne a comprare casa, ne ad avere una macchina. Ho cercato una posizione stabile dove potevo crescere e costruirmi in varie città. Sono finito a Milano ma niente.. sempre un operaio rimango . Ho provato ad aprire un azienda mia ma non sonó riuscito a impormi nella società, nell economia , non sono riuscito a farmi strada tra i grandi e a rompere questo Karma. Alle aziende non importano le mie idee il mio modo di vedere .. a conti fatti vengo pagato solo per il mio tempo orario e la mia manodopera. Quindi reputo che i miei lavori siano inutili in generale e utili solo a me per esprimermi in qualche modo. Ultimamente sono molto depresso e sta salendo nuovamente quel senso di inferiorità che avevo quando ero adolescente. Voglio di più ma non ci riesco ad ottenerlo nonostante gli sforzi e i sacrifici. Sono molto lungimirante e ho avuto molta pazienza.. ma arrivati a quest età sto facendo i conti con la realtà e continuo a sentirmi inferiore povero.
Per questo motivo mi vergogno , mi vergogno di me, di essere nato dove son nato, di non aver avuto abbastanza strumenti per migliorarmi. L università è stata un regalo d mio padre pero solo la triennale .. dopo avrei dovuto proseguire da solo. E così è stato .. lavorando però per uno stipendio e facendo sempre quello che dice il capo. A febbraio son crollato e ora sono sotto consulenza psichiatrica perché penso spesso di farla finita . Solo stanco di far buon viso a cattivo gioco e di far vedere a questa società di inetti che tutto sommato son contento. Non è per niente vero.. avevo grandi aspettative e alla fine mi ritrovo sempre ai punti iniziali. Il mondo del lavoro e quello che è . Inoltre non ho strumenti per misurare il mio valore all interno della società e quindi non posso mettermi nella posizione di chi può chiedere e pretendere. Ma al contrario sono sempre io a dover abbassare la testa. Mi faccio schifo, mi fa schifo la mia famiglia, mi fa schifo dover lavorare per sopravvivere. Prima il senso del sacrificio era valido perché pensavo che sacrificandomi in termini di tempo e fatica avrei ottenuto qualcosa. Ho sacrificato rapporti personali, ho lasciato l idea di peter comprare casa col mutuo aspettando di trovarmi in una posizione migliore senza dover indebitarmi per 30 anni, ho preferito vivere in una città dove non c’è bisogno della macchina. Tutte queste scelte, nonostante mi abbiano riempito comunque di esperienze e di conoscenze. Non mi hanno portato a niente. Non voglio arrivare vecchio e ricco in questa corsa, volevo godere la vita nel frattempo che sono in forze. Ma cosí non è possibile quindi volevo capire in cosa posso trovare le motivazioni per vivere in questa continua battaglia ? La mía e una gara di corsa, e sono partito con un ora di ritardo rispetto agli altri partecipanti che identifico. La soluzione sarebbe accettare una vita semplice e mediocre come fa il 90% della popolazione ma è proprio questa la motivazione per la quale mi sono impegnato tanto. Uscire dal mediocre dal semplice, volere di più. Ora sono troppo stanco e sto cercando di riprendere le forze dopo 15 anni di ritmo serrato e ricerca di soluzioni. Ma non sono nessuno purtroppo. Nel mondo che conta e comanda io son uno della manodopera, L uomo delle pulizie. Tutto questo mi rende infinitamente triste e mi vergogno di me stesso e di esistere. Voglio dire.. se fossi nato in Africa in un villaggio le mie priorità sarebbero state altre ma sono nato in mezzo a una società democratica composta in maggioranza da mediocri. In cosa dovrei darmi valore in questa società funzionale che non vede il mio spirito ne il mio essere ma vuole solo il mio tempo e le mie energie in cambio di una misera paga ?

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Miglior risposta 30 APR 2021

Buongiorno,
intanto grazie di quello che ha scritto, la volontà di andare oltre la mediocrità, comunque resta un atto di crescita e di stima nei confronti di sé stessi, chiaramente questo non deve compromettere l'esame di realtà che tutti noi dobbiamo mantenere nei confronti di quello che ci gira attorno.
La crescita individuale ci deve portare a dare il massimo, ma mantenendo chiari obiettivi e principi valoriali.
Partire in ritardo come dice lei non è sempre negativo, si capisce meglio la vita si è più sensibili.
Credo che parlare con qualcuno di questo momento potrebbe aiutarla molto.
Resto a sua disposizione
Cordiali saluti
Dr. Massimiliano Compagnone
Faccio terapia on line

Dott. Massimiliano Compagnone Psicologo a La Spezia

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30 APR 2021

Gentile Mauro,
dal suo racconto emerge eccessiva ambizione ma anche autosvalutazione, rigidità, pessimismo e rischio notevole di cadere in depressione.
Ritengo che dovrebbe acquisire maggiore capacità di adattamento, autostima e resilienza.
A tale scopo un percorso di psicoterapia potrà sicuramente esserle utile.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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29 APR 2021

Buonasera,
grazie per aver condiviso la sua storia con noi. Deve essere veramente difficile per lei sentire di non essere realizzato in quello che si è prefissato, mi sembra che la sua sia una sofferenza antica, con la quale immagino spesso sia complesso convivere.
Credo, se non lo ha già fatto, che potrebbe essere utile condividere questi suoi pensieri con il suo psichiatra, valutando la possibilità di intraprendere un percorso terapeutico.
Un saluto,
Dott.ssa Sara Cignini.

Dott.ssa Sara Cignini Psicologo a Roma

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