ansia, relazione

Inviata da Sara · 30 dic 2020

Buongiorno, sono una ragazza di 21 anni e vivo in uno stato d'ansia molto forte da sempre, fin da piccola soffrivo di questo disturbo e mi è stato diagnosticato da uno psicologo a cui mi sono rivolta ma che poi per motivi economici e per mancanza di miglioramenti ho smesso di frequentare.
Quest'ansia e continui tormenti psicologici sono peggiorati sempre più da quando una relazione con un ragazzo che reputavo speciale è andata male. All'inizio della nostra frequentazione ero felicissima, lo pensavo sempre e mi sentivo benissimo quando trascorrevo del tempo con lui. Amavo parlare con lui e finalmente potevo sentirmi me stessa dato che di solito tendo a comportarmi in modo diverso per cercare di piacere agli altri. Con lui inizialmente andava benissimo, l'ho baciato di mia iniziativa ed ho sentito una sensazione bellissima. Ero grata di averlo conosciuto e di aver avuto questa fortuna nella vita, era un ragazzo speciale.
Nel momento però in cui mi ha chiesto di ufficializzare il rapporto, dopo circa due mesi tutto ha iniziato a precipitare. Ho iniziato a sentirmi male, a mettere continuamente in discussione il mio sentimento, a dire di non essere innamorata e ad avere continui attacchi. Mi sentivo sempre in colpa perché non riuscivo ad amarlo come lui faceva con me, non metteva mai in discussione nulla e mi stava sempre accanto, mentre io non riuscivo a dirgli che lo amavo e tutto mi faceva paura.
Ho provato a lottare, non volevo perderlo ma le mie ansie mi perseguitavano, non riuscivo a vivermi il rapporto con serenità passo per passo, volevo delle risposte certe da parte mia, essere sicura di amarlo e che avrei fatto di tutto per lui. Alla fine dopo 6 mesi ho dovuto chiudere la relazione, l'ho fatto soffrire e ho sofferto tantissimo ma non potevo più sentirmi così ingrata.
Sono passati quasi 3 anni da quel giorno, non ho più voluto conoscere altri ragazzi, la cosa mi infastidisce al pensiero e ho sempre pensato a lui e al fatto che per me è ancora una persona speciale.
Un mese fa ci siamo rivisti per un aperitivo ed è stato bellissimo, abbiamo parlato della nostra vita e mi sono sentita davvero bene quasi come se non fosse passato tutto quel tempo, ma non ho avuto il coraggio di dirglielo perché so bene che nei momenti di solitudine inizio a rimettere in discussione tutto quanto e mi rendo conto che quello che sento non è giusto, non riesco a dargli l'amore di cui ha bisogno anche se lo vorrei tanto. Questo mi fa provare tanta rabbia e frustrazione.
Forse a breve ci rivedremo per una chiacchierata ma non so più che fare, la mia ansia continua, non ho pace perché continuo a rimuginare su quanto io sia ingrata e non riesca ad amarlo. Provo rabbia perché sento che è la persona che mi farebbe stare bene, con cui potrei veramente essere felice ma non riesco a farla funzionare. Forse devo arrendermi all'idea che nulla si può fare e devo accettare una volta per tutte che non c'è futuro.
Mi trovo bloccata e incapace di vivere la mia vita senza paranoie e con tranquillità. Prima di lui ho ricevuto grandissime delusioni dalle persone, sono stata usata e tradita o messa subito da parte, mi sono sempre annullata e mi chiedo perché io non possa vivere un amore sereno.

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Miglior risposta 31 DIC 2020

Ciao Sara, non è vero che non c'è un futuro per te, non devi rinunciare alla tua felicità. Penso che tu abbia incontrato la persona giusta per te, la persona che ti ama e ti rispetta e credo che anche tu senta le stesse cose per lui. Quello che, a mio avviso andrebbe rivisto, è il senso di ingratitudine che provi verso questo ragazzo. Operando un confronto tra come lui ama te e come tu ami lui, ne ricavi di non essere alla pari. Questa cosa ti fa' sentire ingrata, in colpa, e attiva tutta una serie di stati di ansia. Tali ansie ( associate al senso di colpa, ecc.) ti fanno vivere male e per liberarti da tutto decidi di lasciarlo; salvo poi renderti conto, quando lo rivedi, di nutrire per lui sentimenti ancora molto forti. Perpetui un circolo vizioso dal quale però ti puoi liberare.
Un saluto affettuoso,
Dott.ssa Antonella Ricci

Dott.ssa Antonella Ricci Psicologo a Tivoli

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4 GEN 2021

Buongiorno Sara. Leggendo la tua richiesta .. ci sono vari punti che a mio avviso sarebbero importanti con un percorso di terapia affrontare.. intanto individuare e lavorare sui problemi di ansia che dici che nascono dalla tua infanzia ,da piccola e questi continui tormenti, questo credo sia fondamentale lavorarci. Per poi poter sistemare il presente. Nel presente potresti considerare la paura non come avversaria.. ma come una emozione utile,che può avere due modalità differenti entrambe utili se usate in modo opportuno e congruo alla situazione. La prima, viene utilizzata quando c" e un pericolo attorno a noi e questo tipo di paura ci fa scappare fuggire ci salva, in questo caso, servirebbe? La seconda modalità è una paura di padronanza, che ci permette di agire di controllarla, prova a rivedere quando forse hai utilizzato una paura che ti ha permesso di affrontare invece che fuggire ,chiudere e o evitare... entrambi vi siete trovati, e stavate bene e ...forse potreste esserlo ancora... credo che sia opportuno lavorare sulla immagine di di te e su questa percezione di dover piacere agli altri... credo sia questo il punto... prova a chiederti se per te c' e solo un modo, e l' unico modo che sicuramente è stato utile nella tua storia.... ma forse ora... quel modo la dovrebbe essere rivisto e riadattato a una Sara grande...per chiarimenti dottoressa Carcereri sarah Mirsada .

Dott.ssa Sarah Mirsada Carcereri Psicologo a Castel d'Azzano

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31 DIC 2020

Cara Sara, ciò che mi colpisce della tua storia è il poco amore che esprimi nei tuoi confronti. Usi parole dure nei confronti di te stessa e questo mi dà l'impressione che condizioni poi il tuo modo di porti agli altri e anche a questo ragazzo.
Ti invito a lavorare sulla paura che ti ha impedito durante l'ultimo incontro di portargli che cosa ti era successo 3 ani fa, pensando che esplicitare quello che hai attraversato in passato e che stai attraversando ora possa rendere più chiaro lo sfondo che ha accompagnato la vostra rottura e che potrebbe accompagnare un vostro riavvicinamento.
L'ansia è un modo creativo che di solito troviamo quando qualche cosa, spesso un cambiamento da affrontare, ci fa paura. Sviluppiamo dei sintomi per evitare di restare in contatto con il nostro ambiente, trovando nell'isolamento una soluzione al problema. Condividere i nostri stati d'animo con altri può essere rischioso, non sappiamo come verranno accolti, ma non farlo ci lascia in una condizione di isolamento e sfiducia che non è sostenente per noi.
Puoi consultarmi online per maggiori chiarimenti. Un caro saluto, dott.ssa Marinella Balocco

Dott.ssa Marinella Balocco Psicologo a Orbassano

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31 DIC 2020

Ciao Sara, da quello che scrivi mi pare di capire che la tua ansia parla di una paura. La paura è un’emozione che ha un nobile obiettivo, quello di proteggerti da un pericolo. In questo caso riesci a mettere a fuoco qual è il pericolo che ti blocca?
Ti consiglio inoltre di valutare un percorso di psicoterapia perché potrebbe aiutarti ad elaborare meglio la situazione e lavorare sulle tue paure.
Non avere la pretesa di smettere di sentire la paura, le cose si fanno sempre con la paura e con il coraggio, ma quando la paura inizia a bloccati vuol dire che è arrivato il momento di fare qualcosa.
In bocca al lupo!

Dr.ssa Eugenia Carbonara Psicologo a Avellino

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31 DIC 2020

Buongiorno Sara,

Dal suo racconto l’ansia potrebbe essere connessa ad un conflitto psicologico sottostante proprio relativo al suo stare in relazione. Sembra infatti che ci un’ambivalenza nei confronti di questo ragazzo, ovvero lo desidera ma allo stesso tempo sente di non riuscire ad esprimere il suo sentimento o comunque consolidare un’ipotetica relazione con lui.
Tuttavia, per dirlo con certezza bisognerebbe un po’ approfondire. Io le consiglierei di riprendere in mano la questione tramite dei colloqui psicologici, perché non significa che se è andata “male” una volta, debba per forza succedere lo stesso anche oggi (visto che sono passati un po’ di anni). È importante che una ragazza della sua età possa ritornare a vivere la quotidianità, e soprattutto le relazioni, nel modo più sereno possibile.

Rimango a disposizione

Dott.ssa Elisa Simeoni

Dott.ssa Elisa Simeoni Psicologo a Brescia

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