Ansia e

Inviata da Cri cri · 17 dic 2020

Soffro d'ansia da sempre praticamente. Diversi anni fa per un lutto in famiglia l'ansia è diventata ingestibile,dopo diversi attacchi di panico che mi impedivano di lavorare, ho deciso di rivolgermi ad una psicologa.
Il percorso è durato anni e si è chiuso in uno stato di equilibrio.
Ho ripreso coi colloqui l'anno scorso dopo aver avuto alcuni episodi in cui mi sono ritrovata a pensare a farmi del male.
Le cose sono subito migliorate, i pensieri cupi hanno lasciato spazio a pensieri più lucidi. I colloqui si interrompono x il lockdown e li l'ansia torna a mille. Riprendiamo i colloqui, e nelle ultime sedute proprio nn mi sento a mio agio. La direzione che si stava prendendo mi faceva stare male, e questo ci può anche stare, ma soprattutto non la sentivo mia. Non volevo quello. E quindi ho interrotto. Le cose sono andate così così fino ad ottobre in cui sono arrivati gli attacchi di panico e l'utilizzo di farmaci x sedare in po' l'ansia.
So benissimo di aver bisogno di aiuto, so quanto poi mi fa star bene parlarne e risolvere la matassa che ho nella testa. Ho deciso di cambiare sicuramente figura. Ma ho comunque paura che poi mi troverò nuovamente sulla stessa strada che mi stava proponendo la vecchia psicologa.
Come trovo la tranquillità x riprovarci?

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Miglior risposta 18 DIC 2020

Gent.ma Cri cri, se dopo un anno le sue crisi di ansia e panico ritornano, significa che occorre cambiare approccio. Non si disperi, perché la sua esperienza le sarà stata utile per comprendere lei stessa, ma probabilmente non le ha dato gli strumenti giusti per tornare a vivere serenamente. Una terapia breve la aiuterà molto.
Buona giornata

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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13 GEN 2021

Gentile Cri

Brava innanzitutto che desideri sempre metterti in gioco provando a stare bene. Credo che sia sbagliato dire (sentire) di avere sempre l'ansia, è come se dicessi che sei sempre stata donna o essere bionda. L'ansia, l'angoscia, il vuoto, il male al petto, la tristezza e qualunque sintomo, sono l'unico strumento che madre natura ha per dirci che non stiamo bene. E' come se avessi se fossi influenzata e ti sorprendessi dell'aumento di temperatura. L'ansia è un insieme di sintomi, di modi, che il corpo usa per farci cambiare...dobbiamo ascoltarlo, capire la funzione del suo messaggio. L'ansia è uno stato di iperallerta costante, è come se il tuo cane fosse irrequieto in un posto molto rumoroso. E' giusto che sia irrequieto, perchè lui se libero andrebbe via da li. Noi funzioniamo così...
La nostra vita, la nostra sensibilità, la nostra struttura, hanno un suo "udito", sentono cose che noi non percepiamo , ma non per questo non esistono. Il nostro corpo registra dentro di sè tutto, ogni dolore, ogni rimprovero, ogni voto sbagliato, ogni paura del rimprovero...fino a far diventare uno stato patologico uno stato di normalità.
Capire l'ansia non vuol dire toglierla. E' come se volessi sfamarti leggendo un libro di cucina...
L'ansia per esistere ha bisogno di un corpo rigido, di un respiro corto, di un diaframma bloccato, di una bocca serrata, di un atteggiamento controllante e in allerta. Lavora sul corpo, sul non assecondare la paura. Magari non capirai le cause, ma starai molto meglio, accettando solo la tua natura, e che la tua struttura ha caratteristiche meravigliose, a condizione che tu le rispetti.

Buon percorso..

Goffredo Bordese

Dott. Goffredo Luigi Bordese Psicologo a Pavia

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12 GEN 2021

Cara Cri, mi spiace molto per la situazione di disagio nella quale si trova. Tuttavia, penso che l'idea di cambiare figura potrebbe portarla ad assecondare il malessere. Mi spiego meglio: i momenti di disagio in terapia e/o col terapeuta sono spunti utili per lavorare su di sè, per capire che cosa sta succedendo e fare un salto qualitativo nel lavoro terapeutico. Interrompere senza darsi la possibilità di parlarne col terapeuta preclude una possibilità di scoperta e miglioramento di sè. So che può essere difficile, ma soprattutto i momenti che ci sembrano peggiori in terapia, sono quelli che aiutano di più l'andamento della stessa. Le consiglio, quindi, di riprendere con la stessa persona, per approfondire la questione. Un caro saluto

Rebecca Silvia Rossi Psicologo a Andria

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2 GEN 2021

Gentile Cri,
non è chiaro il motivo per cui, dopo una prima fase positiva in cui è stata meglio (tanto da riuscire a gestire l'ansia), quando poi ha ripreso le sedute dopo l'interruzione per il lockdown non si sentiva più a suo agio. Tutto ciò poteva e doveva essere discusso e approfondito in seduta proprio per capire qual'era il nuovo problema/ostacolo anche perchè, pur cambiando terapeuta, la cosa potrebbe ripetersi come lei stessa teme possa accadere.
Quanto al lockdown, le sedute potevano essere continuate con le precauzioni del caso (mascherina, distanziamento etc.) oppure via online quindi è probabile che in lei si stesse già facendo strada l'intenzione di fermarsi.
Pertanto il suggerimento è di riprendere con la stessa o con altra terapeuta ma avendo chiaro in futuro che all'abbandono della psicoterapia (drop-out) è preferibile parlare anche di ciò che la può mettere a disagio durante il percorso terapeutico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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18 DIC 2020

Gentile Cri cri, sarò telegrafico, il fatto che Tu soffra d'ansia "da sempre" è indicativo del fatto che l'origine psichica di questo disturbo è molto antica, forse sin dalla nascita e dalle prime esperienze di relazione con Tua madre.
Non so che modalità psicoterapeutica adottava la Tua Terapeuta ma so che questo disturbo può e deve essere trattato solo con un con una vera e propria psicoanalisi.
Per saperne di più sulla differenza tra psicoterapia e psicoanalisi mki permetto di suggerirTi di visitare il mio sito personale il cuilink trovi sulla mia scheda sul portale GUIDAPSICOLOGI.it.
Io resto a Tua disposizione per eventuali chiarimenti e Ti saluto molto cordialmente.
Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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18 DIC 2020

Cara Cri cri, trovare il professionista giusto che "a pelle" la fa sentire a suo agio è difficile.
La invito però a riflettere su cosa non le permettesse più di essere a suo agio con la sua terapeuta e di cosa non le permettesse di sentirla più sua. Si tratta della modalità con cui avete effettuato i colloqui (per esempio online invece che in presenza) a metterla a disagio, oppure sono gli argomenti affrontati o le tecniche utilizzate a non essere più in linea con il suo bisogno?
Credo che portare questo genere di stimoli in seduta, per qualsiasi professionista a cui deciderà di rivolgersi, siano importanti per costruire insieme a lei la strada da intraprendere per costruire la vostra terapia. Da un punto di vista gestaltico, la terapia non deve essere solo accoglienza, ma deve anche avere la forza di mettere in crisi, allo stesso modo, paziente e terapeuta, per poter dare ad entrambi l'opportunità di vedere se stessi e il mondo sotto una luce nuova, capace di instillare un cambiamento sentito. Rimango a disposizione per eventuali dubbi o chiarimenti. Un caro saluto, dott.ssa Marinella Balocco

Dott.ssa Marinella Balocco Psicologo a Orbassano

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18 DIC 2020

Gentilissima Cri Cri, intanto ha fatto bene a chiedere aiuto e mi sembra che, fino a un certo punto la cosa abbia avuto un effetto positivo. Questo andamento positivo si è interrotto alla ripresa del vostro percorso. Le motivazioni che sottostanno questo suo vissuto possono essere davvero tante e ovviamente non possiamo evincerle con un messaggio online. Quello che però le posso dire è che deve esserci sempre spazio, all'interno del percorso terapeutico, la possibilità di discutere anche della "piega" che sta prendendo la terapia e se la persona non si sente a suo agio può dirlo in modo da poter discutere insieme al terapeuta e trovare una soluzione. Le consiglio inoltre, visto che ha intenzione di cambiare terapeuta e visto il periodo di restrizioni a livello di uscite, di scegliere qualcuno che possa eventualmente fare sedute anche online.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Sara Pasquini,
Psicologa Psicoterapeuta

Sara Pasquini Psicologo a Ancona

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18 DIC 2020

Buongiorno. Capisco dalle sue parole come non debba essere facile vivere ciò che sta passando e la ringrazio per averlo condiviso con noi. Sicuramente ha vissuto nella sua vita degli eventi stressanti che sono stati precipitanti e di mantenimeto della sua ansia, a cui si aggiunge un anno difficile data la situazione di pandemia che stiamo vivendo. Sarebbe interessante capire molti altri elementi del suo sintomo per comprendere i meccanismi mentali, conportamentali e corporei che lo caratterizzano e lo mantengono, cosi come la sua storia. Mi ha colpito il fatto che lei concentri il suo quesito soprattutto sul percorso psicologico che ha intrapreso, come se alla sua ansia si aggiunga la paura che l'aiuto psicologico che lei ritiene ed ha ritenuto importante possa essere ora non più efficace, perdendo cosi un punto fermo di rassicurazione. La sua consapevolezza di aver bisogno di aiuto e la sua buona esperienza passata sono sicuramente ottime risorse su cui contare per poter ricominciare a lavorare su di lei insieme ad un professionista, cercando pero di capire quale sia la direzione che ancora non è pronta a percorrere e perchè, accogliendo i suoi bisogni e valutando insieme quali possano essere le strade per raggiungere degli obiettivi condivisi , nel rispetto dei suoi tempi e di quelli della relazione. Si possono trovare i modi per allentare la matassa di cui parla, non è mai tardi per crescere, rialzarsi e far riemergere le proprie risorse. Se ha bisogno rimango disponibile anche in privato, per ulteriori domande o consigli. Le auguro intanto una buona giornata e delle buone feste. Dott.ssa Laura Paniccià.

Dott.ssa. Laura Paniccià Psicologo a Porto Sant'Elpidio

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18 DIC 2020

Carissima Cri, quando si in terapia si vanno a toccare punti fragili della storia di una persona crea dolore, smarrimento e confusione ma poi piano piano si ritrova la condizione di benessere perché quei traumi/ fragilità si risolvono. È una reazione di difesa al dolore quella del paziente che abbandona la psicoterapia perché "sta male" ma non è utile alla "guarigione". A volte è utile parlare con il proprio terapeuta rispetto al percorso che non sentivi più tuo perché decidere di cambiare terapeuta può essere terapeutico al percorso del paziente. Comunque se emergono ancora sintomi ansiosi ti consiglio una terapia EMDR perché ci sono dei blocchi che non permettono la gestione del sintomo. Se hai bisogno di un confronto sono a tua disposizione anche online.
Dr.ssa Romina Bove

Bove Romina Psicologo a Modena

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18 DIC 2020

Ciao, sei sicura che la psicologa non fosse anche psicoterapeuta o non ne sei a conoscenza?

Dott. Antonio Barba Psicologo a Battipaglia

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18 DIC 2020

Carissima, purtroppo può solo provare. Se non andrà bene non tornerà, però non può saperlo prima. Una terapia può non andare per diversi fattori, ma ciò che deve importate alla fine sono i benefici, se questi sono maggiori rispetto ai sacrifici va bene cosi. In ogni caso perchè non prova a parlare con la sua terapeuta delle difficoltà che prova. Insieme si può provare a risistemare le cose.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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18 DIC 2020

Buongiorno Cri, mi dispiace per il suo stato ansioso, immagino la difficoltà nel gestire l'ansia e la quotidianità. Se vuole provare percorsi alternativi, può informarsi con il/la psicologo/a che sceglierà e parlare del suo vecchio percorso psicologico, in modo da avere un confronto e poi sceglierà ciò che la fa sentire più tranquilla e a suo agio.
Nel frattempo, può fare questo esercizio di consapevolezza: dedichi un momento per sé stessa, in qualcosa che le piace e si concentri su ciò che fa senza farsi inondare da pensieri che non riguardano l'attività specifica che sta svolgendo.
Mi faccia sapere come va la sua ricerca, per ulteriori informazioni, resto a disposizione.
Dott.ssa Antonella Bascià

Dott.ssa Antonella Bascià Psicologo a Milano

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18 DIC 2020

Cara CRI, è comprensibile che dopo la sua esperienza negativa sia difficile affidarsi di nuovo a qualcuno. D'altro canto, però, come lei stessa sostiene, sarebbe auspicabile nella situazione iniziare un nuovo percorso.
La strada che le proporrà il nuovo o la nuova psicologa non potrà essere che diversa, la relazione tra psicologa* e paziente è sempre unica e diversa dalle altre, dunque se questo è il suo unico timore che le impedisce di scegliere un professionista non deve preoccuparsi. In più, potrà sempre raccontare a chi si prenderà cura di lei cosa non andava del vecchio percorso ed esplicitare cosa la farebbe stare di nuovo male.
Un saluto cordiale

Dott. Alberto Urbani Psicologo a Montebelluna

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18 DIC 2020

Cara Cri,
è probabile che la strada che la psicologa aveva intrapreso con lei fosse quella da percorrere per sciogliere molti nodi del suo passato. L'ansia e gli attacchi di panico sono l'espressione che il suo corpo riesce a darle del malessere psichico. La miglior soluzione è lavorare su se stessi per rinforzare le proprie risorse e, molto spesso, questo significa andare in profondità anche verso ciò che non ci piace.
Però è anche vero che il percorso psicologico è un viaggio che psicologo e paziente fanno assieme. Le tappe possono essere concordate e se una strada, per il momento, è spaventosa da intraprendere, si può scegliere di fare un giro più lungo per arrivarci successivamente, magari con uno stato d'animo più predisposto.
Non rinunci alla possibilità di iniziare un percorso. Ne ha già esperienza, quindi conosce gli effettivi benefici del lavoro su se stessa.
Resto a sua disposizione e le auguro il meglio!
Dott.ssa Federica Beglini

Dott.ssa Federica Beglini Psicologo a Milano

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