Anaffettivo o narcisista?

Inviata da Rosaria Orlando · 8 mag 2018

Credo di essere ormai arrivata agli sgoccioli di questa mia storia che va avanti da due anni poco piú.
Dopo mesi di sofferenza devastante da parte mia ho deciso io di chiudere perchè lui non credo sia capace di prendere decisioni.
Lo scorso anno, dopo un mio viaggio di lavoro di 4 mesi, al mio ritorno lui era cambiato!
Io ero tornata energica e desiderosa di portare avanti i nostri progetti. Lui ha iniziato a fare retro marche. Prima me ne sono accorta dagli atteggiamenti sempre piú freddi e distanti. Era assente e privo di voglia di fare. Sempre buttato sul divano dopo una giornata di lavoro. Dedito ad impegnarsi totalmente nel lavoro e nello sport, ma una volta a casa erano lui, la TV e il divano! Da quando ho iniziato a soffrire di mancanze, da quando mi sono accorta che mancava qualcosa nel nostro rapporto, lui ha iniziato a colpevolizzare me... Accusandomi delle mie instabilità, dicendomi che avevo smesso di dargli sicurezza da quando decisi di partire (da premettere che lui é stato il mio maggiore fan affinché io partissi per realizzare me stessa) , che lui non poteva pensare a me perché ha la sua vita e i suoi problemi. Insomma io finivo col parlare di mancanza di amore, empatia e lui mi diceva che aveva mille cose alle quali pensare che quello che per me è importante per lui é futile e che io, secondo lui, voglio una persona che vive completamente per me!
Non é mai stato largo di complimenti, carezze o gesti affettuosi in generale, mi sono sempre accontentata delle briciole ma si sa col tempo é necessario che ci sia qualcosa di piú profondo.
Lui spesso ha ammesso di non aver mai pianto e se lo ha fatto non se lo ricorda inoltre dice che non vuole accettare il fatto che io lo stia lasciando perché non vuole stare male ma é sicuro che ci soffrirà dopo.
Io sono lì accanto a lui che piango e lui é freddo, glaciale... Come se non provasse nulla. Allo stesso tempo é combattuto. Lo vedo.
Forse non vuole lasciarmi perché sa che non troverà mai una ragazza che lo accudisce ed é li per lui come sono sempre stata io, o forse è consapevole del dolore che mi provoca ma non sa cosa fare e come uscirne.
Io non dico di volerlo aiutare, non ne ho le capacità, solo col mio amore non posso.
Però vorrei sapere se é un caso irrecuperabile (cosa che io non credo), perché se così fosse scapperei via lontano da lui, come già sto facendo. (Siamo in convivenza ma sto impacchettando tutto, parto di nuovo per lavoro ma da single)
L ho sempre "sentito" fino ad un certo punto... Mai totalmente. E vi giuro... Fa male!
Una volta gli dissi... "Chissà se mi amerai mai come ami il cibo"! Lui sorrise!
Lui riversa in tutto ciò che non é umano una sorta di amore. Il lavoro, il calcio, le uscite con gli amici, il cibo! Soprattutto il cibo!
Fatto non meno importante, dal mio rientro dai 4mesi ha smesso di desiderarmi. Io non l ho mai tradito e non ho mai smesso di desiderarlo, mai! Anche adesso che ho preso questa decisione!
Io non dimenticherò mai il trasporto che ê riuscito ad avere con me alla inizio. Come mi guardava, come mi abbracciava e come facevamo l'amore! Lui può amare... Poi però qualcosa è cambiato!
È normale non voler fare cavolate alla mia età, 37anni. Sono nata e cresciuta con il sacrificio e la dedizione come esempi in amore, e se lui davvero può stare meglio, se davvero prova affetto per me e vorrebbe amarmi ma non sa come fare vorrei aiutarlo!
Insomma nessuno è perfetto, anche io devo lavorare molto su me stessa... Però io lo so che voglio migliorare e ci provo giorno dopo giorno, sfida dopo sfida.
Ho bisogno di aiuto per capire...

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Miglior risposta 9 MAG 2018

Gentile Rosaria,
dal suo scritto emerge tutto l’amore, l’affetto e la volontà di riprovarci che anima questa sua relazione. In questo contesto non è possibile poter comprendere efficacemente cosa possa spingere il suo compagno a comportarsi come ha dettagliatamente descritto. Fatto sta che quelle che sono le sue esigenze sono più che lecite ed è normale che lei ricerchi determinate cose dalla sua relazione. Un importante passo potrebbe essere provare a iniziare una terapia di coppia insieme al suo compagno, ma se questo non dovesse essere possibile le consiglio in ogni caso di iniziare un lavoro direttamente sulla sua persona in modo che possa prendere delle decisioni che vanno primariamente a cautelare il suo benessere.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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