Aiuto con la figlia del mio compagno

Inviata da Francesca78 · 24 set 2021

Sono fidanzata da quasi 4 anni con uomo più grande di me di circa 20 anni (io ne ho 37) e da sempre abbiamo problemi con sua figlia, la quale da un anno a questa parte non risponde più né ai messaggi né alle telefonate del padre.
Premetto che la ragazza ha 28 anni (non é una bambina) e che lui me la presentò durante le festività due anni fa, avvertendomi che non sarebbe stata una passeggiata ma non credevo potesse arrivare a tanto.
Nonostante i miei vari tentativi di essere carina e gentile nei suoi confronti sin dall’inizio, lei non mi ha mai accettata offendendomi indirettamente con il padre e purtroppo anche direttamente con titoli poco piacevoli oltre a definirmi strega ecc...sia il mio compagno che la sua ex moglie hanno sempre avuto problemi con i loro nuovi compagni perché la ragazza non ha mai accettato nessuno, lei vorrebbe che entrambi i genitori (separati da 20 anni) stessero insieme o per forza soli. Io ho fatto diversi tentativi, ma dopo gli ultimi insulti pesanti da parte sua, mi sento molto offesa e confesso che sono sollevata che da un anno abbia smesso di scrivere messaggi visto che erano solo colmi di offese ecc...la ragazza non chiama più neanche la mamma del mio compagno (sua nonna), rea di aver socializzato con me. In pratica ha una forma di morbosità estrema nei confronti dei genitori e vede qualsiasi persona si avvicini come un nemico.
Lo reputo un atteggiamento molto egoista, dato che da 5 anni convive con il suo ragazzo e mai si é preoccupata di stare vicina al padre quando ne aveva bisogno.
Sono dispiaciuta per il mio compagno perché sicuramente ci soffre ma sono talmente arrabbiata che non capisco come una ragazza di 28 anni non sia in grado di chiedere scusa e di voltare pagina.

A me basterebbe un « mi dispiace » per metterci una pietra sopra ma invece nessun tentativo di scuse da parte sua.

Come dovrei comportarmi ? Io di passi ne ho fatti abbastanza e sono veramente delusa oltre che sentirmi offesa.

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Miglior risposta 27 SET 2021

Cara Francesca, la sua rabbia è comprensibile date le difficoltà che ha sperimentato con la figlia del suo compagno, immagino che ci sia da parte sua un dispiacere nel non poter vivere serenamente gli affetti e le persone care che circondano il suo compagno. Eppure in questo momento non sta a lei muovere passi verso questa ragazza che, data la sofferenza e la scarsa elaborazione della separazione dei suoi genitori, legge qualsiasi suo avvicinamento con una lente "distorta" dal dolore e dalla non accettazione. Resti vicino al suo compagno come meglio sa fare, consigliandolo con il cuore.
Le auguro buona fortuna sperando che nel tempo la situazione prenda una piega migliore e le tensioni potranno sciogliersi.

Dr.ssa Arianna Buttafuoco Psicologo a Perugia

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27 SET 2021

Cara Francesca, è molto probabile che la figlia del suo compagno non ha mai superato la separazione dei genitori e, di riflesso non è in grado di accettare che essi si rifacciamo una vita. Di conseguenza, è pressoché impossibile che al momento accetti anche lei o si accorga di aver sempre esagerato ed esordisce con un "mi dispiace". Insuoi sentimenti di rabbia, frustrazione e delusione sono comprensibili ma, forse, sono così forti perché hanno richiamato in lei vecchie ed inconsapevoli dinamiche. Potrebbe valutare un percorso psicoterapeutico per approfondire la questione e andare oltre. Non possiamo cambiare gli altri, ma possiamo cambiare il modo in cui viviamo gli altri! Mi scriva pure in privato qualora avesse voglia di approfondire. Saluti

Rebecca Silvia Rossi Psicologo a Andria

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27 SET 2021

Cara Francesca 78,
Seguo con attenzione la tua preoccupazione.
La figlia del tuo compagno avrà avuto difficoltà nel cercare di elaborare ed interiorizzare, nonostante sia passato del tempo, la separazione dei suoi genitori.
Sarebbe utile e opportuno che la ragazza inizi un percorso psicologico, soprattutto deve essere motivata.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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27 SET 2021

Cara Francesca 78,
Seguo con attenzione ciò che riporta.
La ragazza avrà subito un trauma.
I genitori dovranno supportarla e consigliare uno psicoterapeuta.
Ovviamente dovrà essere motivata anche lei.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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27 SET 2021

Gentile Francesca78,
lei non può fare nulla di più di quello che fa, con la figlia del suo compagno.
Una volta che lei si comporta correttamente e in modo disponibile il suo compito è finito.
La figlia ha tutto il diritto di avere nei vostri confronti il comportamento che manifesta: è un suo problema (della figlia) risolvere se, lo desidera, i problemi che la situazione le creano.
Credo sia importante separare i problemi che il suo compagno ha con la figlia, da quelli che la figlia ha con lei.
Credo però che le sue aspettative di essere accettata a tutti i costi, siano legate ad aspetti della sua personalità che la feriscono e non le consentono di vivere il rapporto in modo sereno.
Un aiuto in questo senso potrebbe esserle utile.
Un augurio
Giordana Milani

Dott.ssa Milani Giordana Psicologo a Biella

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27 SET 2021

Buongiorno Francesca, probabilmente la ragazza avrebbe avuto bisogno di essere aiutata con un supporto psicologico al momento della separazione tanti anni fa, sembra non la abbia mai accettata e digerita
Lei è in una posizione difficile , come spesso lo sono le nuove compagne.
La risposta alla sua domanda dipende da cosa vuole lei
Lei ha fatto tutto il possibile e credo sia comprensibile il.sollievo che prova per un.pò di pace dopo tanti conflitti. Da quello che scrive non penso possa aspettarsi un.passo da parte della ragazza ma...penso lei ami il suo compagno, credo che saperlo infelice e sofferente per la figlia non renda felice neppure lei.
Quindi se vuole sostenerlo e aiutarlo, un tentativo di recupero contatti è necessario. I figli per quando problematici sono pezzi di noi. Certo in una situazione così complessa potreste rivolgervi a un professionista per un consulto psicologico, in modo da avere qualche suggerimento su come rapportarvi alla ragazza., per trovare il modo giusto per.comunicare con lei.
Altrimenti, lei può sentire che ha la coscienza in pace perché ha fatto tutto il.possibile e lasciar perdere , rinunciare.Sarebbe legittimo.
Come dicevo prima, dipende cosa vuole lei.
A disposizione se ha bisogno

Un sincero in bocca al lupo
Dottssa Belinda Doria

Dott.ssa Belinda Doria Psicologo a Vecchiano

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27 SET 2021

Cara Francesca,

questa "ragazza" di 28 anni convive oppure vive ancora in casa con il padre? Lavora o studia? Come reagisce suo padre alle offese che questa le arreca?
Le suggerisco di intraprendere un percorso sistemico-relazionale che coinvolge tutti i membri della famiglia, in modo da ridefinire, ridimensionare e risignificare eventi e modificare il reciproco atteggiamento che ognuno nel tempo ha cominciato ad adottare verso l'altro.
Sono a sua completa disposizione, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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26 SET 2021

Cara Francesca,
la figlia del tuo compagno, con molto probabilità, non ha mai superato la separazione dei suoi genitori, avvenuta, a conti fatti, quando lei aveva 8 anni.
Certo, di tempo ne è passato e quindi avrebbe dovuto elaborare ed interiorizzare la situazione, essendo ora una giovane donna.
Credo che finché la ragazza non risolva queste sue difficoltà, ogni tentativo di avvicinamento risulterebbe inutile.
La ragazza dovrebbe iniziare un percorso psicologico che possa aiutarla ad analizzare i motivi profondi che le provocano una tale avversità versi i rispettivi compagni dei genitori.
La tua rabbia è comprensibile, resta accanto al tuo compagno e incoraggialo a cercare un dialogo con la figlia, ma per il momento non credo sia funzionale cercare approcci diretti con lei.

Resto a disposizione, anche online.
Dott.ssa Barbara Piscitelli.

Dott.ssa Barbara Piscitelli Psicologo a Napoli

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25 SET 2021

Carissima, questa ragazza di cui parla probabilmente ha subito un trauma e continua a viverlo, forzare la mano e dunque, continuare nella direzione in cui si è andati fin d'ora, non servirà a nulla, così come non è servito fin ora. Sono i suoi genitori che devono fare i passi cercando di coinvolgere la ragazza in un percorso terapeutico di psicoterapia familiare dove si tireranno fuori traumi, dolori, emozioni accantonate e rancori. Sarà dura, ma poi questa fatica, darà una luce diversa alla separazione dei genitori a cui la figlia non si è ancora rassegnata, dando al tutto hannun nuovo equilibrio. Resto a disposizione anche on-line.
Cari saluti.
Dottoressa De Luca Barbara

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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