Vorrei stare meglio..ma non so come fare a gestire tutta questa situazione

Inviata da Mariella · 26 lug 2017 Terapia di coppia

Ciao,
è la prima volta che mi rivolgo a questo blog. Da due anni sono in una situazione un po' complessa.
Ho 23 anni e sto convivendo con un uomo di 43. Tutto è iniziato quasi per caso, cercavo un alloggio e lui mi ha proposto di dormire in una camera vicina alla sua(sopra casa dei suoi). Mi è stato veramente d'aiuto, mi sentivo grata nei suoi confronti nonostante in quel periodo non mi sentivo innamorata di lui. Poi abbiamo iniziato a convivere ma io rimanevo sempre titubante, avevo paura di relazionarmi ai genitori, non riuscivo a dire nulla a nessuno. Ora ogni tanto riesco ad includerlo in qualche gruppo di amici ma non me la sento di dire che stiamo insieme, spesso le persone mi giudicano e io sto vivendo un lungo cammino di crescita.
In tutto ciò ai miei genitori non ho mai detto nulla e nemmeno ora mi va di dire nulla perché ho bisogno di sentirmi accettata da loro e so che una notizia del genere li e mi farebbe veramente male. Quindi continuo così, nel non detto perché non trovo soluzione. Ma questa situazione mi fa stare male. Oltre a ciò io non vedo un futuro in questa relazione e spesso è capitato che lui mi dicesse che io sto con lui solo per opportunismo(la casa)...questo mi fa stare male ma d'altra parte non so nemmeno se è vero o falso. Non riesco a chiarirmi i pensieri. Le persone dicono si ascoltare ka mia voce interiore ma io sono sorda. le difficoltà che trovo nella convivenza sono soprattutto:'affrontare l'idea della convivenza (che non è nata come scelta ma come caso),il rapporto con i suoi genitori che forse si aspettano qualcosa da me..(serietà, un progetto insieme al figlio). Ne parlo qua ma mi viene molto difficile, la prego di non giudicarmi e spero di ricevere qualche consiglio

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Miglior risposta 29 LUG 2017

Buongiorno Mariella,
Nessuno è qua per giudicarla, ma capisco che il problema è anche questo. Si sente giudicabile per la sua situazione, e questo le preclude la possibilità di confrontarsi.
Se lei è sorda alla sua voce interiore deve rivolgersi a qualcuno in cui ripone fiducia e farsi guidare: in effetti da quello che dice non sembra lei si dica innamorata del suo compagno, e nonostante ciò ha addosso le aspettative sue e persino dei genitori.
Provo a domandarsi come si è ritrovata in questa situazione, quali sono state le sue iniziali motivazioni ad intraprendere questa strada anziché un altra.
Detto ciò non posso suggerire di rivolgersi ad un collega che la aiuti a trovare un orientamento.
Resto in ascolto.
Saluti.

Dott.ssa Sabina Marianelli Psicologo a Roma

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