Vorrei poter uscire da questa situazione

Inviata da Silvia · 3 ago 2015 Terapia familiare

Sono una ragazza di 27 anni. Sono laureata in pedagogia dell'infanzia e ora mi sto specializzando in progettazione e gestione dei processi formativi. Non so da dove iniziare per spiegare il mio malessere. Ha un’origine però: mio padre. Non abbiamo mai avuto un bel rapporto. Sempre molto turbolento a causa del suo essere rigido. Da piccola già all'età di 6 anni ha preteso che io lavorassi nell'azienda di famiglia. Ero piccola e studiando ora il comportamento infantile ho capito che molti miei rifiuti o il fatto che non facessi il lavoro come pretendeva lui era dettato dal mio appunto essere una bambina con i desideri di bambina ossia giocare, esplorare. Ma a lui tutto questo dava fastidio. Per lui esisteva il lavoro e bisognava farlo bene. Crescendo poi ho sempre portato dentro di me questo risentimento. Per farla breve ora mi ritrovo a sentirmi in trappola. In gabbia. Lavoro con lui durante l'estate per aiutarlo , ma lo faccio soprattutto per mia madre. Mia madre non ha un lavoro. Casalinga per scelta di lui. Mi dice di stringere i denti e di non rispondergli male per mantenere l'equilibrio in casa. Per non creare tensioni. Lui da qualche tempo ha sviluppato un atteggiamento d’indifferenza. Non parla, non saluta. Mi ordina cosa fare, guarda i suoi famigliari con aria di superiorità. Fa acquisti e li nasconde. Tutti hanno un ruolo marginale nella sua vita. Vedo mia madre che è esausta, stanca di questa situazione. Piange spesso. E io mi sento impotente perché vorrei poter fare qualcosa. Vorrei poter dire "lasciamolo qui, solo. Andiamo via. Cerchiamo un lavoro anche per te". Ma si sa, una donna sui quasi 60 anni dove la puoi mettere? Ormai si è lasciata andare. È ingrassata tantissimo. Io sento tutto questo peso addosso. A volte vorrei andare da lui e affrontarlo. Ho anche fatto cattivi pensieri e spesso ho anche sognato di attuarli. Ho bisogno di uscirne. Ho bisogno di ritrovare la mia serenità. Ma non so come fare.

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Miglior risposta 4 AGO 2015

Cara Silvia,
ho letto la tua mail da cui è evidente la consapevolezza che ti sei costruita in questi anni e che riguarda il rapporto con papà, la dinamica familiare, ecc.
La consapevolezza è il primo passo, il secondo è: passare all'azione. Come? Mettendo in campo azioni che ti permettano di liberarti da questa situazione, di vivere in modo nuovo. Mamma resterà in questa situazione, può darsi. Ma sarà contenta e rassicurata dal fatto che almeno tu, soprattutto tu, sua figlia, ce l'ha fatta.
Coraggio, puoi farcela, hai tutte le carte in regola per uscire da quest'aria pesante!

D.ssa Barbara Paolinelli- Trento

Dott.ssa Barbara Paolinelli Psicologo a Trento

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13 FEB 2016

Cara Silvia
devi fare uno sforzo speciale per poter far fronte a questa situazione relazionale molto svantaggiosa ed angosciante per te.
La strada da percorrere è quella di una autonomia, prima di tutto emotiva, rispetto a tuo padre e, successivamente uno sganciamento pratico da questa situazione.
E' giusto che tu persegua i tuoi sogni ed una armonia di vita.
Certo lo svilimento che tuo babbo attua su di te è forte, ma se tu opporrai volontà e senso di autostima e sicurezza personale, potrai indurlo a cambiare atteggiamento e considerazione su di te.
E' un contesto molto difficile per la tua realizzazione, prendila come una sfida importante iniziando dal credere in te stessa.
Un augurio e un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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27 SET 2015

Gentile Silvia,
non si scoraggi e, se può, intraprenda un percorso di psicoterapia per poter migliorare autostima e assertività (che non è aggressività) in modo da confrontarsi con più efficacia ma anche con più tranquillità con suo padre.
Personalmente non mi sento di condannare totalmente suo padre perchè, per esere diventato l'uomo rigido che è, dovremmo conoscere la sua storia di vita e attraverso quali esperienze è passato. Esiste in psicologia la legge della trasmissione intergenerazionale delle competenze e incompetenze emotivo-affettive che, come una "catena di S. Antonio", si trasmette lungo le generazioni finchè non interviene qualche fattore o evento nuovo e fortunato a spezzarla (uno di questi eventi è l'incontro con uno psicoterapeuta).
Prima di fuggire via e compromettere forse completamente il rapporto con suo padre le consiglierei di fare qualche tentativo magari nei periodi estivi in cui lavora più a contatto con lui, di avere qualche dialogo meno aspro associando l'attenzione al lavoro, a lui tanto gradita, con accorte interazioni sotto la guida del suo terapista, per aiutarlo a riflettere su certi suoi comportamenti.
E' ovvio che lei, per come è adesso, non è in grado di effettuare questo tipo di interventi ma, guidata con adeguati role-playing in terapia, imparerà e migliorerà anche la sua capacità di tolleranza delle frustrazioni, la cui attuale bassa soglia aggiunta alla mancanza di strategie adeguate, la fa demoralizzare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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7 AGO 2015

Salve,
ho letto con attenzione quanto ha scritto. Concordo con i miei colleghi quando parlano di azioni e strategie per far si che almeno lei possa andare avanti con la sua vita ed aggiungo che magari potrá essere da ispirszione anche per un cambiamento in sua madre. Mi preme anche evidenziare le risorse che ha e che avrá acquisito negli anni per far fronte alla sua situazione.
Credo che per lei un percorso psicoterapico sia adatto prr poter andare avanti con srrenitá e soprattutto consapevolezza.
Le auguro tutto il meglio e resto a disposizione.
Dott.ssa Salvio (Padova-Bologna)

Spazio Ascolto Psicologico Psicologo a Padova

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4 AGO 2015

Credo che lei debba seguire la sua strada e questo significa sganciarsi dalla famiglia di origine. Come? Intanto un sostegno psicologico le sarebbe utile per non incorrere in qualche disturbo dell'umore che potrebbe peggiorare la sua situazione personale. Poi sarebbe importante cercarsi un lavoro fuori dalla sua famiglia per rendersi indipendente. Se suo padre avesse dimostrato un altro tipo di atteggiamento nei vostri riguardi avrei consigliato una terapia familiare, ma non credo proprio che suo padre sarebbe disponibile. Quindi lei deve pensare a sé stessa e al suo futuro, vista la sua giovane età il tempo c'è. Cerchi di valorizzare il suo titolo di studio, lo so la situazione è difficile, ma nel campo dell'infanzia il lavoro c'è e molti si specializzano infatti proprio in questo campo.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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4 AGO 2015

Gentile Silvia,
la tua capacità di osservazione e la tua sesnbilità emotiva ti hannopermesso di fare un doloroso punto dwlla situazione e un esame di realtà.
Ora prendi tutto il tuo coraggio e fai il passo successivo, quello dello svincolo dalla famiglia di origine per costruire il tuo domani. I toii genitori sono così, con le loro luci e le loro ombre. Tu puoi ancora scegliere chi diventare e cosa fare nella vita.
A mio parere sarebbe opportuno che tu chiedessi aiuto a uno psicogo psicoterapeuta che ti possa accompagnare in questa fase della tua vita. Lo svincolo è avere grandi radici per costruirsi grandi ali. Lo stai già facendo, ma da sola non è semplice.
Un caro saluto
Dr Luisa Morassi
Psicologa Psicoterapeuta
Udine

Dott.ssa Luisa Morassi Psicologo a Udine

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4 AGO 2015

Einstein disse "non puoi pretendere che le cose cambino se continui a fare le stesse cose". E infatti è necessario che TU agisca. Non può farlo tua madre, che oramai è arresa da anni a questo stato di cose. Ma così come tu non puoi agire per lei così lei non può sovraccaricare te di un destino e di scelte che non ti appartengono. la vita è nostra, ce la costruiamo noi. Se non agisci in tal senso potrai solo accumulare una quota importante di risentimento, non solo verso tuo padre (verso cui credo proprio sia già ENORME) ma anche verso tua madre che si rende complice, nonchè verso te stessa, che ugualmente ti rendi complice insieme a lei. Evolvere significa assumersi anche la responsabilità di scelte drastiche e importanti, laddove si rivelano necessarie

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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3 AGO 2015

Cara Silvia,
il risentimento verso tuo padre e l'amore per tua madre, fanno a motore al tuo desiderio di fare qualcosa.

Parti da te stessa. Offri a te stessa l'opportunità di fare la tua vita e di essere serena nonostante tuo padre. Ci descrivi una padre egoista, che ama se stesso e sacrifica la felicità dei suoi familiari con il suo comportamento. Non puoi forzare tua madre a fare delle scelte, ma tu puoi fare le tue.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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