Vorrei capire cosa mi succede...

Inviata da Elena Liberti. 28 gen 2018 1 Risposta  · Crisi adolescenziali

Buongiorno, mi chiamo Elena e sono una ragazza di 18 anni.
Scrivo su questo forum per la prima volta perché cerco disperatamente qualcuno che sia disposto ad aiutarmi a capire o meglio a dare un nome, un senso a quello che mi succede.
Ecco qui la mia storia.

Fin dall’infanzia sono sempre stata una bambina ed una ragazza vivacissima, curiosa, innamorata della scuola e sempre disposta a conoscere ed informarmi di tutto.
I miei nonni sono sempre stati dei genitori; mi hanno trasmesso l’amore per la cultura e tutto il “pacchetto valoriale” che di solito i genitori trasmettono ai propri figli.
Il rapporto con i miei effettivi genitori è sempre stato complicato ed è ovviamente cambiato con il tempo.
Mio padre è sempre stato assente e molto particolare, una persona intelligentissima affetta da disturbo bipolare che ha raggiunto il picco durante gli anni della mia infanzia fino a vere e proprie manifestaizoni violente e istinti suicida ai quali io ho anche assistito. Mia madre invece da giovane era una ragazza introspettiva, di buona famiglia, fiera della proprio essere diversa (a livello culturale diciamo) tanto da non omologarsi mai alle mode ed essere integra dei propri valori.
Da quando ha conosciuto mio padre, sebbene anche mia madre avesse un carattere forte lei ha sempre sperato che mio padre si curasse fino a quando i suoi sfoghi di rabbia un pomeriggio d’estate si sono riversati (nell’incosapevoelzza della malattia) su di me e mia madre tanto che mio padre è stato ricoverato nel reparto pschiatrico tutta la stagione.
In seguito a questo episodio clou mia madre ha preso coraggio per chiedere la separazione e, a causa dell’instabilità psichica di mio padre, il tribunale ha deciso per l’allontanamento.
In tutti questi anni di pre adolescenza la mia mente (forse per un meccanismo di difesa freudiano) ha inconsciamente attuato un meccanismo di rimozione e sublimazione tale che ad oggi, frequento un Liceo delle Scienze Umane e materie come psicologia e pedagogia sono la mia grande passione e riferimento di vita.
Fatto sta che durante e dopo i periodi burrascosi della mia infanzia, ho sempre archiviato inconsciamente queste esperienze turbolente e vivendo principalmente con i miei nonni e mia madre, ho sempre condotto una vita normale da brava figlia e brava studentessa.
Dopo non aver visto per anni mio padre, e dopo una serie di battaglie legali e screzi sempre da parte sua, un pomeriggio a ridosso di un camposcuola ho preso coraggio per contattare mio padre e chiedergli i soldi che non mi ha mai dato di mantenimento. Questa richiesta però è stata mal interpretata da lui che, di punto in bianco ha deciso di ricominciare a frequentarci ed io, non avendo avuto il coraggio di smontare le sue illusioni, ho accondisceso.
Ormai da quando questi nuovi ritmi di vita mi si sono imposti, sono quattro mesi in cui avverto una profonda crisi esistenziale. Studiando (soprattutto le materie umanistiche che mi appassionano tanto) ho preso consapevolezza del mondo sbagliato in cui vivo; dell’inadempienza educativa della famiglia, della cultura bassa e consumistica della televisione che modella il pensiero critico dei giovani, della sovrabbondanza delle richieste educative cui è soggetta la scuola oggi e soprattutto di come i miei coetanei siano privi di impegno sociale o coscienza politica.
Insomma di come i giovani d’oggi, bravissimi a scuola perché intrisi di nozionismo, siano però privi di conoscenze sul mondo in cui vivono e di come siano più attratti dal mondo digitale piuttosto che dalla rivoluzione sociale.
In questi mesi, fatti storici come le contestazioni giovanili del 68’, sono diventati il mondo ideale in cui vorrei ritrovarmi e purtroppo oggi non c’è piú. Immagino di avere tante, troppe conoscenze sul mondo e più mi informo più sto male. Sono due mesi ormai che sento le mie giornate vuote, non ho più energie e mi sento continuamente affaticata.
Passo giornate intere inerme sul letto a leggere libri o vedere documentari.
Non riesco a dormire più di due ore oppure sento il sonno come unico rifugio e dormo per più di 13 ore.
Ci sono giorni in cui non mangio o giorni in cui mi abbuffo di qualsiasi alimento.
Sento che il mondo in cui sono immersa è frenetico, vuoto, caotico , privo di senso e deludente.
Sono sensibile ai problemi del mondo contemporaneo, non sopporto comportamenti egoisti o privi di logica.
Inoltre sto utilizzando una sensazione che avevo fin da quand’ero piccola; vedo la mia vita dall’esterno, come un narratore che usa una voce in terza persona, vedo ogni mio gesto quotidiano come se fossi ripresa da una telecamera, mi sento il progonista della fiction infelice della mia vita che vedo con estrema oggettività ma di cui non mi sento partecipe.
Ho sempre avvertito questo “essere diversa” ma avendo una personalità versatile ho cercato di sopravvivere a questa realtà sociale che non condivido cercando di frequentare persone un po’ superficiali, che passavano tutto il giorno a divertirsi e a drogarsi.
Speravo che con questo nuovo giro di frequentazioni mi sarei alleggerita dei miei pensieri ma in realtà mi sono trovata ad esser una brava attrice che, come un antropologo durante l’osservazione partecipata, si integrava fintamente nella realtà che studiava e tutti la credevano parte del “clan”.
Da quasi un anno però mi sono resa conto che anche il mio essere “antropologo“ si stava conformando ai disvalori di quella realtà sociale; quindi ho chiuso con quel gruppo.
Ad oggi ho qualche amica, persone normali, semplici ma poco interessate alle grandi questioni de mondo, prive di pensiero critico studiano solo per il famigerato voto.
Io credo invece in una conoscenza diversa ed approfondita della cose, amo la cultura e non sopporto il nozionismo sterile.
Sono mesi che ho crisi di pianto e immotivate, mi crogiolo nel piangere mentre guardo il tramonto al mare e mi sembra di essere imprigionata in un tunnel del soprappensiero.
Nessuno mi capisce, mi sento un omino nero in una massa bianca.
Con mio padre a malapena riesco gestire quell’unico giorno settimana in cui lo vedo, in cui devo fare io il genitore saggio e gestire il suo disturbo psichico.
Mia madre essendo unico genitore ha sempre dovuto lavorare il doppio ed il suo essere pragmatica non riesce a penetrare nei miei problemi esistenziali.
Ogni tanto ho qualche pensiero suicida ma anche la lucidità di rendermi conto delle conseguenze che ne deriveranno.
A volte mi limito quindi a leggere sul tetto con i piedi a penzoloni mentre penso al mondo sbagliato in cui vivo.
Non riesco più a concentrarmi su quello che studio, tutto mi sembra vacuo ed inutile. Premetto anche che con gli altri sono sempre stata la simpatica del gruppo, quella che di solito tira sul morale agli altri o fa battute divertenti .
Ultimamente sto in questo circolo vizioso e non so più che fare, non so con chi parlarne vorrei disperatamente sapere cosa mi sta succedendo, dare un nome a quello che avverto.



Cerco una persona competente che riesca a dare un nome a quello che avverto perché non riesco più ad andare avanti.
Chiedo scusa per la lunghezza del mio racconto ma voluto dare quanti più dati possibili per cercare di capire.


Grazie in anticipo

capire

Miglior risposta

Cara Elena, anzitutto sono molto dispiaciuto che nessuno di noi ti abbia risposto, non ho idea perché. Ho deciso di risponderti anche se stavo chiudendo la sessione per vedere se posso aiutarti. La tua lettera rivela spiccata intelligenza e grande sensibilità .Penso che tu sia consapevole dei doni che hai. Purtroppo in adolescenza se non si riceve un sostegno adeguato dalla famiglia si rischia di soffrire molto, perché è un periodo difficile. La stabilità arriva dopo, dai 25-30 anni. La mia impressione è che tu abbia dovuto crescere troppo in fretta. I sintomi che lamenti sono quelli tipici della depressione, con le variazioni del caso, ma sostanzialmente non si può sbagliare. Per questo sarebbe importante che tu ricevessi un sostegno, se non puoi pagare puoi rivolgerti al medico di famiglia per un supporto alla ASL. Da parte mia resto a disposizione, anzi mi farebbe piacere una tua risposta. Grazie
Leopoldo

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