Vorrei capire cosa ha spinto il mio ragazzo a lasciarmi.

Inviata da Maricups · 16 lug 2020

Scrivo perché sto attraversando un momento molto difficile che mi rende impossibile proseguire la mia quotidianità. Dopo due anni il mio ragazzo mi ha lasciata , dicendo di non essere riuscito mai ad innamorarsi di me. Ma la nostra è una storia particolare. Cercherò di essere sintetica per quanto possibile, con la speranza che riusciate a leggere e a dedicarmi un po’ del vostro tempo. Io e lui Veniamo da due regioni differenti, ci siamo conosciuti a Milano nel settembre 2018 , dal primo momento in cui abbiamo cominciato la nuova vita su. L'ho cercato io per la prima volta, lui però mi ha chiesto di metterci insieme. Sono stata la sua prima ragazza in assoluto. Non è mai stato con nessuna, eccetto una sorta di innamoramento che lui aveva per una ragazza, la sua migliore amica, con la quale non ha avuto mai una storia. Siamo stati benissimo, lui diceva di essere felice con me, mi ha detto di amarmi probabilmente quando neanche lo sentiva (dopo un mese dal fidanzamento) , e a distanza di tempo mi ha confermato che effettivamente non fosse vero e che aveva capito di amarmi solo quando , lo scorso anno, ha rischiato di perdermi. Abbiamo rischiato di lasciarci due o tre volte perché io non sopportavo alcuni suoi atteggiamenti, ma lui ripetutamente mi implorava di tornare. Ci tengo a precisare che lui ha avuto sempre un atteggiamento distaccato,una persona molto fredda e riservata che difficilmente riesce a manifestare i propri sentimenti,ma con me è riuscito ad esternare il suo lato più interno e fragile. Diceva che aveva paura di perdermi, che mi amava e che ero tutta la sua vita. Abbiamo condiviso tutto insieme, viaggi esperienze, vissuto insieme quasi ogni giorno. Lui é cambiato per me , è maturato in tutto e per tutto. C’erano delle cose che non sopportavo di lui, il fatto che avesse bisogno dei suoi spazi, che rispetto a me dimostrasse meno attenzioni, ma comunque nel suo piccolo riusciva a darmi tanto e io capivo lo sforzo che impiegava per rendermi felice in tutti i modi. La nostra era una relazione con alti e bassi ma bella a modo suo. Un amore sincero, pulito, trasparente. Ma il bello viene adesso. Nell'ultimo periodo non ci siamo visti , per 4 mesi causa Covid, ma nonostante questo abbiamo continuato a sentirci sempre e costantemente senza mai allontanarci. Abbiamo avuto un momento di crisi verso maggio, lui diceva di essere molto confuso ma nonostante ciò ha continuato a stare con me e a farmi capire quanto ci tenesse. Finalmente a giugno ci siamo Rivisti dopo 4 mesi ,sono andata da lui ed è andato tutto bene. Mi è sembrato opportuno affrontare l'argomento e lui mi ha confermato di avere dei momenti in cui pensa di amarmi , altri in cui crede che stiamo insieme per abitudine, altro in cui crede di non riuscire a stare senza di me.dopo di che scoppia a piangere, mi dice che non vuole perdermi, che sono troppo importante per lui, che sono la sua vita e che devo sapere che lui mi ama. 
Torno a casa dopo qualche giono ,lui dice di amarmi , mi ringrazia per ogni cosa , dice di sentire già la mia mancanza e di non vedere l'ora di vedermi. Tant'è che poi prenota un biglietto per venire da me a luglio , giorno del mio compleanno. Era tutto pronto , a distanza di due giorni dalla sua partenza ,in seguito ad una forte discussione,mi chiama e dice di dovermi lasciare, senza alcuna possibilità di riflessione, dice che non crede di amarmi, di non essere mai riuscito ad innamorarsi di me e ha messo in discussione due anni di relazione. Ci siamo risentiti per telefono nei giorni seguenti, lui rimane fermo nella sua decisione ma dice di stare male, di non fare altro che piangere (io stessa posso confermare) e che sente enormemente la mia mancanza da non riuscire a stare. Il punto è che non riesce a capire se questa mancanza sia dovuta al fatto che gli manchi una persona in senso affettivo , oppure una persona che ama. Il che mi sembra impossibile perché non si può stare così male per una persona che non ami. Dice che “ dobbiamo“ rassegnarci, che anche se dovesse cambiare idea non tornerà sui suoi passi. Dice che avrebbe continuato a stare con me perché lui sta troppo bene con me ed è davvero felice, però non sarebbe stato giusto nei miei confronti continuare questa storia perché dice che devo trovare una persona che mi ama. Io gli chiedo che cosa prova per me , dice che non me lo sa spiegare, che non lo sa spiegare neanche a se stesso, che non riesce a descriverlo, che non è amicizia ma qualcosa in più, ma che non crede sia amore.Ritiene di non riuscire a capire cosa prova perché ,non avendo un termine di paragone dal momento che non è stato mai fidanzato, non sa cosa voglia significare stare con una persona per tutto questo tempo e comprendere i sentimenti nella loro evoluzione. Pensa di essere stato con me tutto questo tempo solo perché si trovava bene ma che non è sicuro che fosse amore. Ma come è possibile stare per due anni con una persona che non ami? Come è possibile dire che non è scattata la scintilla? Come può non essere amicizia ma allo stesso tempo neanche amore? Come può avermi lasciato e stare così male nel frattempo? Come può fino alla mattina in cui mi ha lasciato avermi chiamato per telefono , detto ti amo, e non avermi dato alcun tipo di segnale ed essersi comportato normalmente senza farmi capire nulla di ciò che sarebbe poi successo? Tutto ciò non me lo spiego.
in tutto questo non è venuta a mancare l'influenza dei genitori, che non mi hanno mai accettata ,loro hanno sempre avuto una influenza sul figlio tale da condizionarlo in ogni sua scelta. Il padre gli ha dato la spinta per lasciarmi, perché gli ha detto che crede che non sia felice al 100% e che tra di noi ci sia qualcosa che non va. Questo risale al giorno in cui mi ha lasciata. Quello stesso giorno abbiamo avuto una forte discussione, nella quale io ho esternato tutte le mie perplessità sui suoi genitori, tutto il disagio che mi comportavano, e ho confessato di aver capito che effettivamente per loro io non andavo bene. I suoi, infatti, fin dal principio sono stati contrari alla nostra storia. Il padre un tempo gli disse che doveva allontanarsi da me perché aveva capito che la nostra storia lo stava prendendo fin troppo e che per lui sarebbe stata un ostacolo. Non hanno mai avuto alcun tipo di attenzione nei miei riguardi, per loro era come se non esistessi. E lui me lo confermava sempre, mi diceva con tanta sincerità che per i suoi genitori io non rappresentavo niente, che ero qualcuno che un giorno c’era e un altro sarebbe potuto sparire dalla vita del figlio. Lui però non si è mai fatto condizionare, diceva che l’importante era ciò che lui provava per me e che non era rilevante il pensiero dei suoi. Evidentemente le cose però sono cambiate. A distanza di giorni dal momento in cui mi ha lasciata, io ho deciso di chiamarlo e cercare di capire, lui stesso mi ha confermato che a quella discussione è stato presente il padre che subito dopo ha espresso al figlio il suo dissenso per tutta questa storia, e lo ha invogliato a lasciarmi. Lo ha incitato a lasciarmi perché ritene che lui non sia felice al 100% con me e la motivazione , secondo il padre , è che io non sia fisicamente idonea per il figlio. La cosa peggiore che il mio ex mi ha confessato, è che lo stesso suo padre gli ha esplicitamente detto che , vista la mia corporatura minuta, la mia statura che non va oltre il metro e 55cm, potrei essere potenzialmente infertile. Io non ci ho visto più nulla, non credevo fosse possibile giudicare così dall’esterno una persona senza neanche conoscerla. Ho cominciato ad urlare , a manifestare tutto l’orrore che provavo per i suoi genitori in seguito a queste parole, e lui non riusciva a proferire parola. Lui è consapevole di cosa siano capaci i suoi genitori , di che persone sono, ma per il forte rispetto deve sottostare a loro. Vorrei precisare, però che in tutto ciò è il figlio che , fin dal momento in cui ci siamo messi insieme, ha avuto problemi dal punto di vista sessuale con ansia da prestazione e difficoltà nell’instaurare un rapporto di tipo sessuale, e questo per lui era motivo di forte depressione.
Viste tutte queste situazioni, non riesco a capacitarmi di come sia potuto succedere tutto ciò. Vorrei capire se c’è effettivamente un modo per comprendere cosa sia scattato nella sua psiche. Cosa lo abbia spinto a dire e a fare determinate cose. A cosa sia dovuta questa fermezza nel non voler(dover)continuare il rapporto con me e allo stesso tempo all’imporsi questa sofferenza. Lui stesso mi ha detto che “deve “ cercare di non pensarmi e dimenticarmi perché non riuscirebbe a smettere di piangere. Ma perché soffrire così per una persona che dici di non volere? Perché imporsi questa sofferenza? Come è possibile affermare di non amare una persona e di non essere riuscito a provare nulla dopo 2 anni di esperienze, emozioni, gioie e dolori. Che cosa è successo? É possibile risalire al nucleo della questione?
ci sono troppe domande a cui non riesco a darmi delle risposte.
Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione. Attendo un riscontro positivo.

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Miglior risposta 20 LUG 2020

Gentile Marica,
Da quanto scrive colgo la sua frustrazione e sofferenza per una situazione e un comportamento (del suo ragazzo) che non riesce a comprendere; ciò che palesa è una storia sin da subito nata nell' alternanza di sentimenti e frasi contraddittorie da parte del ragazzo. Incoerenza tra quanto espresso e quanto manifestato. È evidente che questo ragazzo abbia bisogno di fare chiarezza. Arrivo al punto, lei non può intervenire sul comportamento del ragazzo tuttavia può interrogare se stessa cercando di comprendere cosa l'abbia spinta ad accettare tutto questo, quanto ha vissuto, quanto ha sopportato di queste ambiguità facendo luce su se stessa.

La saluto cordialmente
Dott.ssa Jessica Agnelli

Dott.ssa Jessica Agnelli Psicologa Psicologo a Santa Teresa

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17 LUG 2020

Gentile Marica,
dal suo lungo scritto colgo la sua sofferenza, delusione, stato di attese e sospensione vissute nel rapporto col suo compagno. In una dinamica di stare e non stare, di amore e non amore, di un condizionamento del suo compagno dal padre e di non essere accettata.
Proverei a chiedermi cosa l’abbia portata ad accettare tutto ciò e muovere domande su se stessa.
Rimango a disposizione
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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