Volevo fare una domanda

Inviata da Sofia · 24 set 2020

Ormai soffro di autolesionismo da bensì 6 mesi, non ho mai detto nulla a nessuno tranne alla mia migliore amica...che ha provato a farmi smettere senza risultato...
Vado da 1 anno dalla psicologa ma non è cambiato nulla... mi faccio schifo comunque... 1.quando tempo(se mi consigliate)mi serve per fare un ricovero volontario e 2.come lo faccio?
Ps:ho 17 anni, ma comunque mia sorella ne ha 13 ed è autolesionista...come faccio a far ricoverare anche lei dato che ha detto che vuole farsi curare?

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Miglior risposta 25 SET 2020

Buongiorno,
Sbaglio oppure c’è in lei la voglia di trovare un rifugio?
Il ricovero può essere un rifugio, ma è anche un luogo di sofferenza propria e altrui. È vero che ci sono medici ed infermieri, ma anche altri pazienti con cui condividere spazi, oggetti e cure.
Va fatto quando è strettamente necessario.
Per rispondere alla sua domanda:
Per un ricovero occorre la richiesta di un medico e, nel suo caso, anche la firma dei genitori. Il tempo che intercorre dipende dalla disponibilità della struttura.
Nel suo caso io farei così: primo, controllerei che la sua psicologa sia iscritta all’albo e inserita nell’elenco degli psicoterapeuti.
Se è così, parlerei con la dottoressa del ricovero in modo da sentire un suo parere.
Se non la trova negli elenchi, allora parli con i suoi genitori e con il suo medico curante.
Dott. Giuliana Gibellini


Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Carpi

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28 SET 2020

Salve, la prima cosa che andrebbe fatta è condividere tutte le sue difficoltà alla Psicologa che la segue...con autenticità!! Probabilmente in questo momento per lei sarebbe più funzionale farsi seguire da uno Psicoterapeuta!!
Dott.ssa Eleonora Di Sabatino

Dott.ssa Eleonora Di Sabatino, Studio Terzo Pianeta Psicologo a Teramo

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25 SET 2020

Buongiorno Sofia,
è molto importante che lei si prenda cura di sé e trovi la direzione giusta verso la guarigione. Se il suo percorso psicologico attuale non la soddisfa provi a parlarne liberamente con la sua psicologa. Può valutare di cambiare percorso e di cercare la cura che ritiene più consona per sé. Non ci sono teorie presupposte, ma semplicemente ciascuno sceglie la propria cura e compie il suo percorso. In questo lavoro è fondamentale la costanza, altrimenti qualunque terapia può risultare fallimentare.
Fa bene ad aiutare e a consigliare sua sorella, ma è importante comprendere che dovrà poi poi essere sua sorella a farsi carico della sua condizione e lavorare per se stessa.
Rimango a disposizione.
Un cordiale saluto.
Dott. G. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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25 SET 2020

Ciao Sofia, concordo con la risposta della collega di parlare con la psicologa che ti segue soprattutto del tuo bisogno di un periodo di ricovero soprattutto per comprendere quale potrebbe essere la struttura più adatta. La tua psicologa sa che anche tua sorella ha comportamenti autolesionisti? Sarebbe importante lo sapesse

Dott.ssa Anna Popeo Psicologo a Bassano del Grappa

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25 SET 2020

Gentile Sofia
Scrive che è seguita da una psicologa da un anno e da sei mesi soffre di autolesionismo. Dice di averne parlato solo alla sua amica; mi chiedo alla psicologa ne ha mai parlato? Credo sia auspicabile parlargliene per poi concordare insieme un invio presso altro professionista esperto della problematica in questione, così da trovare il percorso migliore per se e poi anche per sua sorella. Auguri

Dott.ssa Jessica Agnelli

Dott.ssa Jessica Agnelli Psicologa Psicologo a Pescara

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24 SET 2020

Cara Sofia,
Hai detto di essere in cura da una psicologa per questa problematica.
In realtà dovresti rivolgerti ad una psicoterapeuta esperta in questi atti autolesionistici e trovare con lei il percorso migliore per te e tua sorella al più presto.
Se questo non sta funzionando parlane con la psicologa che non può non tenerne conto e deciderete insieme di modificare eventualmente il percorso.
A presto
Dott.ssa Daniela Calabrese psicoterapeuta Roma e online

Studio Psicologia Calabrese Psicologo a Roma

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