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Voler studiare a tutti i costi: può essere questo il mio problema?

Inviata da Chiara il 21 feb 2019 Orientamento scolastico

Buonasera a tutti,
scrivo perché stavo riflettendo sulla mia attuale "condizione". Ho 32 anni e cinque anni fa mi sono iscritta, dopo vari altri tentativi, ad una laurea triennale. Premesso che al Liceo ero una studentessa modello in molte materie, ora mi ritrovo ferma con gli esami da circa due anni, e me ne mancano più della metà.
Finito il Liceo, non mi ero mai interrogata sul mio futuro universitario, mi ricordo solo che avrei voluto fare anche un lavoro "umile", ma per tutti e cinque gli anni del Liceo, nonostante i bei voti, non pensavo minimamente all'Università da frequentare. Inoltre i miei genitori gestiscono un'azienda da molto tempo, forse per questo non mi ero mai posta il problema di "che lavoro fare da grande".
Dopo tre o quattro tentativi di iscrizione in diverse facoltà universitarie (parliamo di circa 10 anni fa) decisi poi costretta dal mio malessere nel vivere in una città distante (studiavo da fuori sede) di tornare a vivere nella mia città d'origine, dove avrei lavorato nell'azienda. Cosa che non mi piace fare, quindi mi dirotto su altre strade che credo affini maggiormente a me.
Successivamente mi iscrivo di nuovo all'Università, stavolta nella mia città, spinta dalla "non voglia" di lavorare nell'azienda dei miei e dal volere ricercare le mie passioni. Scrivo tutto ciò perché mi trovo bloccata con gli esami, e non vorrei che questo sia il segno che mi indica di lasciar perdere gli studi; forse ho agito troppo tempo, durante gli anni del Liceo, come la "brava studentessa" da cui tutti si aspettano bei voti (e che è il sentimento che ora mi fa sentire "bloccata" verso lo studio) e quindi temo sia giunto per me il momento di darmi una "svegliata". Andando a lavorare dai miei. Cosa che non voglio perché ho come il sentimento di volerli punire per avermi fatto soffrire durante l'infanzia, ed è quindi come una "ripicca" nei loro confronti. Non voglio lavorare da loro, ma non riesco a studiare (né tanto meno a trovare un altro lavoro)... Come posso uscire da tutto ciò? Vi ringrazio e mi scuso per la lunghezza del mio messaggio...

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Gentile Chiara,
lei dice che stando nella sua città si è iscritta di nuovo all'Università perchè non voleva lavorare nell'azienda di famiglia e voleva ricercare le sue passioni.
Ma quali sono queste "passioni"?
Inoltre dice che non vuole lavorare nell'azienda di famiglia per punire i suoi genitori di averla fatta soffrire durante l'infanzia (non comprendendo che in tal modo punisce soprattutto se stessa!).
Probabilmente è per lo stesso motivo che lei non si applica agli studi che fa ed è bloccata con gli esami.
Allora il nodo das sciogliere è la relazione conflittuale con i suoi genitori e per questo le occorre un percorso di psicoterapia individuale o anche familiare se i suoi si rendono disponibili.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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G.le Chiara,
in tutto il discorso che fa, vorrei che riflettesse sul sentimento che dice di provare verso i suoi genitori per averla fatta soffrire durante l’infanzia, bisognerebbe partire da lì ma chiaramente con l’aiuto di uno psicoterapeuta . Se può, intraprenda un percorso al più presto.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Di Siena

Dott.ssa Maria Di Siena Psicologo a Sommo

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Gentile Chiara, quello che mi sorprende sempre in queste difficoltà negli studi è che non dichiarate mai che facoltà avete scelto. Questa info è invece molto importante, perché alcune facoltà richiedono capacità molto particolari, e avviene spesso che molti restino bloccati, pur avendo un buon livello cognitivo e un buon bagaglio culturale. Voglio dire: solo Lei può sapere se è bloccata perché il carico di studio è molto pesante, oppure si affatica o avverte confusione mentale su materie abbastanza ben affrontabili. In altre parole: è difficile per noi dare un parere mancando molti elementi. Quello che consiglio sempre è di valutare la possibilità di un orientamento professionale presso un Centro specializzato. Molti di noi si iscrivono ad una facoltà senza minimamente riflettere su quelli che sono i loro punti di forza e di debolezza. E le delusioni poi sono cocenti. In ogni caso, prima di fare una scelta che le condizionerà la vita, in molti modi, le consiglio vivamente di affrontare un breve percorso psicologico. Cordialmente
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Gentile Chiara,
da quello che scrive, mi sembra che il suo blocco appartenga a una serie di condizioni: non sapere quali sono le sue passioni, propensioni, il malessere provato allontanandosi dalla sua città, la non voglia di lavorare nell’azienda di famiglia e le aspettative degli altri nei suoi confronti. In tutto ciò c’è un tempo che la vede impegnata in tentativi senza successo che rinforzano il blocco. Il tema che mi sembra meriti una conoscenza e considerazione è la relazione con i suoi genitori, in cui si muove una latenza antica di sofferenza vissuta è una modalità di rivalsa. Proverei a dare un significato a questa latenza, credo possa averne benefico e non attendere ancora tanto tempo. Chieda un aiuto psicoterapeutico per farsi aiutare a fare chiarezza e affrontare il suo blocco.
Disponibile per approfondimenti
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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Buongiorno chiara ,

Sono rimasta colpita da una delle sue ultime frasi " ho come
il sentimento si volerli punire per avermi fatto soffrire ". Penso che solo affrontando e approfondendo questa frase usciranno molti elementi . Al fine di poterla aiutare avrei bisogno di ulteriori elementi, della sua vita e della problematica che pone.
Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico, online o da un professionista della sua zona.

Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, se vuole può scrivermi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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