Voglio uscire da quest'incubo

Inviata da Alessia · 19 set 2016 Crisi esistenziale

Salve,
perdonate il disturbo, mi chiamo Alessia e sono una ragazza di 19 anni. Mi sembra strano ricorrere ad un sito online per sfogarmi e rifugiarmi, ma io non so cosa fare, ho paura, sono triste, ormai niente mi rende più felice. Voglio partire dall'inizio per spiegarvi meglio la situazione.
Quand'ero più piccola non ho mai avuto un buon rapporto con i miei compagni, dall'età di 11 anni mi prendevano tutti in giro affibbiandomi nomignoli offensivi e di cattivo gusto, ho sempre riso di questo per non far vedere né ai miei né a loro quanto ci stavo male. Arrivata alle medie non ebbi un trattamento migliore, fui anche bullizzata solo perché ero grassottella, da lì la mia autostima ha cominciato a calare sempre di più perché oltre che litigare con mia madre non riuscivo a stare dietro alle lezioni e finivano per etichettarmi come una stupida, nessuno mi voleva vicino o che volesse almeno avere a che fare con me, mi sentivo come un animale da circo dove io facevo qualcosa e loro ridevano e io facevo finta che tutto andava bene. In primo liceo pensavo di essermi tolta questo peso, di essermi liberata di tutto, i miei amici mi accettavano e tutto sembrava andare bene, ma mia madre continuava ad agire contro di me come se mi odiasse, che la sola mia presenza bastava per farla arrabbiare, non potevo fare nulla che lei mi rimproverava, provavo a farle un piacere ma sbagliavo e lei mi rimproverava, ogni cosa che tentavo di fare con piacere per lei risultava un fallimento e il fatto che lei mi invenisse contro, mi insultasse, non aiutava. La mia autostima continuava ad abbassarsi e gli studi andavano peggio, ho notato che ogni giorno la mia depressione mi impediva di fare qualcosa, adesso non riesco più a leggere una frase che me la dimentico subito, ogni cosa che prima mi rendeva felice adesso sento che non aiuta, anzi la ritengo inutile. Si è spenta anche la mia passione per il disegno, non riesco più a disegnare, non riesco più ad avere la spensieratezza che avevo prima, ho perfino rinunciato al "sogno" di diventare una fumettista perchè non mi sento più in grado di fare nulla e anche perchè mia madre fino a poco tempo fa non lo riteneva utile o non le piaceva granche. Sono perfino andata all'ospedale dopo una litigata con mia madre, mi sono sentita male per crampi allo stomaco ed è rimasta con me durante la notte. Io pensavo che potesse esserci una speranza, ma lei mi ha rinfacciato perfino di essere rimasta con me in ospedale, diceva che facevo finta di essermi sentita male e ogni sua frase faceva più male della lama di un coltello. Cambiai scuola e persi tutti i miei amici, anche loro mi avevano abbandonata, nonostante io ci tenessi così tanto a loro, loro non mi hanno più richiamata, non hanno più voluto saperne di me e sono rimasta sola di nuovo.
In quest'altro liceo non fui trattata meglio, i ragazzi erano di un'altra mentalità, non avevano valori e diciamo che erano quel tipo di ragazzi un pò "irrispettosi delle regole" diciamo, non appartenevo a quel mondo ma cercai in tutti i modi di farne parte, di adeguarmi senza essere come loro ma cercando di passare inosservata sperando che tutto passasse più in fretta possibile, come per tutto il resto mi adeguavo e stavo zitta.
Vi chiederete probabilmente dove sia finito mio padre, beh...con lui non voglio avere più niente a che fare, tempo fa scoprimmo una cosa veramente brutta su di lui, ma mia madre lo ha negato a sé stessa e ha costretto me e mia sorella a fare come se nulla fosse, aveva fatto una cosa indicibile che non mi sento di dire online, lo ha perdonato esattamente come ha fatto quando l'ha tradita con un'altra, lo ha perdonato anche dopo tutte le volte che l'ha trattata male e c'eravamo solo io e mia sorella a confortarla, ma lei tutte le volte litigava con noi e ritornava con lui perdonandolo delle anche delle peggiori cose, uktimamente abbiamo scoperto l'ennesima cosa su di lui e non si tratta di tradimento, forse è la peggiore che potesse fare, ovviamente neanche di questo posso parlare, è già un miracolo se io scriva queste righe di sfogo. Da quando ho scoperto questa cosa non oso rivolgergli la parola per il disgusto che mi provoca e di rimando sapete cosa mi ha detto? "Sono io che ti porto questo cibo, quindi portami rispetto e salutami quando entro", una volta mi ha tirato una cuffietta sulla faccia perchè invece che rispondergli direttamente con "no" gli ho solo fatto un cenno con la testa perchè mi sentivo giù e non avevo voglia di parlare con nessuno. Quel giorno mi picchiò e tentò di buttarmi fuori di casa, d'istinto presi il cellulare, feci il numero della polizia ma non volevo rispondere, così ho riattaccato. Quella notte arrivarono a casa mia, mio padre negò di avermi picchiato, mia madre disse semplicemente che ingrandivo le cose e che ero solo stata disubbidiente, i due poliziotti mi dissero addirittura che meritavo di più di quello che mi avevano fatto, non sto scherzando, i miei dissero loro che mio padre mi aveva soltanto dato uno schiaffo e loro credettero ad ogni singola parola, senza credere a ciò che dicevo, ignorandomi perfino.
Durante tutta la mia breve vita ho sempre creduto di essere io l'errore, di essere io quella che sbagliava, che non meritasse nemmeno di vivere. Ho anche creduto che il suicidio potesse liberare le persone dal peso che io davo. Credetemi tante volte ho pensato al suicidio, ma ho troppa paura per farlo, ho troppa paura delle lame per tagliarmi e non ci ho mai provato, ho paura che gettandomi da un palazzo la caduta non riuscirebbe ad uccidermi. Mi dispiace parlare così, ma io non ce la faccio più, mi sento sola, spaventata, triste, inutile, non sento di poter fare nulla nella mia vita. Voglio solo sapere se sono io ad aver sempre sbagliato, non so più cosa fare.

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Miglior risposta 10 NOV 2017

Cara Alessia, grazie per il tuo racconto. La tua storia familiare è molto dolorosa, crescere con un clima di rabbia e sofferenza non è sicuramente salutare e credo che, per quel poco che ci hai raccontato, tu sia anche stata brava a mantenere una buona condotta e a non esporti a situazioni rischiose. Non credo che il problema sia tu, ma ora che sei cresciuta hai il dovere e la responsabilità verso te stessa di crearti una vita migliore. L' esserti rivolta al forum è un primo passo, lo stato depressivo che vivi sembra comunque molto legato al contesto. La scuola è il trampolino per il tuo futuro autonomo, metti le energie che hai per crearti le basi per la tua emancipazione. Purtroppo non sempre ci si può far carico dei problemi degli altri, non a scapito di noi stessi, pregiudicando la nostra possibilità di crescita e realizzazione personale. Cerca di trovare nelle cose che ti piacciono le tue soddisfazioni, scegli persone affini con cui condividerle, non cercare l'approvazione di tutti. Fai sentire la tua voce. Se tua madre fosse disponibile potrebbe essere utile una terapia familiare per cercare di portare un po' di serenità. Hai anche una sorella, come vanno le cose con lei? Può essere una risorsa importante nei momenti difficili. Spero che queste poche righe ti siano d'aiuto, se sentissi l'esigenza di un aiuto maggiore non esitare a rivolgerti direttamente ad uno psicologo. Auguri per tutto!

Dott.ssa Sabrina Burato Psicologo a Pordenone

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