Voglio stare bene davvero e smettere di tagliarmi, come faccio?

Inviata da Irene il 23 nov 2016 Psicoterapia

Mi chiamo Irene.
All'inizio del 2015 ho cominciato a non stare bene, poi andava peggiorando e nell'aprile del 2015 ho cominciato a tagliarmi.
Nell'estate ho diminuito molto ma appena tornato il freddo ho ricominciato. Volevo suicidarmi o farmi abbastanza male da finire in ospedale.
Ho continuato a tagliarmi fino a febbraio 2016 finchè mia mamma si è accorta del problema. Sono andata da una psicoterapeuta per 1 volta a settimana fino a settembre ma non è servito a nulla, non le ho detto praticamente nulla ( tipo che fumo abbastanza, sia sigarette che marijuana e che il problema persisteva da molto) e non mi ha aiutata
Sono ancora autolesionista e non riesco a smettere, è come una dipendenza
Mi serve una mano, come posso fare?

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Cara Irene,
mettersi in gioco in psicoterapia significa mettere sul banco tutto, non solo i tagli, ma anche le altre condotte a rischio, con l'obiettivo di comprendere quando sono originate, perché, e come fare oggi per rompere questi circuiti viziosi. Come dire, questa responsabilità è tua. Il terapeuta non ha la sfera di cristallo e lavora su ciò che tu riporti, se finora hai omesso determinate cose che creano disagio forse non volevi tu per prima affrontarle?
Oppure probabilmente quello non era il terapeuta giusto?
Il mio consiglio è di rivolgerti ad un'altra persona. Per la tua situazione, i servizi pubblici più indicati sono la neuropsichiatria infanzia e adolescenza (se sei adolescente), o il consultorio (se maggiorenne).

I tagli hanno, oltre al significato personale, anche il senso di una richiesta di aiuto, esattamente come il desiderio che hai di essere ricoverata. Ciò significa che non puoi rinunciare a priori ad un percorso di presa in carico solo perché non ti sei trovata bene una volta. Fatti avanti.
Resto a disposizione,
Dr.ssa Courrier


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Cara Irene
la risposta se l'è data praticamente da sola: inutile intraprendere un percorso psicoterapeutico se non si è profondamente convinti di volerlo fare. In realtà, le bugie (incluse le omissioni) non si raccontano al terapeuta ma a se stessi.
Ha ragione quando dice che è come una dipendenza, perchè dietro l'atto autolesionistico e dietro l'uso di droghe ci sono dei conflitti interiori profondi e antichi: se non affronta le sue paure e non comprende le cause che ci sono a monte, quei sintomi non avranno modo di essere elaborati e continueranno a costituire il suo equilibrio. Più avrà il coraggio di andare a fondo nelle sue dinamiche, più esse cambieranno.
Io mi auguro che la sua voglia di uscire da questa sofferenza la porti ad affrontare il percorso di psicoterapia in modo deciso e fruttuoso (potrebbe anche pensare ad una psicoterapia familiare). Lei è giovane, ha tutta una vita davanti a sè e merita tutta la felicità che desidera.
Le auguro tutto il meglio!
Cordialmente

D.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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Cara Irene, mi sembri una ragazza da un certo punto di vista forte perché sei qui a chiedere aiuto. Di sicuro c'è un meccanismo di base non funzionale che ti porta a fare questi gesti di autolesionismo, e che va sciolto. Tuttavia avresti bisogno di una professionista che ti accolga e che ti faccia sentire compresa. hai bisogno di uno spazio tuo personale dove poter dire tutto quello che senti senza vergogna o paura di essere giudicata. Dovresti parlare certamente con un'altra psicologa se questa da cui sei stata non è stata abbastanza d'aiuto per te (può capitare non bisogna preoccuparsi). Prova a dirlo a tua madre lei ti potrebbe aiutare nella ricerca, oppure cerca in questo portale qualcuno della tua zona.
Rimango a disposizione per qualsiasi altra informazione.
Dott.ssa Denaro Francesca

Dott.ssa Francesca Denaro Psicologo a Prato

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Cara Irene,

non sempre è facile tradurre in parole ciò che si sente, forse il fatto stesso che sia stata indirizzata da sua madre può averla intimorita dal raccontare alla psicoterapeuta cosa prova e vive.
Quanti anni hai?
Se sei minorenne puoi rivolgerti ad un centro specializzato della tua zona.
Rimango a disposizione

Dott.ssa Monica Salvadore
Psicoterapeuta
Torino

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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Cara Irene,
immagino che lei stia davvero male.
Cosa ha fatto sí che nel precedente percorso non si sia sentita di condividere le sue difficoltà con la terapeuta?
Pensa che ricominciando un nuovo percorso le cose potrebbero andare diversamente?
Esprimere i suoi dubbi e le sue difficoltà apertamente in terapia puó aiutare il terapeuta e lei a comprendere meglio la situazione e a collaborare affinché possiate trovare insieme nuove alternative.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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Cara Irene,
in psicoterapia il tema delle "omissioni" da parte del paziente è un problema importante, forse sottovalutato ed è strettamente correlato all'altro tema della costruzione di un rapporto di fiducia e di alleanza terapeutica col professionista che opera la presa in carico.
Se in terapia hai omesso cose importanti, forse la tua motivazione a fare questo percorso era insufficiente o forse questa terapeuta non ti ha ispirato sufficiente fiducia.
D'altra parte il terapeuta non è un indovino e lavora sui temi riportati anche se dovrebbe avere acume e intuizione per le cose non dette.
Tuttavia, in tal caso è necessaria molta prudenza perchè in mancanza di un rapporto di fiducia il paziente potrebbe irritarsi o spaventarsi di parlare di certe cose e abbandonare comunque la terapia.
Pertanto, come vedi, o ti decidi ad aprire in terapia questi temi dolorosi con la terapeuta che ti ha seguito finora oppure cambi terapeuta sapendo però che dovresti essere motivata e metterti in discussione senza nasconderti dietro le omissioni.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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