voglio sorridere di nuovo

Inviata da Rosy il 29 mar 2016 5 Risposte  · Autostima

Buongiorno! Non so come spiegarvi ma c'è una cosa che mi sta rovinando la vita! Io non vivo più bene, vivo sempre con l'ansia e con il terrore. È come se la mia testa mi comandasse e non riesco a trovare il modo di dire alla mia testa basta e ora che prendo in mano la mia vita! Vedo che quando sono con il mio ragazzo questo non mi succedde invece quando non c'è lui mi passano per la testa tutti pensieri negativi e brutti diciamo e praticamente sono pensieri automatici - cioé non li penso io e se li ascolto mi viene solo l'ansia. Non ce la faccio più a vivere così per cui chiedo un vostro consiglio per riuscire a gestire il mio cervello e non lui che comanda me.
Grazie mille

ragazzo , riesco , consiglio , vita

Miglior risposta

Gentile Rosy,
lei dice di essere schiava di pensieri automatici che si impongono alla sua volontà, la comandano e le inducono ansia ma non dice che pensieri sono e che comandi le danno.
Queste informazioni servono per formulare una diagnosi e. di conseguenza, impostare un trattamento terapeutico.
Per quel poco che ha detto le ipotesi diagnostiche fanno pensare ad un disturbo di tipo depressivo o ossessivo.
Pertanto, a prescindere dall'etichetta diagnostica che sarà perfezionata con la presa in carico, le suggerisco di intraprendere una psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo,psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Cara Rosy
hai detto proprio bene "gestire il cervello e non lui che comanda te"!
Si capisce che per "cervello" si intendono i pensieri, i tanti innumerevoli pensieri che passano per la testa e che si presentano a te senza che tu possa controllarli.
Apparentemente è così, si ha la sensazione di non riuscire a controllare i propri pensieri, in effetti nessuno ci insegna che è possibile e come farlo.
Ho scritto "apparentemente" perchè, in realtà non è così; i pensieri che la mente continuamente ci presenta sono sia positivi e costruttivi, sia negativi e distruttivi, ai pensieri si associano emozioni e il pensiero che si sceglie di pensare ha anche il potere di automoltiplicarsi.
Ho detto il pensiero "che si scieglie" infatti proprio così dovrebbe essere; tra tanti pensieri che la mente ci mette davanti, dobbiamo imparare a scegliere quelli buoni, come si farebbe con dei cibi: certo non mangiamo quelli cattivi, scaduti, avariati e velenosi.
La stessa cosa dobbiamo imparare a fare con i pensieri, scegliere solo quelli giusti e permettre loro di moltiplicarsi; gli altri lasciamoli andare.
Nello studio dello psicoterapeuta si impara anche a fare questo.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

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30 MAR 2016

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Buongiorno Rosy,
mi colpisce che parla del suo cervello come qualcosa di distaccato da sé e capisco bene che questa è la sensazione quando si hanno pensieri "intrusivi" pensieri che non sceglie di avere. Anche in quel caso, tuttavia, è lei che li produce, nascono dentro di lei sebbene per ragioni che le sono al momento sconosciute, E allora prima di tutto si riprenda il potere ricordandosi che sono sempre suoi, li ha prodotti lei! Inoltre, cosa che le sembrerà ancora più strano, in qualche modo le sono anche utili, le servono forse ad esprimere velatamente un bisogno. E allora vale la pena a questo punto di incuriosirsi e di cercare di de-codificarli. L'aiuto di uno psicoterapeuta potrà sicuramente facilitarle questo compito.
Un caro saluto,
Dr.ssa Laura De Martino
Psicoterapeuta - Napoli

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30 MAR 2016

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Buonasera Rosy, servirebbero alcune informazioni ulteriori, come, per esempio, cosa accade quando è in presenza della famiglia, o di altre persone significative. Inoltre, non ci parla per niente delle sue emozioni. Le dico questo in quanto lei ha dei pensieri per come si sente emotivamente, non il contrario (almeno questa è la mia ipotesi). Quindi personalmente esplorerei il come si sente emotivamente quando è sola (per cui, una conseguenza, sono i pensieri da lei definiti "automatici" che, in realtà, non lo sono mai...) e come si sente quando è in compagnia del suo partner. Infine, si potrebbe ipotizzare che quando sente di avere dei riferimenti esterni, allora può permettersi di "essere" anche senza troppi pensieri, quando, invece, le viene a mancare l'esterno, i pensieri le servono a qualcosa (bisogna vedere a cosa); credo che, se continua a riproporre tale schema, vuol dire che il suo sistema ne trae un qualche vantaggio di "sopravvivenza" emotiva e, conseguentemente, evolutiva. Il fatto è che il suo sistema deve poter sopravvivere anche senza tali strategie, ma sviluppandone anche altre, in modo da poter gestire più e diverse situazioni. Per questo, sarebbe molto utile una terapia centrata sull'esplorazione della sua coerenza emotiva e sui suoi attributi di significato: due aspetti fondamentali del Sé e che ne restituiscono il modo di funzionamento nel tempo.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

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29 MAR 2016

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Buongiorno Rosy,
dalle poche cose che racconta, il suo malessere potrebbe essere compatibile con un quadro ansioso depressivo. Dovrebbe essere approfondito da quanto tempo si sente così, se ci sono dei fattori che la aiutano( come la presenza del suo ragazzo) e in quali occasioni si sente peggio, cosa succede, come mai succede, con cosa si tranquillizza.
La aiuterebbe chiedere una consulenza ad uno psicoterapeuta con il quale affrontare tutte queste questioni molto complicate e molto dolorose.
A presto
dott.ssa Claudia Giangregorio

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29 MAR 2016

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