Voglio smetterla di sentirmi in colpa

Inviata da Ania · 10 ago 2015 Autorealizzazione e orientamiento personale

Buongiorno,
mi chiamo Ania e chiedo il vostro aiuto perché proprio non so come regolarmi in questo periodo.
Partiamo da una cosa bella: l'anno prossimo mi sposo. La cosa complicata: sento talmente odore di libertà che la mia testa è in confusione totale. Mi sono resa conto che non ne posso più di fare la "brava ragazza". Non ne posso più di voler accontentare gli altri per non ferirli. Fin da piccola ho sempre pensato che volevo essere una "brava bambina", facendo tutte le cose buone e non facendo mai quelle sbagliate. Questo però cozza con la realtà perché costringere me stessa a fare, dire e pensare cose che non voglio fare e dire cose che non penso è moralmente sbagliato e per questo motivo ho avuto scontri proprio feroci con i miei genitori. L'uno in un modo e l'altra in un altro. Mi sono sempre sforzata di essere brava in tutto: brava studentessa, bambina educata, amica fedele e comprensiva, ragazza "per bene" senza neanche un difetto. Tutta morale e valori e zero spazio per gli sbagli, gli errori, le sciocchezze da ragazzi... risultato? Non ero abbastanza. Socialmente non rimproverabile di nulla, ma dalle persone allontanata perché mi rifiutavo di assumere comportamenti sbagliati e in casa insufficiente perché essere "brava" è scontato e dovuto ma dovevo anche essere una donnina di casa (che non sono e non riesco ad essere secondo gli standard di mia madre e non posso farci niente), perché avevo il brutto vizio di stare male (ho passato mesi da adolescente chiusa in camera al buio, sdraiata a terra con le cuffie di musica a palla) e la risposta di mia madre era "smettila di fare la sciocca", perché se avevo un'idea che combaciava con quella di mio padre allora vivi viva, altrimenti erano legnate se non calavo la testa... ho sempre avuto un carattere forte e non mi sono mai piegata... ma il senso di colpa ora mi mangia viva per qualsiasi cosa. Non riesco a tenere ordinata casa mia? Sono disorganizzata. Non riesco a tenere il ritmo? Sono pigra. Non riesco ad avere il lavoro che desidero? Sono debole. Sbaglio un comportamento? Faccio schifo, non dovrei commettere questi errori. Scusate il termine ma mi sono rotta. Ultimamente ho iniziato a fumare qualche sigaretta. Non ho intenzione di prendere il vizio del fumo, ho sempre fatto campagna anti-fumo e sono sempre della stessa idea che sia un vizio puzzolente e inutile. Però voglio fumarne qualcuna e tenere il pacchetto in borsa. Perché? Perché voglio dimostrare a me stessa che se commetto qualcosa di sbagliato il mondo gira lo stesso e le persone mi vogliono bene lo stesso. Questo fuori. E in casa? Ovviamente non potrei farmi vedere a casa perché IO, la loro figlia, sono già abbastanza deludente così, che li faccio stare male perché passo tutto il tempo fuori casa, perché non riesco ad avvisare in tempo quando manco a cena e manco sempre più spesso, perché non aiuto a pulire casa e preferisco stare in studio o comunque fuori. Se mi vedessero una sigaretta in mano mia mamma si stapperebbe i capelli in lacrime gridando al cielo "perché a me" e mio padre o mi ordinerebbe di posarla e ad un mio "no" finirebbe a schifio con relativo pericoloso scontro oppure mi direbbe la sua "giusta opinione" offendendosi a morte se non la seguo ciecamente e sfogandosi poi con mia mamma che rimprovererebbe me di aver deluso e ferito in modo irreparabile la famiglia.
E ora che faccio? Non riesco a liberare me stessa senza incorrere in questo vittimismo frustrante e fastidioso.

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Miglior risposta 8 SET 2015

Gentile Ania,
sono d'accordo con te sul fatto che i tuoi genitori, sulla base di ciò che essi stessi erano, possono averti trasmesso una educazione abbastanza rigida con troppo senso del dovere e non altrettanto calore e accettazione. Non devi però commettere l'errore di passare dalla consapevolezza acquisita di questa cosa alla rabbia eccessiva nei loro confronti e ad una voglia di trasgredire inutile, sconsiderata e dannosa. Forse che avresti preferito essere stata educata senza princìpi morali e in modo irresponsabile?
A breve che ti sposerai e costruirai una tua famiglia, ricordando le cose di cui ti lamenti, forse riuscirai a trovare, per i figli che metterai al mondo, un più giusto equilibrio tra le regole e i doveri da una parte e la leggerezza e i piaceri della vita dall'altra.
Lo stile educativo dei tuoi può averti causato dei momenti di insoddisfazione e di sofferenza ma ritengo che questi siano stati molto meno dannosi di quelli che avresti potuto vivere se fosse stato improntato all'irresponsabilità e al libertinaggio.
Per essere facilitata a ritrovare un migliore equilibrio interiore, credo che ti sarebbe utile un sostegno psicoterapeutico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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11 AGO 2015

Molto bene, sei sulla pista giusta: hai chiaro come stanno le cose e stai trovando da sola le tue risposte, una psicoterapia che ti aiuti a trovare le conferme che cerchi ti sarebbe utile, cordiali saluti, dott. D.Malerba

Dott. Daniele Malerba Psicologo a Mestre

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11 AGO 2015

Cara Ania,

Come riconosci tu stessa, un'educazione molto rigida in tema di valori e l'abitudine a corrispondere a standard elevati, a volte sacrificando un pò di se stessi, può portare ad aver bisogno di ribellarsi.

Mi sembra di sentire in te la forza per mantenere l'equilibrio, senza eccedere con la ribellione. Questa è una buona cosa perchè la libertà implica an che una parte di responsabilità: essere liberi significa poter scegliere ed ogni scelta comporta l'assunzione di responsabilità.

In questo momento potresti sentire il bisogno di spostare l'attenzione dai "devi" del passato, ai "puoi" e questo ti fa esplorare anche campi che non ti interessano del tutto (come il fumo).

Potresti valutare di contattare uno psicologo per un breve percorso di sostegno i questa fase di cambiamento e in questa scelta di vita. Potrebbe essere difficile coniugare da sola la volontà di provare cose nuove e il senso di colpa verso la tua famiglia d'origine.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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10 AGO 2015

Cara Ania,
leggendo le tue parole traspare tutta la frustrazione e la sofferenza di chi non si sente apprezzata e riconosciuta per ciò che semplicemente è, un essere umano con aspetti positivi e negativi, con punti deboli e qualità. E’ un passo molto importante quello che hai fatto nel giungere ad affermare che “anche se commetto qualcosa di sbagliato le persone mi vogliono bene lo stesso”. E’ una buona dose di consapevolezza riuscire ad essersi in parte distaccati e aver osservato dall’esterno la realtà familiare in cui si è vissuto, forse tendente al criticismo e al perfezionismo o guidata da ideali da raggiungere piuttosto che dalla trasmissione di affetto incondizionato. Purtroppo nessuno nasce genitore, e spesso non ci si rende pienamente conto di star trasmettendo ai figli conflitti irrisolti e modalità di educazione basate su modelli precedentemente interiorizzati dai vissuti con le proprie famiglie di origine (i quali a loro volta potevano non essere stati ottimali, per svariate cause, e così via all’indietro nel tempo..).
Detto ciò, mi sembra che un percorso psicologico, che potrebbe anche essere a breve termine data la forte consapevolezza e volontà che emergono dal tuo racconto, potrebbe esserti d’aiuto nel comprendere come gestire, accettare ed elaborare i forti sentimenti contrastanti che attualmente caratterizzano i tuoi vissuti con i familiari: quelli legati al senso di colpa per non volerli ferire e deludere e la frustrazione, tristezza e forse rabbia, derivante dal sentirti non compresa ed accettata.
A disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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