Voglio riconquistare il mio ex, ma ho paura

Inviata da Fabiola · 13 nov 2015 Terapia di coppia

Cerco di raccontarvi la mia storia in maniera sintetica, ma sarà dura perchè i fatti sono tanti:

Ci conosciamo in vacanza nell'estate 2012, fu amore e passione a prima vista e ci fidanzammo praticamente subito. In questi tre anni di storia d'amore, con i nostri alti e bassi, siamo sempre stati innamoratissimi e molto uniti, nonostante la distanza di 50 km.
Purtroppo però io, a causa dell'abbandono di mio padre, soffro da qualche anno di parecchi problemi psicologici e la mia psicologa mi consigliò di prendere una sorta di "pausa" dai miei problemi familiari (purtroppo mio padre non si era limitato solo ad abbandonare me e mia madre), altrimenti sarei sul serio impazzita. Così presi la decisione di fare l'animatrice turistica e venni supportata anche dal mio ex, anche se era un po' dispiaciuto; mi diceva di partire perché anche lui aveva realizzato che ne avevo bisogno, che mi avrebbe aspettato.
Sono stata via per due mesi e mezzo e anche se ho finalmente respirato finalmente un po' di aria, lo stress lavorativo e il mio entusiasmo nel mondo dove sono stata catapultata, hanno fatto peggiorare la mia relazione.
Lui tentava in tutti i modi di starmi vicino ma il mio comportamento fu letteralmente il seguente: ero costantemente impegnata con una grossa responsabilità, tra bambini da tener costantemente d’occhio e le ore notturne perse tra prove spettacoli e nel mio secondo ruolo (ero animatrice mini club e videoperatore, quest’ultimo mi obbligava a fare ulteriori ore piccole per visionare e montare i filmati per il video di fine settimana o per il video del musical settimanale); contemporaneamente ero talmente gasata e focalizzata nel mio lavoro che non davo più abbastanza attenzioni e non soddisfavo più i bisogni del mio ragazzo, finendo per concentrarmi solo su me stessa; mi sfogavo con lui su ogni cosa negativa; delle volte finivo per attaccarlo o facevo certe uscite che lo ferivano.
Quando tornai dalla stagione il mondo mi crollò addosso: appena tornata sono stata di nuovo investita da i problemi familiari e il mio ex il 12 settembre mi lasciò. Mi disse che lo avevo fatto soffrire troppo, che in un certo senso lo avevo privato della sua "scema" perché ora ero cambiata.

Lui però mi propose di mantenere almeno un rapporto di amicizia, si vedeva lontano un miglio che era in collera per il mio atteggiamento durante la stagione ma non voleva perdermi perché sotto mi amava ancora, sperava che col tempo la rabbia gli sarebbe passata, in questo modo potevamo vedere se tornare insieme recuperando il rapporto perso.
Il recupero all'inizio ci fu ma, dopo due settimane, feci un gesto stupido: tentai di farlo ingelosire raccontandogli che in stagione, in un uscita di staff, un mio collega provò a baciarmi ma io lo rifiutai. Lui fu ovviamente geloso ma allo stesso tempo manifestò l'ira nei miei confronti: lo avevo fatto soffrire di nuovo perché lui sapendo questo fatto si era sentito sostituibile.
Mi chiese due mesi di no-contact e fui costretta ad accettare ma, dopo una settimana andai dal mio medico curante per dei dolori che avevo. Quest'ultimo mi disse che stavo manifestando sintomi di cancro alla vescica e che dovevo fare una visita specialistica per aver conferma.
Glielo dissi e gli feci un discorso su come ultimamente avevo realizzato determinate cose, sulla mia voglia di vivere e sul non arrendermi. Ciò lo sorprese, purtroppo prima di questo fatto ero anche tendente al suicidio, a quanto pare mi fece guadagnare credibilità nei miei confronti perché decise di poterci di nuovo messaggiare, senza però poterci vedere.

Da qui iniziò però un tira e molla doloroso e allucinante, purtroppo la collera non gli era passata e bastava un nonnulla da parte mia per di nuovo allontanarsi e non volermi più sentire, per poi tornare in un secondo momento quando o io o una nostra amica in comune gli ricordava la mia triste situazione.
Il giorno della visita lui fu letteralmente spaventato per me, a tal punto che era costantemente online per ricevere mie notizie. Fu felice di sapere che non era cancro quello che avevo e da allora tutto cambiò: ricominciò a ridere e scherzare con me, a fare lui dei passi in avanti di recupero, a darmi per primo il buongiorno, a darmi nomignoli stupidi, ecc...
Nonostante questo però io cercavo di stare attenta a non commettere errori perché, quando succedeva, lui diventava temporaneamente freddo e più distante.
Il 7 novembre ci siamo rivisti e lui mi baciò e finimmo a letto insieme, dicendomi che finalmente aveva riavuto la sua scema ma che eravamo in prova, perché c'era qualcosa che lo bloccava nel ristabilire con me una nuova relazione e di dargli tempo.
Io fui confusa quel giorno, non voleva rimettersi con me ma ha definito mia madre come suocera, che i nostri figli avrebbero preso quasi sicuramente i suoi geni perchè di fatto sono la maggior parte dominanti e... mi rimproverò quando avvertì in me timore e paura nel dirgli "ti amo" perché ora potevo essere più naturale con lui, però lui non mi disse niente che andava al romantico a parte "io con te sono me stesso, ho atteggiamenti che non potrei avere con nessun altra persona".

Ci sono vicina nel riconquistarlo ma ora più che mai ho paura e ansia, perché?
Sono così vicina da poterlo riavere allora perché mi sento così insicura?
Dovrei stare calma e continuare il percorso da me scelto, ma l'ansia e la paura mi hanno portata recentemente a commettere un piccolo errore, dove ora lui è diventato di nuovo freddo e distaccato, e ho di nuovo paura che questa non sia temporanea.

Comincio a pensare che sia così perché ho fretta di riaverlo indietro, perché muoio dalla voglia di sentire da lui parole d'amore, ho fretta perché purtroppo so che c'è qualcun altra che sta puntando a lui, ho fretta perché questa attesa è veramente devastante per me perché vivo con il timore di fare passi falsi che poi commetto veramente!
Questi passi falsi presi singolarmente non sono gravi, calcolate che l'ultimo che ho fatto gli avevo trasmesso ansia perché volevo sentirlo, parlargli e ridere e scherzare con lui, sentire che con me stava bene... dopo aver saputo di questa ragazza che aveva detto in giro che lei lo amava...
Ho anche paura a dirgli che lo amo, per timore di metterlo in difficoltà e di ottenere da parte sua una non-risposta...
Che cosa dovrei fare? Ora è freddo e domani ci siamo dati appuntamento, non so se sopporterei anche domani un suo atteggiamento freddo e distaccato, come sta facendo ora, dopo quello che abbiamo fatto settimana scorsa...

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Miglior risposta 14 NOV 2015

Gentile Fabiola,
sembra che da un lato lei non abbia buone capacità di reggere situazioni di stress lavorativo e dall'altra che il suo ragazzo, nei fatti, tolleri male periodi di lontananza da lei, come è accaduto.
Il fatto che lei si debba sempre preoccupare di cosa dire e cosa fare per non urtarlo è sicuramente un punto di debolezza della vostra relazione come pure lo è il bisogno del suo ragazzo di avere vicino una persona che sia sempre sottomessa e che sia sempre la sua "scema".
In fondo ognuno di voi due non è sicuro nè di se stesso e dei sentimenti che prova nè dell'altro e questo rende fragile e instabile la vostra relazione.
Penso che entrambi abbiate bisogno di irrobustire la vostra relativa struttura di personalità e acquisire più fiducia e sicurezza in sè e nell'altro e questa condizione può essere raggiunta attraverso un percorso di psicoterapia di coppia che vi consiglio.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna
(Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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16 NOV 2015

Salve Fabiola,
leggendo la sua storia la prima cosa che mi porta alla riflessione è legata al tema dei "legami", perchè le dico ciò, perchè più che analizzare minuziosamente i fatti legati alla storia con il suo ragazzo credo che lei dovrebbe lavorare e riflettere su cosa significa per lei legarsi ad una persona ad un lavoro ecc, perchè si percedipsce una leggera "dipendenza" che apparentemente può farla star bene ma che invece la rende ancora più insicura nella gestione dei rappporti, tant'è che nonostante si giustifica dicendo che glielo hanno consigliato, lei è partitita ed ha messo in atto una fuga da quella che era la sua situazione attuale e di conseguenza la fuga dai suoi legami.
i sintomi che manifesta sono quindi di conseguenza una risposta al conflitto che vive: dipendere da lui ed essere la sua "scema" o fuggire verso nuovi orizzonti? amare realmente un uomo che mostra anche lui insicurezza e instabilità o provare realmente ad elaborare un cambiamento nella propria vita che possa includere anche la perdita di lui?... insomma sono diverse le domande sulle quale dovrebbe riflettere e trovare risposte ed è solo nell'equilibrio interno suo che poi potrà vivere con meno paure le sue relazioni e la società che la circonda.
Dott.ssa Di Virgilio Camilla -Caltanissetta-

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