Voglio essere normale

Inviata da Minu · 2 ott 2017 Disturbi dell'apprendimento

Buongiorno,
da bambina ho ricevuto una diagnosi di disarmonia evolutiva con disturbi del linguaggio. Nella diagnosi si rilevava anche un ritardo cognitivo segnando una media di 83 di iq. Io però sono laureata e sto mi mancano 4 esami per finire medicina; e ho sto passando le varie selezioni di un concorso statale e ho la patente. Come è possibile questo??? Questo diagnosi mi ha pesato nel cuore come un macigno. Mi fa stare male. Mi sento non appartenere a nessun gruppo...vorrei solo essere normale. Perché questa cattiveria???? Perché dichiarare che sono diversa??? Questa diagnosi più che aiutare ( non mi ha mai aiutata questa diagnosi) mi ha solo creato malessere dell'anima. Perché hanno voluto catalogarmi?? Ora vivrò per sempre con un senso di inferiorità perché risulta che ho un'intelligenza limite. Io mi chiedo perché???e se questi medici si rendono conto del male che mi hanno fatto. Io voglio solo essere normale, come tutti quanti voi. Lo so che la normalità è un concetto illisorio, ma io lo voglio!!! Voglio essere normale!! Potete dirmi qualcosa per consolarmi??? Mi sento così sola e strana.

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Miglior risposta 2 OTT 2017

Gentile Minu,
la diagnosi che le è stata fatta da bambina era qualcosa che teneva conto delle sue difficoltà di linguaggio del momento e di caratteristiche che probabilmente in quel periodo influivano sulle sue prestazioni. Non si tratta di una situazione statica ed immutabile, perché crescendo si possono acquisire nuove capacità, superare le proprie difficoltà o ovviare ad esse. Lei ha dimostrato ampiamente come quell'etichetta del passato non sia più attuale ora e come si possa risalire con impegno e perseveranza.
Comprendo il peso e la sofferenza che quella diagnosi possa averle causato, ma ha avuto una grande forza e determinazione. Quella diagnosi non era stata data per catalogarla o farle del male, ma per trovare delle modalità per aiutarla a superare le difficoltà che allora la ostacolavano. E lei ha dimostrato esattamente come fossero superabili.
So che è dura sentirsi catalogata e non normale e che uscire da questa idea non sarà semplice e veloce, dopo anni in cui si era convinta di rientrare in un'etichetta difficile da sopportare... Ma guardi i risultati che ha raggiunto e le sfide che ha superato!
Come diceva anche lei poi, il concetto di normalità è particolare. Cosa significa per lei essere normale? Cosa pensa che le permetterebbe di sentirsi così? Forse sono domande sulle quali varrebbe la pena di lavorare un po' se mai lo vorrà.

Le auguro il meglio.

Dott.ssa Raso Rossana

Dott.ssa Rossana Raso Psicologo a Aosta

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4 OTT 2017

Buongiorno Minu,
le diagnosi dal mio punto di vista sono sempre controproducenti per l'autostima delle persone. Agiscono come dei macigni, dei giudizi che tolgono energia e fiducia in se stessi. Si vive lo stigma, tutto diventa più complicato.
D'altra parte le diagnosi sono funzionali ad attivare interventi e soluzioni, soprattutto in ambito pubblico. Esse hanno una valenza temporanea e vanno contestualizzate.
Lei comunque, ha dimostrato di essere una persona di valore che ha raggiunto molteplici obiettivi nella propria vita. Non continui a vivere con un senso di inferiorità in quanto non la rappresenta!
Un percorso specifico inerente l'autostima potrebbe aiutarla a vedersi con occhi diversi.
Cari saluti
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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3 OTT 2017

Gentile Minu,
il fatto che lei si stia laureando in medicina mi sembra qualcosa di estremamente positivo (e normale, per usare le sue parole), a prescindere da una diagnosi ricevuta quando era bambina. Come mai si sente sola e strana?

Dott.ssa Rossana Curatolo Psicologo a Pogliano Milanese

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3 OTT 2017

Gentile Minu, un QI medio di 83 non è indicativo di ritardo mentale. Probabilmente in alcune aree di sviluppo lei presentava delle difficoltà che le hanno abbassato la media generale. Visto gli obiettivi che ha raggiunto nella vita, è probabile (direi certo) che abbia superato tali difficoltà. La diagnosi che le fu fatta serviva al momento per fornire indicazione su quale tipo di intervento adottare e non va intesa come una valutazione che rimane valida per sempre. Per alcuni da adulti si conferma il permanere di tali difficoltà, nel suo caso non mi sembra così.

Dott.ssa Francesca Figliozzi Psicologo a Oristano

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3 OTT 2017

Buongiorno Minu,
La diagnosi che le è stata fatta ha fotografato una situazione relativa a quel momento specifico, in cui si sono manifestate alcune difficoltà. Aveva lo scopo di individuare gli strumenti più adatti a sostenerla nella sua difficoltà. Poi lei è cresciuta e ha raggiunto traguardi importanti. Guardi a questi, non ad un'etichetta diagnostica. Lei è sempre Minu, al di là di un'istantanea che la ritraeva nell'infanzia.
Cordialmente,
D.ssa Maura Lanfri

Dott.ssa Maura Lanfri Psicologo a Forlì

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