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Voglia di riscoprire me stesso e le mie passioni

Inviata da Marco · 22 feb 2018 Depressione

Buongiorno,
finalmente ho preso la decisione di scrivervi per ricevere più pareri riguardante la mia situazione. Spero di riceverne molti in quanto mi farebbe piacere sentirmi capito e se qualcuno ha qualche sua storia personale da raccontare simile alla mia sarò davvero grato di leggerla. Mi dilungherò un po' in quanto quello che ho vissuto e sto vivendo non è un periodo facile. cercherò di suddividere gli argomenti in modo da esse più chiaro nel discorso. Grazie in anticipo per l'ascolto.
Sono un ragazzo di 22 anni, frequento l'università e nel contempo impartivo (fino a qualche settimana fa) ripetizioni per guadagnarmi qualche soldo. Precedentemente, un anno fa ho chiuso un periodo di un anno e mezzo di sedute psicologiche con uno psicologo che mi aiutò davvero tanto ad uscire dalla situazione di attacchi di panico, ansia, depressione e pensieri ossessivi. La mia vita era insostenibile e non mi sentivo per niente bene con me stesso.. così misi anima e corpo per affrontare (e accettare) tutto ciò che mi stava accadendo in quel momento. Ne uscii e riuscii a capire molte cose di me stesso. Feci un anno senza alcun problema di attacco di panico, ansia o depressione.. stavo meglio (mai assunto medicinali) e carico per affrontare la vita di ogni giorno. Però avevo come una continua sensazione di voler cambiare qualcosa della mia attuale vita, ma lo accantonai perchè comunque sia stavo bene. In questo anno trascorso mi ritrovai in una situazione in cui l'indipendenza economica (grazie al giro di ripetizioni) mi garantiva una gestione della vita senza bisogno di chiedere soldi ai miei genitori (anche se loro mi hanno sempre detto che non ci sarebbe stato alcun problema) ma al contempo sminuivo il tempo che avrei dovuto passare sui libri! Faccio un università in cui il carico di studio è abbastanza elevato e richiede molto tempo di preparazione ma io mi riducevo all'ultimo sempre con l'acqua alla gola e difatti non ho passato neanche un esame. (sono al primo semestre del secondo anno ma ho un anno indietro e quindi sto ridando gli esami vecchi). ((questo indirizzo mi piace nonostante sia pesante)). L'organizzazione per me sarebbe un buon spunto di inizio ma in questo periodo non sapevo da che parte mettere le mani e rimasi inerme, bloccato e spaventato. passavo i giorni a fissare i libri e mi distruggevo nei miei pensieri (sono molto profondo come ragazzo).
cosa successe in questi ultimi mesi poco prima di iniziare gli esami che stavo preparando di li a pochi giorni? ebbi problemi famigliari non drammatici ma che mi hanno comunque bloccato (e in modo assurdo le utilizzavo come scuse per università e vita sociale). rinunciai a impartire ripetizioni a tutti i ragazzi che avevo e successivamente la rottura da parte mia della relazione con la mia ragazza in quanto non mi trovavo più bene. In un periodo in cui vedevo tutto nero e in cui ritornarono gli attacchi di panico, depressione, ansia e insonnia decisi di usare la carta "cambiamento di vita". Però non del tutto attivata, in quanto ora mi sono ritrovato in un periodo di isolamento assoluto, depressione, dimagrimento e vittimismo da cui so di poterne uscire solo attuando quelle decisioni che mi sono precluso in questo periodo. perchè non sto agendo? perchè i problemi famigliari causarono questo blocco psicologico. inizialmente passai intere giornate a praticare masturbazione compulsiva davanti alla pornografia per alleviare per qualche istante i "dolori interiori" ma appena finiva il coito avevo sensi di colpa a raffica perchè ero inerme e quella era l'unica via di scampo temporanea che potevo trovare (gia fin da piccolo l'avevo e l'avevo anche risolta con il mio psicologo). se avete un consiglio da darmi riguardo questa pratica che mi sta distruggendo il morale consigliate.
Non ho più passioni. Amavo fare sport (giocavo a calcio a livelli agonistici fino a 3 anni fa ma poi ci furono problemi burocratici e dovetti smettere non per volere mio) ma ora ho la continua ossessione che se anche inizio qualsiasi sport (anche in modo graduale) potrebbe venirmi un infarto in quanto ho condotto fino ad ora una vita malsana a "farmi del male" con depressione, ansia, masturbazione, oziosità, dimagrimento (non a causa dell'alimentazione) e ho il continuo bisogno di voler fare esami clinici. Per me lo sport era una passione ma ora non riesco più a riprenderlo e questo mi fa molto male. (avevo risolto anche l'ipocondria ma ora si è ripresentata).
Credo di esser stato confusionario nella parte finale ma credo che il senso della situazione si sia capito.
perchè se sento la necessità di cambiare ora e pur avendo le carte in mano non agisco e preferisco stare nel mio "spazio di conforto e vittimismo"? che mi consigliate di fare?
Grazie a tutti.

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Miglior risposta 26 FEB 2018

Caro Marco,
l'aver affrontato una volta tutte le sue problematiche con la psicoterapia ed essere riuscito a risolverle l'ha resa consapevole del fatto che se vuole può riuscire a stare meglio ma forse non sempre ha le energie per farlo. L'idea "So che posso farlo se voglio ma poi non lo faccio" nasconde il timore di non riuscire nonostante abbia tutte le carte in regola per farcela.
Il suo blocco in tutti i campi della sua vita (università, amore, lavoro, relazioni sociali, etc) nasconde una grande paura di fallire. Più grande di prima della terapia poiché la terapia ha dimostrato che se vuole può invece probabilmente il peso delle pressioni è così grande che poi non ce la fa.
Il mio consiglio è di ricominciare la psicoterapia per lavorare sul peso delle pressioni, delle aspettative e della paura di fallire per non sentirsene schiacciato.
La sua vita era già cambiata ha solo avuto tanta paura di non poter sostenere tali cambiamenti nel tempo.
E' come l'atleta che fa ottimi risultati durante gli allenamenti e poi in gara perde puntualmente. Vincere significa prendersi la responsabilità di rispondere ad aspettative sempre più alte o a fallimenti sempre più duri non vincere toglie l'atleta da queste pesanti pressioni. E così accade a lei.
Scriva ancora se ha bisogno di chiarimenti, un caro saluto dr Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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26 MAR 2018

Vivere la propria vita significa anche confrontarsi con la realtà edessere continuamente in un raffronto continuo con se stesso e con gli altri;Non sempre questo riesce bene e non sempre ci si sente soddisfatti dei risultati raggiunti,A volte,poi,subentrano le incertezze e la convinzione che la causa potrebbe dipendere da una malattia o da un disturbp psicofisico.Si.I può cadere nella ipocondria e cominciare ad avvertire tutte lesintomatologie lette o sentite,In questo caso la ipocondria rappresenta la causa manifesta del propprio male di vivere,Ti consiglio un periodo di psicoterapia.attraverso la quale trovare la causa del non star bene,Nel frattempo dedica il tuo tempo in attività che ti rALLEGRANO LA GIORNATA E TI distraggono dai pensieri negativi,
Dr,LUCIANO DI RIENZO

Luciano Di Rienzo Psicologo a Avellino

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22 MAR 2018

Carissimo
Le problematiche che adesso si ripresentano.sono le stesse che hai già affrontato e superate.Con questo voglio dire che conosci bene i meccanismi con le quali si ripresentano.Da quello che leggo,hai già superato le asperità.Non devi fare altro che riprendere la psicoterapia dal punto in cui è stata lasciata.
Dr,LUCIANO DI Rienzo

Luciano Di Rienzo Psicologo a Avellino

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26 FEB 2018

Caro Marco, senza dubbio pare che la tua scelta di restare nella "zona di confort" non ti stia dando il benessere che cerchi....sarebbe utile riprendere a questo punto le sedute con il tuo psicologo se ti sei trovato bene, in modo da ripartire da quello che oggi ti causa disagio per provare a gestirlo nel migliore dei modi. A volte condividere se stessi con una persona di fiducia ci puó far sentire meno soli e darci la carica giusta per affrontare noi stessi. Forza! Dott.ssa Daniela Cannistrâ

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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