Vivere quotidianamente in un tunnel

Inviata da Giulia · 1 feb 2016 Attacchi di panico

Scusate, ho la necessità di dirlo a qualcuno, ma non so più a chi potermi rivolgere al momento.
Ultimamente sto vivendo sempre di più nell'angoscia. Ho vissuto moltissime volte in vita mia momenti di crisi o di frustrazione continua, ma ora mi sembra di vivere in un tunnel in cui non riesco a vedere una via d'uscita o una luce, e nessuno sembra vederlo, nemmeno la mia famiglia. Ho vergogna di dire alle persone a cui voglio bene che non riesco più ad essere felice, che mi sento sola, che non riesco più a credere in un futuro sereno per me stessa e che certe volte vorrei davvero dormire senza mai più svegliarmi. A volte cerco di non pensarci e di distrarmi, isolandomi da tutto e tutti o estraniandomi dal mondo intorno a me e a volte riesco così a dimenticare tutto questo rimanendo tranquilla, ma appena non riesco più a farlo o quando sono da sola con i miei pensieri, ecco che ricompare un vortice che mi divora dentro e che vuole mandare in cortocirtuito la mia mente. E in quei momenti vado in ansia, in agitazione, in crisi perché non riesco più a trovare nulla che mi faccia stare meglio. Cerco di calmarmi o di sfogarmi in silenzio in qualche modo, ma dopo ciò mi sembra che tutto ciò che ho attorno non abbia più senso e che non valga più la pena andare avanti o di fare qualsiasi cosa per il mio domani.

Quello che mi fa più male è che nessuno riesce a vedere tutto questo e che se anche dovessi parlarne con le persone a cui voglio bene non mi capirebbero, anzi, ho paura che reagiscano male a tutto questo. In qualche modo ci ho provato più volte in vita mia, ma le loro risposte o reazioni non mi hanno mai rasserenata, perciò ho rinunciato.
Ma tenermi tutto dentro mi sta logorando. Ho vent'anni e sono troppo spesso convinta che la mia vita non migliorerà, se non in peggio, e che rimarrà bloccata per sempre. Cerco di farmi forza a volte, ma appena entro in crisi mi sembra di sprofondare e che i miei sforzi sembrino portare a nulla. Non riesco più a sorridere per davvero a niente, solo quando devo mantenere le apparenze.

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Miglior risposta 5 FEB 2016

Cara Sara,
capisco il tuo disagio e capisco anche la tua difficoltà a confidarti con i tuoi genitori dal momento che quando ci hai provato non ti sei sentita capita e accolta.
Ciò probabilmente è dovuto al fatto che anche loro raramente hanno avuto la possibilità di sentirsi capiti e accolti quando sono stati in crisi e così la catena rischia di trasmettersi in modo verticale.
Tuttavia è necessario spezzare questa catena per cui, come dice il proverbio, se la montagna non va da Maometto è Maometto che deve andare alla montagna.
Pertanto, senza entrare in troppi dettagli, siccome suppongo che non sei autonoma essendo giovane, dovresti almeno dire ai tuoi che stai attraversando un periodo di crisi e chiedere di essere sostenuta per un percorso di psicoterapia.
Questo è il miglior modo per colmare dei vuoti e sanare delle ferite interrompendo la continuità di certe catene distruttive.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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3 FEB 2016

Certo Sara
devi comprendere che non è dovuto che si debbano capire le cose se tu non le manifesti e non le comunichi agli altri.
Penso che tutto il tuo malessere sia rimasto nascosto dentro di te per il motivo che tu dici e che cioè: ti vergogni a parlarne e non vuoi fare soffrire gli altri.
Però è importante che tu capisca che, dal momento che i tuoi famigliari certo ti vogliono bene, sarebbe meglio per loro, e per te, conoscere le tue angosce e i tuoi problemi; certo loro vorrebbero aiutarti.
Quindi, il primo punto da cui partire è aprirti e comunicare, come hai fatto con noi, quello che senti e che provi, avendo fiducia di essere ascoltata, accolta e aiutata.
Non devi pensare che fare questo sia una debolezza ma anzi ti dico che è una capacità importante dell'essere umano, chiedere aiuto e manifestare così grande fiducia negli altri.
Gli altri a loro volta, avendo anche loro bisogno, faranno la stessa cosa e ti potrà capitare che ci sia reciprocità; tu potrai restituire l'aiuto ricevuto.
Sto parlando di una legge umana molto importante e spesso dimenticata.
Riassunto:
Chiedi aiuto in famiglia e apriti completamente.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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1 FEB 2016

Buongiorno sara,

si rivolga a uno psicoterapeuta; chieda a un'amica di accompagnarla, trovi il coraggio di farlo. E nel primo colloquio riferisca qualto a noi scritto qui.

Sarà un nuovo inizio.

In bocca al lupo!

Dott.ssa Cristina Fumi
psicologa-psicoterapeuta
Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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1 FEB 2016

Buongiorno Sara.
direi che è il momento di fare qualcosa per te. La situazione ti sta creando non poca sofferenza e l'unica cosa che posso consigliarti è quella di rivolgerti ad uno psicoterapeuta.
Un aiuto di un professionista è la cosa migliore.
Un caro saluto

dott.ssa Miolì Chiung
Studio di Psicologia Salem
Milano - Agrate - San Donato M.se

Anonimo-125892 Psicologo a Milano

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