Vivere con padre a tutti costi

Inviata da Margherita · 8 ott 2015 Terapia familiare

Salve
Ho conosciuto il padre di mia figlia quando avevo 20 anni, lui era 12 anni più grande di me. Innamorata com'ero ho deciso di aiutarlo a crescere i suoi due figli (allora di 5 e 7 anni) - la madre allora aveva firmato solo una lettera dall'avvocato rinunciando ai figli .Dopo 10 anni di convivenza è nata mia figlia.
In quei anni ho scoperto il suo tradimento e ho deciso di trasferirmi a Milano con mia figlia (che allora ne aveva 6). Suo padre nel frattempo si è sposato con quella donna (non ha neanche invitato sua figlia) e attualmente vive con lei e 2 figli grandi del 1 matrimonio.Io invece Milano dopo un anno conosco un uomo e dopo qualche anno ci sposiamo. Mia figlia vive con noi, va ogni anno a trovare suo padre, torna sempre piangendo che non vuole salire e io e mio marito ogni anno facciamo una fatica enorme di riprenderla. Il padre parla sempre di soldi,e di conseguenza anche noi. Quando è da lui non le fa mancare nulla, quando è qui fa le polemiche per ogni cosa.
Passano gli anni e mi sembra una cosa abbastanza normale, figlia dei divorziati che è capricciosa e poco rispettosa. Non è contenta mai di nulla,non aprezza i miei sforzi, si ostina a seguire le semplici regole di convivenza , compiti, ordine della stanzetta. Mio marito la adora,ma sta cominciando a stancarsi delle continue discussioniche riguardano anche suo padre. Cerchiamo a stabilire le regole e mantenerle,io cerco di mediare ed essere a volte da parte di mio marito a volte di mia figlia .Cerco di pretendere di meno da lei , starle vicino,ma non porta da nessuna parte. E come se lei si opponesse con tutte le sue forze a cercare di trovare il motivo per essere infelice con noi. La portiamo dappertutto, ma senza grandi investimenti di soldi, per insegnare di apprezzare le cose semplici (campeggio, gite alle cascate, musical).E in cambio pretendiamo educazione e rispetto. Gli ultimi 2 anni sono un gran casino, litighiamo anche noi,per lavoro, per stanchezza di non riuscire ad accontentarla, ci chiediamo dove abbiamo sbagliato.
ia figlia in quel periodo si convince che non va proprio d'accordo con mio marito, con me e comincia a dire che vuole andare via da suo padre. A febbraio quest'anno fanno una grande litigata (per colpa naturalmente di suo padre,lei accusa mio marito che mi fa fare quello che vuole e sono la sua succube) mio marito la prende per braccio e tira una sberla, lei chiama il padre e i fratelli.
Dopo 3 giorni le acque si calmano, riprendiamo la vita di tutti giorni. Lei ancora convinta di voler andarsene dice che lo odia e non sopporta le sue regole. Litiga anche con il padre perchè non vuole pagare apparecchio per i denti e da febbraio fino a giugno sia padre che i fratelli interrompono il rapporto con lei, chiamandola solo per rimproverarla per il suo litigio con papà. Padre dice che quest'anno non la farà scendere, con noi riprende ad andare in palestra, passiamo in questi mesi 2 weekend al mare, vita normale. A luglio padre compra all'improvviso il biglietto.Mia figlia scende felicissima,ma...non torna più. Siamo ad ottobre, non va a scuola, non mi vuole vedere, mio marito men che meno ci rinnega, dice che l'ha picchiata e deve pagare.Vuole solo il nullaosta e i vestiti invernali. Che devo fare? Fare causa e richiedere CTU dal giudice? Penso che ci sia un gran zampino di suo padre, un condizionamento da anni. Mia figlia non vuole tornare e lo accetto,ma penso che abbia grande bisogno di un aiuto.
Margherita

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Miglior risposta 8 OTT 2015

Gentile Margherita,
la situazione è abbastanza complicata e, a mio avviso, ci sono stati comportamenti inadeguati perpretati nel tempo da parte di tutti gli attori coinvolti in questa vicenda.
Lei non dice quanti anni ha adesso sua figlia ma è presumibile che abbia intorno ai 10-12 anni. Essendo sua figlia ancora minorenne probabilmente lei può far valere il suo diritto di avere una frequentazione con la ragazza ma di questo ne dovrebbe parlare con un avvocato.
E' forse superfluo che le dica che suo marito durante quel litigio, ha sbagliato ad usare le mani perchè questa modalità di interagire non è mai educativa.
Lei oggi pensa che sua figlia abbia un grande bisogno di aiuto ma dispiace il fatto che finchè è stata con lei non abbia pensato per tempo di chiedere un aiuto psicologico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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9 OTT 2015

Mia figlia ha 14 anni. Per farla aiutare ho detto a suo padre che gli darò il nulla osta ad una condizione: se s'impegna a portarla a fare un percorso per recuperare il rapporto con noi, rasserenarsi e ritrovare se stessa. Ora, se sarà d'accordo bene.Altrimenti penso che dovrò per forza richiederlo al giudice. Grazie a tutti per le risposte e per il sostegno. Qualcuno conosce uno bravo psicologo di Reggio Calabria oppure un centro al quale rivolgersi? Grazie di cuore
Margherita

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9 OTT 2015

Mia figlia ha appena compiuto 14 anni. Ho informato suo padre (purtroppo tramite avvocato) che darò il nullaosta solo ad una condizione: se convincerà a mia figlia di intraprendere un percorso per recuperare il rapporto con noi, rasserenarla a superare tutto. Se non lo accetta però dovrò credo fare il ricorso e così lo chiederò al giudice. Lo so che se lei non vuole, non tornerà da me, ma vorrei almeno cercare di aiutarla a superare questa situazione. Grazie a tutti per le risposte.

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8 OTT 2015

Gent.le Margherita,
come già le hanno suggerito i colleghi che si sono espressi prima di noi, la cosa più opportuna e urgente da fare in questo momento è parlare con qualcuno che possa aiutarla a mettere ordine e a individuare la posizione più utile da tenere. Quando le situazioni sono così complesse, con tante persone coinvolte, descrivere i fatti e il proprio stato d'animo non è sufficiente per ricevere indicazioni sulle azioni da intraprendere. Occorre, innanzitutto, pensare insieme, condividere la pena e la paura, sentire le emozioni, prima di fare. Anche noi le suggeriamo, pertanto, di rivolgersi a un/a collega di fiducia con cui aprirsi e costruire insieme una risposta.
Se vuole indicazioni più precise sulle persone più esperte da contattare, può scriverci direttamente a portoditelemaco@gmail.com
Cordiali saluti
l'équipe del PdT

Porto di Telemaco Psicologo a Bergamo

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8 OTT 2015

Cara Margherita,
non conosciamo l'età di sua figlia, ma ipotizzo sia ancora minorenne.
Situazioni come quella che ha condiviso con noi sono frequenti, in particolare in età adolescenziale.

Se le sembra di aver tentato ogni canale per comunicare con sua figlia non le resta, per ora, che accontentarla inviandole i vestiti invernali e suggerendole di proseguire la scuola nella nuova città.

Nel frattempo, contatti un centro di mediazione familiare della sua zona per conoscere quali siano le possibilità per aiutare la vostra famiglia a comunicare e avere relazioni più gestibili.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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8 OTT 2015

Gentile Margherita,

da come la descrive la situazione sembra complessa e molto delicata da gestire. Mancano però degli elementi di valutazione, quanti anni ha sua figlia? Forse la cosa più saggia da fare sarebbe proprio valutare quale soluzione potrebbe essere la migliore per il benessere di sua figlia, che apparentemente è diventata oggetto di contenzioso tra voi ex coniugi più che oggetto del vostro amore. Consideri che nel momento in cui viene interpellato il giudice tenderà a chiedere alla bambina/ragazza con chi desidera stare e molto facilmente, a meno di particolari condizioni, le sue richieste verranno assecondate.

Cordiali saluti

dott.ssa Silvia Picazio

Dott.ssa Silvia Picazio Psicologo a Roma

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