violenza psicologica: come comprenderne l'esistenza

Inviata da Ram · 30 giu 2018 Violenza di genere

Gentilissimi,
sono una donna di 29 anni. Sono sposata da 6 anni ed ho due bambini. Sono con mio marito dalla tenera età di 15 anni. Durante il fidanzamento ci sono stati casi sporadici di litigi, anche se quando succedeva, manifestava violenza contro gli oggetti. A seguito del matrimonio questi episodi si sono fatti più frequenti, a detta sua perchè passavo poco tempo a casa per via del lavoro, fino a raggiungere l'apice qualche mese fa, quando dinanzi ai bambini ho ricevuto insulti gratuiti. Ho deciso di lasciarlo; di contro lui ha pensato di farsi aiutare da uno specialista per i suoi scatti d'ira, (percorso iniziato e mai finito) ed io per amore dei bambini e della famiglia ho deciso di continuare la storia. Ora, sembra che si sia calmato, questi scatti d'ira non ci sono più quando capita di litigare, ma non appena espongo il desiderio di uscire con i miei amici o di intraprendere una qualsiasi formazione che comporti l'uscita di denaro, mi fa sentire in colpa dicendomi che a lui non piace che io esca di sera da sola senza la famiglia (lo dice con frasi aggressive. es: "Fai il *** che ti pare, vai con chi ti pare, a me non piace che vai a far serate! mai mi chiedi se voglio venire anche io! Ritirati domani mattina, fai che vuoi, fai finta che un marito e dei figli non ne hai!"). Sono frustrata, non riesco ad esprimere il mio potenziale e i miei progetti, perchè essi devono sempre passare al vaglio del suo modo di vedere. La mia domanda, dunque, è questa: come faccio a capire se questa è una situazione di violenza psicologica, o è soltanto una mia fantasia, un mio desiderio di evadere ogni tanto dalla solita routine? Ringrazio in anticipo per le risposte.

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Miglior risposta 6 LUG 2018

Gentile Ram,
il percorso intrapreso ha portato suo marito ad eliminare la violenza fisica, ma sembra avere ancora difficoltà relativamente a quella verbale.
Sarebbe opportuno che suo marito continuasse il percorso terapeutico, ma certamente non può obbligarlo.
Tuttavia può pensare di concedersi un suo spazio psicologico, in cui poter esternare i suoi vissuti e cercare di comprendere quali sono i suoi bisogni e le sue aspettative rispetto al rapporto di coppia.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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2 LUG 2018

Carissima....in poche parole tuo marito, se gli altri non fanno o pensano come lui, prova intensa rabbia e diventa aggressivo. Questa non e' una fantasia, ma un chiaro segnale che e' un uomo psichicamente disturbato. Se il tuo problema e' realmente il benessere dei bambini, non li faccia crescere con una figura paterna malata. Da grandi, e' facile che diventino uomini violenti o donne che si legano a uomini violenti.

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2 LUG 2018

Gentile signora, la sua domanda alla fine della lettera lascia allibiti: come faccio a capire se la situazione è violenza psicologica o se è solo frutto della mia fantasia.
Carissima, si è mai chiesta se questo tipo di vita la rende serena? se suo marito la gratifica e se il rapporto con lui è per lei soddisfacente? E' molto probabile che, fidanzandosi cosi presto, a soli 15 anni, lei si sia affidata in tutto al fidanzato e poi marito, non "imparando" , non tanto a capire cosa sia giusto o meno , ma cosa la rendeva felice, le dava la gioia di vivere, quali fossero i suoi obiettivi nella vita e se questi dovessero essere invece messi continuamente in discussione e ostacolati dal marito, allora fidanzato. Penso che lei non sia mai stata abbastanza sostenuta nel suo diventare grande, nella sua crescita psichica, oltre che fisica, da una famiglia d'origine che le stesse vicina con amore, incoraggiandola a raggiungere ciò che desiderava. Altrimenti non si spiega questa sua insicurezza , cosi grande che sembra lei abbia perso la cognizione di cosa sia giusto o meno? Ma giusto per chi e per cosa? Lei non crede di avere dei diritti come persona, indipendentemente dal fatto di essere moglie e madre? non pensa che cercare di migliorarsi, di crescere sia una sua necessità per prima cosa, e che nessuno, nemmeno un marito, ha il diritto di bloccare il desiderio di formazione, di seguire corsi, di sviluppare la propria socialità, di cercarsi un lavoro consono alle proprie attitudini, al fine di sentirsi viva e gratificata? Cosa significa "esci senza la tua famiglia" , forse i figli e un marito e li dovrebbe portare sempre dietro? anche se va a un a scuola serale? Insomma, penso che suo marito - non mi dice la sua età, ma è probabile abbia qualche anno piu di lei - si comporta come un padre-padrone perchè lei glielo ha permesso fin dall'inizio, forse perchè non se ne era accorta data la giovanissima età, o forse perchè anche suo padre aveva la stessa mentalità.
Eh si, qui si parla di mentalità,di convinzioni che si avvicinano più al "possesso " di una persona che all'amore coniugale.
Provi a confrontarsi con qualche colloquio di chiarimento con una psicologa della sua zona e vedrà che la aiuterà a chiarirsi le idee.
Ma non penso che il possesso sia giusto, mai e in nessuna situazione. Ha mai provato a cercare una risposta nella sua testa invece che in quella di suo marito? Qualche campanello di allarme le è arrivato però, non lo accantoni, è un segnale importante che qualcosa non va , lo ascolti dunque e vedrà che troverà una soluzione e delle risposte in se stessa. Auguri!
Dott.ssa Paola Federici, psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale, terapie brevi e autogene.
Riceve a BInasco (Mi) e a Rapallo (Ge)

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2 LUG 2018

Cara Ram, non credo possiamo parlare di violenza psicologica, anche dovrei avere maggiori elementi per esserne sicura. Sicuramente gli scoppi di rabbia, sopratutto davanti ai bambini, non sono funzionali. E credo che riflettano più una difficoltà di comunicazione tra voi: lei vuole essere più libera e realizzare i suoi interessi al di fuori della famiglia, e suo marito si ribella a tutto questo in maniera forse poco funzionale perchè magari si sente trascurato. In entrambi pare esserci, però, la difficoltà a venirvi incontro e a comprendere empaticamente l'uno le necessità dell'altro. Per questo, credo che un percorso di coppia potrebbe essere ideale.
Auguri, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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2 LUG 2018

Buongiorno Ram,
Non c'è un'unica risposta alla sua domanda.

Senza dubbio gli insulti e le minacce non sono mai una modalità valida di confronto, né un comportamento da tollerare, soprattutto se ad esporsi non è sola ma ci sono anche i suoi figli. Assistere alla violenza per un bambino equivale ad esserne oggetto, quindi è una situazione da interrompere appena possibile.

Da quello che descrive non è possibile avere un quadro complessivo del problema, soprattutto trattandosi di uno "schema di coppia" che si ripete nel tempo: è possibile che per entrambi sia difficile comprendere i bisogni e le emozioni dell'altro e che questo vi generi un certo grado di frustrazione e rabbia.

Forse varrebbe la pena affrontarli in un percorso o almeno consulenza di coppia.

Buona giornata,
Camilla Marzocchi
Bologna BO

Dott.ssa Camilla Marzocchi Psicologo a Bologna

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1 LUG 2018

Buongiorno,
Lei si chiede se sta subendo una violenza psicologica o meno, come se si dovesse decidere chi di voi due ha torto o ragione, mentre l'unico metro che lei deve usare è il suo stato di malessere.e la mancata possibilità di realizzarsi come persona. Ciascuno infatti ha diritto di fare le sue scelte nella vita e di darsi degli obiettivi, ciò può scontrarsi con le convinzioni di chi gli sta vicino, ma tenga presente che quando non si fanno valere i propri bisogni si vive in uno stato di infelicita' che distrugge ogni rapporto. Le consiglio qualche seduta di counseling psicologico che la possa aiutare ad uscire da questa impasse. Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordialmente
Dr.ssa M. Sara Sanavio
Perugia
O via Skype

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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