Vecchie e nuove ferite

Inviata da Chicca · 21 giu 2020 Autorealizzazione e orientamento personale

Buongiorno, scrivo in un momento di grande sconforto e confusione e spero di avere qualche risposta che permetta ad un po' di luce di farsi strada. Ho 25 anni e sono fidanzata da un anno con un ragazzo dolcissimo e attento. Quando mi sono innamorata di lui, ero in un momento molto felice della mia vita, seguito ad uno durato per tanto tanto tempo nel quale sono stata legata ad una persona molto problematica, che sul finire della relazione ha cominciato a manifestare un disturbo psicotico e che ha fatto di me l'oggetto delle sue ossessioni e paure. Sono venuta fuori da quella storia ferita e persa, piena di timori e sensi di colpa che pian piano e con le mie forze sono riuscita ad accogliere e superare. Solo con il mio attuale ragazzo ho acquisito il senso dell'essere felice in due e mi sono sentita parte di qualcosa di magico e reale, davvero speciale e soltanto mio. E' stato un inizio bellissimo, in grado di portare gioia alla gioia. Lui non ha avuto storie importanti prima di me ed io sono il suo primo amore: questo mi ha fatta sentire sin da subito unica, ma al tempo stesso nel tempo ha comportato delle difficoltà che pian piano sono andate accentuandosi. Già di base molto geloso, le attenzioni che non avevo mai avuto e che inizialmente mi lusingavano hanno lasciato il posto spesso a domande sul mio passato, che, per quanto non abbia mai avuto problemi a raccontare, sono state fonte di disagio. So che non essere stato il mio primo ragazzo è causa di profonda sofferenza per lui e ho cercato di comprendere ogni sua manifestazione di fastidio ed ogni pensiero negativo, provando con i miei comportamenti a dimostrare quanto amore provo e quanto intendo costruire con lui. Tuttavia ad oggi nulla sembra bastare e, nonostante lui continui a dire di fidarsi completamente di me, io percepisco solo una forte mancanza di fiducia e necessità di continue conforme oltre che bisogno di controllo e di affermazione della sua idea di relazione. Sento che inizia a mancarmi la predisposizione al dialogo e alla comprensione, perché trovo dall'altro lato una persona che pare non capire il mio disagio, che riduce il senso delle discussioni che pure provo ad esporre e che sottolinea come io non riesca ad accettare dei limiti caratteriali che mi aveva esposto e che dal suo canto io dovrei abbracciare per comportarmi di conseguenza, perché questo sarebbe segno di amore. Io lo amo tanto, ma sento che la bellezza di quello che siamo insieme va perdendosi in mezzo ai suoi timori immotivati e soprattutto sento che dentro di me si fa largo la paura di farmi di nuovo tanto male. Non vorrei mai rinunciare a lui, ma sono stanca e ferita, come so cosa è meglio per me?

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